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Si chiama R.O.A.D. (Ragazzi Oggi Adulti Domani). È il nuovo progetto educativo di comunità che è stato avviato a Fermo dalla Cooperativa sociale Il Faro finanziato dal Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo. La nuova azione educativa risponde al problema del disagio giovanile che può sfociare in un alto numero di ragazzi a rischio di pratiche devianti.


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Ieri pomeriggio, l’inaugurazione della mostra “A bottega dal maestro. Carlo Crivelli e la Cavalcata dell’Assunta”. Io la racconto così, citando nomi: Chiara Ortenzi, Penelope Pietà, Marco Morelli, Alessia Minnetti, Leonardo Santini, Odette Sardellini, Matilde Renzi, Valerio Romanelli, Francesca Pia Di Monte, Giulio Tesorati, Filippo Paci, Alessandro Monti, Morena Arcangela Mezzanotte, Denise Mariarosa Morici, Morgana Mariarosa Morici, Diego Di Martino, Elia Valentini, Riccardo Lanciotti, Leila Boccolini, Martina Lupacchini, Martina Veneziano, Gaia Starace.


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“Signore, i soldati fermani sono dentro al castello. Anche la rocca è perduta”. Rinaldo guardò giù dai merli: il piazzale brulicava di armati, ma le insegne non erano della sua gente. Qualcuno aveva spalancato le porte dell'altrimenti imprendibile fortezza di Montefalcone. Fuggire? Restava un percorso irto di pericoli che scendeva dalla rupe. Ma come fare con la famiglia al seguito? E poi non c'era più tempo. Catturato insieme ai figli, Rinaldo da Monteverde fu condotto a Fermo, fatto salire sull'asino all'incontrario, portato in Piazza grande e decapitato...


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Se stendete un braccio, vi sembrerà di toccare il monte Vettore e quello dell'Ascensione. Girandovi, sarete sotto all'incombente rupe di Montefalcone Appennino, immagine diversa dalle consuete. Mi sto dirigendo verso una country house. Risalgo contrada Faveto che prendo dalla Valdaso, dopo aver lasciato la vicina Comunanza È stata battezza come “Le Margherite”, probabile che a maggio ce ne siano molte che fanno tappeto. Quelle che mi colpiscono invece sono le farfalle, tante, di colori diversi, che sembrano danzare intorno ad un ricchissimo cespuglio di lavanda, colori incredibili dell'insetto e del fiore!


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Tutto pronto per il nuovo screening proposto dall'Istituto Oncologico Marchigiano di Fermo con la Carovana della Prevenzione. Anche quest'anno si terrà fede all'importante iniziativa che si svolgerà a Fermo sabato 9 e domenica 10 luglio, a piazzale Tupini, dalle ore 9,30 alle 16,30. Personale specializzato fornito di due unità mobili attrezzate con strumentazione all'avanguardia, in dotazione alla Komen Italia, erogherà gratuitamente tutti gli esami di diagnostica clinica e strumentale per la diagnosi precoce del tumore al seno. Nei due giorni, sono previste settanta mammografie e 24 ecografie mammarie.


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Nell’occasione dell’approvazione del Bilancio di esercizio 2021, l’Assemblea dei Soci della Cooperativa Sociale IL FARO, riunitasi il 29 giugno 2022 nella Sala convegni della Domus San Giuliano di Macerata, ha anche provveduto all’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 2022-25. Il nuovo Consiglio, nella sua prima riunione post insediamento, ha eletto come Presidente Marcello Naldini di Fermo e come Vice-Presidente Stefania Stacchiotti di Montecassiano. Completano il Consiglio i membri Manuela Gaspari e Beatrice Pini entrambe di Montegranaro e Roberta Perini di Porto San Giorgio. Sono stati confermati in toto i componenti del Collegio Sindacale e il Revisore Legale.


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Due ragazze ci sono andate. Un po' per scherzo. Un po' perché curiose. Un po' perché salutiste e richiamate da un rito ancestrale nel periodo del solstizio d'estate. Venerdì scorso, ore sei, Torre di Palme, balconata che s'apre sull'infinito. Appoggiate alla balaustra hanno fissato il sole che nasceva lento: uno spicchio, poi una metà, quindi un disco fiammante e completo. Nel cerchio infuocato hanno cercato un volto. Anzi, una testa. Quella di san Giovanni. Ed il giorno, il 24, era proprio la ricorrenza della sua nascita. La nascita al mondo di san Giovanni il Battista. C'è bisogno di specificare “nascita al mondo”, perché i santi vengono ricordati nel giorno, sì, della loro nascita... ma al cielo, cioè la dipartenza per l'altra vita. San Giovanni fa eccezione, così come la Vergine Maria. Due casi a sé. Per dirne l'importanza.


