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«La parola detta – per il vescovo e scrittore Massimo Camisasca – è la prima traduzione del nostro pensiero, nei suoi aspetti intellettuali, ma anche emotivi ed emozionali». Ci siamo noi, dentro, tutti interi. Aggiungendo poi: «La scrittura nasce perché la parola detta duri, diventi eterna». Scrivere e leggere: due azioni che ci rendono liberi. Non a caso i sistemi tirannici hanno bruciato i libri, dato fuoco alle biblioteche, imbavagliato gli scrittori.




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Il progetto è nato quasi per caso, in una calda mattina di giugno del 2019. Lo hanno creato, e messo nero su bianco, una professoressa in pensione ed assessore, un ingegnere, un’educatrice ed una pedagogista, in un ufficio del Comune di Falerone. Lo hanno poi inviato al Centro per il libro e la lettura di Roma, partecipando ad un bando nazionale e, classificandosi al 5° posto, hanno ottenuto quei 10.000 euro previsti.