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“Il viaggio era finito. Ma io non sarei rimasta ferma. Avrei continuato a correre. Correre oltre me”. Ripongo il libro. Quella che ho appena finito di leggere è l’autobiografia di una giovane donna, fermana, nata con gravi deformità fisiche. I medici le sentenziarono due ore di vita. Samuela, invece, è talmente cocciuta e tenace che oggi festeggia i suoi primi 50 anni. In tasca, tanti obiettivi raggiunti.




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Dopo l’attesissimo incontro di questa sera al Teatro Cicconi (ore 21.15) con Jonathan Bazzi per la presentazione del romanzo “Febbre” (Fandango), sarà la volta dei due appuntamenti conclusivi che saranno proposti entrambi al Teatro Cicconi. Mercoledì 16 appuntamento alle ore 21.15 per la presentazione del libro “Disperanza” (Fandango) di Giulio Cavalli. Scrittore e autore teatrale, dal 2007 l’autore vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie. Collabora con varie testate giornalistiche e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, tra i quali ricordiamo Nomi, cognomi e infami (2010), L’innocenza di Giulio (Chiarelettere 2012), Santamamma (Fandago 2017) e Carnaio (Fandango 2018). Introdotto da Giulia Ciarapica, Cavalli propone nel suo libro una riflessione sulla nostra società che ci spinge a essere ottimisti e positivi, una cassetta degli attrezzi per continuare a sperare.





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“L’altrove in cui ci rifugiamo è spesso un bluff per mascherare la nostra paura di vivere il presente”. Un romanzo ambientato in una torbida Italia e ispirato ai fatti sul depistaggio di Paolo Borsellino. Fabio Giallombardo, torna in libreria con il giallo “Alibi” (Dario Flaccovio editore), con la prefazione di Fiammetta Borsellino.



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«Avere vergogna o paura di come si è fatti equivale a rinunciare a essere, a vivere.» Monica Galdino Giansanti


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Tempo, un concetto semplice e molto arduo da spiegare. Tempo per amare. Tempo per sognare. Tempo per imparare. Tempo per aiutare. Tempo per raccontare. Tempo per divertire e divertirsi. Tempo per vivere, insomma, è, anche, un tempo che passa, va, non si ferma e non tornerà più indietro. Un tempo da sfruttare e di cui usufruire a pieno ogni suo millesimo di secondo, proprio come fosse l’ultimo delle nostre vite.




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A mio parere, l'opera sua più meritoria, non che le altre non lo siano, è la rivista regionale Marca/Marche. Andrea Livi ne è l'editore. Il taglio è quello della tradizione, nel senso più denso del termine: qualcosa che si comunica, che si trasferisce da un punto all'altro. Che è movimento: la storia ripescata della nostra terra: storia economica, sociale, civile, e l'attualità dell'oggi come spunto per il domani. Un filo rosso.