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Torre di Palme era castello e castello resta. Lo sanno bene i contradaioli e il priore Samuele Bruni. Contrada e borgo sono tutt'uno. Così le iniziative non si fermano mai. Prendete domani: festa di san Giovanni Battista! Lo ricorda un'antichissima e piccola chiesa. E che si fa? Si organizza un evento incentrato sulla figura di questo personaggio legato alla fertilità dei campi, all'amicizia, all'amore, al sole che cala dopo il solstizio. È “La notte di San Giovanni”, così il titolo, con la celebrazione e la benedizione da parte dell’Arcivescovo di Fermo mons. Rocco Pennacchio, alle ore 19.00, delle bacheche contenenti i palii vinti dalla contrada nel 2000 e 2019.


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Mons. Rocco Pennacchio lo ripete quattro volte nel suo intervento: identità identità identità identità. Quella dei cristiani intorno a Gesù Cristo. L'arcivescovo lo fa al termine della lunga processione di domenica scorsa. È la festa del Corpus Domini, una delle principali dell'anno liturgico della cattolicità. Riconosciuta come momento anche civile, vede la partecipazione delle autorità istituzionali. Dopo due anni di pandemia si torna a celebrarla in maniera pubblica anche a Fermo, attraversando le sue strade.


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Gli amici lo conoscono come il Patriota cosmico, e così si firma, sicuramente perché la sua bussola è Chesterton che ama alla follia. Come un po' folle appare anche lui. D'altronde è un francescano. D'altronde è padre Roberto Brunelli, occhi azzurri, occhiali rotondi, selva di capelli. Tutto spirito e corpo, Gesù e Gilbert Keith, che non sembri una blasfemia. Padre Roberto è sempre una sorpresa. Come quando pubblicò un libricino, proprio mignon, dal titolo “Omelie per birrerie con terzine per Cantine”. Ne parlammo. Come quando curò la “Summa chesterteologica”, con sottotitolo: “Pensieri su Dio. La chiesa. Gli eretici e le salsicce”. Da far accapponare la pelle ai tradizionalisti e strabuzzare gli occhi ai progressisti. O come quando curò “La Sfera e la Croce”, “L'Osteria volante”, “La famiglia Regno della libertà”, etc. etc.


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Fotografa un porro da seme che sta iniziando la fioritura. Sembra accarezzare i pomodori dei diversi filari. Respira il profumo del grano e dell' orzo che maturano e guarda il mare in lontananza. E tutto ciò, scrive, «mi riporta alla mente il periodo scolastico, quando sentivo questo odore ero felice perché stava per terminare la scuola». Oggi, Daniele Vecchiotti è già laureato e scommette in campagna. I suoi campi si trovano in un luogo bellissimo: Poggio San Gaetano, Magliano di Tenna. Un pianoro che guarda il Tenna e l'Adriatico. Daniele l'abbiamo già incontrato. Ma stavolta lo riprendiamo perché sul grano, sulle prospettive, sulla guerra in corso, ha molto da dire


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Due locali ampi. Pieni di luce. Pareti bianche. Libri alle pareti, per grandi e bambini È la nuova Cartolibroemme. Sabato 11 giugno, la semplice cerimonia di inaugurazione. Fuori, ad offrire un aperitivo ad amici, conoscenti e frequentatori, il signor Massimo Cataldi, dentro, dietro al nuovo bancone, Luca, il figlio. Di generazione in generazione. Passione libri! Agli avventori è donato un blocco per appunti. Molto sui generis: paginette con quadroni e copertina con un'immagine della Piazzetta di Fermo a fine Ottocento, senza auto, senza cartelloni pubblicitari, con gente radunata dinanzi al tempio di Sant'Agostino. Molti i tabarri e i cappelli. Sul retro del blocco due date: 1978 e 2022. E una scritta: La storia continua.


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Non tutti i territori sono eguali. Non dappertutto vale la stessa ricetta. Specie quella riguardante il lavoro. Assistiamo ad un dibattito – anzi, ad uno scontro – su: reddito di cittadinanza sì reddito di cittadinanza no, e sul salario minimo garantito, che saranno anche misure giuste, ma che mancano di un pezzo. Sembrano monche di uno sguardo più ampio perché partono dal solo, o quasi, concetto di lavoro subordinato. E proprio per questo non colgono le specificità territoriali. Non colgono il “DNA” dei luoghi.


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Della Lista di proscrizione. Il punto non è la pubblicazione da parte del Corriere della Sera: i giornalisti hanno fatto il loro mestiere. Il problema sta a monte: in casa del DIS (Dipartimento Informazioni e Sicurezza). Qual era l'intento e l'obiettivo di chi ha redatto l'elenco? Controllare i nemici dell'Italia "in guerra"? Avere sotto controllo chi la pensa diversamente dai padroni del vapore? Altro?


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«La bellezza – scriveva Ugo Foscolo – è una specie di armonia visibile che penetra soavemente nei cuori umani». La ripeto ad un gruppo di amici che cammina le terre che legano Lapedona a Monterubbiano sino a Moresco. Quando si scopre la torre eptagonale moreschina ogni volta è un sussulto. Ma non è dell'arte militare medievale che oggi voglio trattare. Ma dei colori. Come quelli che si colgono scendendo verso la piana dell'Aso, costeggiando l'azienda viti-vinicola Castrum Morisci con le sue anfore egizie e romane.


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Che succede al Cristianesimo? Siamo in pieno “sonno della fede”? Pur sbagliando i tempi, dobbiamo dar ragione a Voltaire che scriveva nel 1773: «Nella cultura nuova, non ci sarà futuro per la superstizione cristiana. Io vi dico che, tra venti anni, il Galileo sarà spacciato»? E quando papa Francesco afferma che ci troviamo, non in un'epoca di cambiamenti, ma in «un cambiamento d'epoca», cosa vuol significare? Sono tante le domande che riemergono proprio mentre il mondo sembra aver smarrito la bussola. Però, tra enormi cambiamenti, il senso religioso, magari con altri tratti, riemerge denunciando l'insopprimibilità di un'apertura al trascendente. Che torni a riaffiorare l'aforismo di Shakespeare: «Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia»?


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Le auto non sfrecciano più per le strade di Fermo, spesso in ritardo sulla campanella d'ingresso a scuola. Gli autobus non scaricano frotte di ragazzi dagli zaini pesantissimi (ve la ricordate la campagna contro il peso eccessivo che procurava anche scoliosi? Dimenticata. Gli zaini sono ancora più gravosi di prima. Pantomima italica). La scuola è finita. Ci si rivedrà a settembre. In alcuni istituti fermani, i ragazzi, l'ultimo giorno, hanno indossato una maglietta bianca per poi riempirla delle firme dei compagni. Le porteranno in dosso e nella mente. Hanno compiuto un gesto modernissimo e, inconsapevolmente, antichissimo. Si racconta che il grande missionario Francesco Saverio, partendo per l'Asia, si cucì all'interno del saio le firme dei suoi confratelli che lasciava: un modo per averli sempre con sé.


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In un mese tre volte. Tre volte verso la Basilica imperiale di Santa Croce. A piedi, per percepire tutto il fascino dei luoghi. La strada è stata asfaltata. Le piccole imprese vivaistiche se ne sono rallegrate, lo stesso gli agricoltori che percorrono la via stretta con i loro mezzi. I residenti dicono che durerà poco: già dopo il prossimo inverno torneranno le buche. Chi cammina è un po' meno attratto da quel serpente grigio. La soluzione sarebbe di ripristinare il sentiero di un tempo, sopra l'argine del torrente Ete morto. Si vedrà.


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Li vedremo questa estate esibirsi in numerose piazze. Ad oggi, hanno più di quindici conferme. Saranno anche alla finale regionale di Sanremo Rock (contest per artisti italiani emergenti nel Rock). Sono stati scelti tra oltre 20 mila candidature ai casting. Loro sono i 50 Celt, band che propone brani di musica celtica rivisitati però in chiave rock. Cinque ragazzi delle Marche sud incontratisi fortuitamente sul web nel 2018. Passione per la musica rock e per quella celtica. Si potrà osare la contaminazione? Potrà piacere?



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Quando lo incontrammo nel 2018, a poco tempo dall'avvio dell'azienda a Lapedona sulla strada che scende verso il mare, intuimmo che i vini di Mauro Allegrini avrebbero fatto parlare di sé. E così è stato. Oggi, nel librone dell'Associazione Italiana sommeliers, vengono indicati come di prodotti qualità. L'azienda agricola Midoro ha fatto un gran passo avanti pur restando di piccole dimensioni. Fondata nel 2015, produce circa 1200 bottiglie l'anno. La parte vitata è di mezzo ettaro. I vini presi in considerazione dall'AIS sono due: Civetta e Righetto. Il primo prende il nome dalla barca di Mauro che, pur essendo un provetto elicotterista, è un grande amante del mare; il secondo porta il nome del padre.


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Se BES è l'acronimo dei Bisogni Educativi Speciali, DSA lo è dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Sono due tipi di difficoltà di una parte degli studenti (dal cinque all'otto per cento della popolazione studentesca) nel leggere, scrivere, far di calcolo... Ma non sono menomazioni o ritardi. Sono diversità che richiedono altre strade da percorrere. La scuola deve saperlo, devono saperlo gli insegnanti, debbono conoscerlo i colleghi studenti.


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Dobbiamo aver paura dei nuovi strumenti digitali? O dobbiamo convivere con essi? Sono protesi di cui non si può fare a meno o diventano utili strumenti per l'insegnamento a scuola? E, soprattutto come la scuola è cambiata o può cambiare dopo la pandemia? Infine, quanta parte hanno gli insegnanti nell'educare e nell'istruire i giovani al corretto uso della nuova tecnologia? Tante le domande che i “maestri cattolici” hanno indirettamente posto ai due relatori: Lorenzo Lattanzi e Marilena Sansoni, domenica 22 maggio a Porto San Giorgio.


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Una telefonata: un invito a fare un cammino nella storia con protagonisti gli alunni della quarta elementare (preferisco questo gergo all'attuale “scuola primaria”) dell'Istituto Canossiane di Porto San Giorgio. Apprezzo il lavoro dell'insegnante Giovanna Vocale. Mi fido e vado. La scuola è immersa nel verde. La struttura è stupenda. L'aula di quarta è piena di foto, scritte su cartelloni, frasi celebri, carte geografiche dell'Europa e del mondo. I finestroni guardano una porzione di mare. I bambini indossano una maglia blu.


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Gli ultimi sono partiti domenica scorsa dall'aeroporto di Falconara destinazione Bruxelles: una docente e due studenti. I colleghi hanno lasciato il Fermano il giorno precedente. È terminata la sesta edizione dell'International Student Competition dopo due anni di stop in presenza ma non in rete. La guerra ha assottigliato le fila degli universitari. Diversi atenei dell'Est, come la Polonia, non hanno potuto aderire alla proposta del Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea. In cifre, l'edizione 2022 ha fatto registrare la presenza di una quarantina di universitari e una decina di professori. Venerdì scorso è stata riproposta la tradizionale Restituzione.


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Sabato 21 maggio. Il Museo Polare Etnografico “Silvio Zavatti” ha aperto una nuova sala. È quella dedicata alla Collezione Anna Molinari. La compongono oltre cento manufatti degli artisti Inuit. La provenienza è il Nunavut. La donazione fa del Museo fermano uno tra i più importanti d'Europa e sicuramente il maggiore d'Italia. Lo testimonia indirettamente la giovane laureanda della Ca' Foscari di Venezia spedita a Fermo dal suo professore a studiare il popolo dei ghiacci. È sorpresa dal materiale: gli oggetti esposti, la biblioteca, l'archivio, la rivista, le foto, le tende, la slitta...


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Montegiorgio. Il Palazzo Alaleona è molto bello. Lo ha fatto restaurare l'imprenditore Lanfranco Beleggia. Dell'antica residenza si parlerà in un prossimo libro che lo racconta con scritti ed immagini. Dalla terrazza, oltre ai Sibillini, si vede il possente convento delle Clarisse. Si trova proprio a fianco del palazzo. Come dire: il profano e il sacro.


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Ne avevamo parlato tempo fa, separatamente. Ognuno colto nel suo mondo. Poi, i due: Francesco Valeri (FraJambo) e Marco Raccichini; sangiorgese il primo, fermano il secondo, si sono incontrati. Frajambo è pittore, e i suoi quadri sono pieni di colore; Marco è fotografo, e i suoi scatti raccontano storie di luoghi, animali, persone. 1979 la data di nascita del primo, 1977 quella del secondo. Stessa generazione e, soprattutto, stesso animo attento.


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Campofilone è probabilmente l'unico comune italiano ad avere un assessore al turismo e all'enogastronomia. Ercole d'Ercoli si muove coniugando i due aspetti. Il sindaco Gabriele Cannella sostiene questa politica. Capita, allora, che si possa proporre ad allevatori, produttori, gestori di agriturismo un esauriente convegno su I Suini e i Salumi delle Marche. L'iniziativa s'è svolta domenica scorsa al teatro comunale. La proposta è venuta dall'ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi) che ha come obiettivo scoprire nuovi salumi, sostenere la tutela degli esistenti e diffonderne la cultura culinaria, gastronomica e alimentare.


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La nuova sala del Museo Polare di Fermo a Palazzo Paccaroni è pronta. Sistemati gli oltre cento manufatti Inuit dell'importante Collezione Molinari, domani verrà aperta al pubblico arricchendo così un Museo che già è un centro di interesse internazionale.


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Ancora sul lavoro, anzi, sul non lavoro. «La situazione è molto difficile», dice il dr Roberto Fiore, recruiter, formatore, consulente: un libero professionista che cerca e seleziona personale per le aziende e forma giovani e meno giovani. Fiore conosce a fondo la realtà del centro Marche, da Ancona a Fermo. «Mancano muratori, contabili, baristi, camerieri, cuochi e loro aiuti. Soffrono i pubblici esercizi, la ristorazione, gli hotel, ma anche tanti negozi». Il recruiter fa un caso: quello di una catena di negozi di livello alto, con clientela importante, buon fatturato, e che non trova addetti alla vendita. Un caso mai accaduto nell'importante cittadina di mare.


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Colpo grosso al Museo Polare di Fermo. Ma non si tratta di furto. Bensì dell'esatto contrario: un apporto notevolissimo a quello che è già uno dei più importanti musei polari d'Europa. Sabato 21 maggio, alle ore 18 in corso Cavour 68, a Fermo, sarà aperta la nuovissima Sala Molinari che accoglierà un patrimonio eccezionale di oggetti e grafiche riguardanti l'arte e la vita degli Inuit. Si tratta di una collezione di oltre cento manufatti, vere e proprie opere d'arte, che la signora Anna Molinari ha voluto donare prima della sua morte a Renato Zavatti, Presidente dell'Associazione Esplorazioni Polari Italiane.


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Arriveranno domani, lunedì 16. Ad accoglierli e salutarli alla Sala dei Ritratti di Fermo, ci saranno il sindaco Paolo Calcinaro, l'assessore Micol Lanzidei e tutto lo staff del Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea. Provengono da tante università europee con studenti da tutto il mondo: dall'India alla Russia, dal Belgio al Portogallo. Saranno loro, insieme a tutor e docenti, i protagonisti di questa sesta edizione dell'International Student Competition. Mancheranno invece i giovani delle università le cui nazioni, come la Polonia, sono più vicine al fronte di guerra.


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Mauro Torresi, vice sindaco di Fermo, assessore al commercio e imprenditore, lo segnala da tempo: il personale non si trova più, non si trovano più operai per le nostre aziende, non si trovano più addetti alla ristorazione e all'ospitalità, al commercio in genere. Aggiungiamo noi che anche il settore edilizia piange lacrime amare per la mancanza di addetti. Sulla stessa lunghezza d'onda anche le associazioni imprenditoriali. Il problema sta diventando molto serio.


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Un gruppo di ragazzini seduti a destra dei relatori. C'è in corso una conferenza stampa. Riguarda la Cavalcata dell'Assunta in vista dei 100 giorni al Palio (14 maggio prossimo) e le attività degli studenti/tamburini della scuola media Da Vinci-Ungaretti di Fermo. Qualcuno prende appunti. Una giovanissima tiene il microfono e pone domande al vice sindaco di Fermo Mauro Torresi. È una intervista come si deve: domande brevi, contenuti ricchi. Si è preparata. È stata preparata.


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Per la contrada San Martino di Fermo (priore Renato Montagnoli), il primo maggio è stato alla riscoperta del proprio territorio, attraversando la città per il proprio spicchio di competenza Domenica scorsa le bandiere del cavaliere che donò il proprio mantello al povero garrivano dinanzi al ricreatorio San Carlo. Una ventina di persone, fazzolettone al collo, ha preso le mosse da quelli che erano i giardini Trevisani. Per uno scherzo del destino, la famiglia del fiero anticlericale li cedette all'arcivescovo Carlo Castelli. Era il 1909 e l'uomo di chiesa ne fece un luogo di educazione. Il gruppo s'incammina e sale i gradini di cemento smangiucchiato accanto al santuario della Madonna del Pianto. I fermani le sono ancora grati: evitò lutti alla città durante la ritirata dei tedeschi, 1944.