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Tre sono le ragioni che hanno unito la maggioranza nella discussione sulla interruzione volontaria della gravidanza: la salute della donna, che deve essere messa al primo posto, attivando o ricostruendo la rete di sostegno medico, psicologico e sociale che deve essere fornita dai Consultori; la sicurezza della RU-486 attestata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal Consiglio superiore di Sanità, dall’Agenzia del Farmaco AIFA e dalla quasi trentennale somministrazione della RU- 486 in Italia, in Europa (dove è trentennale) e in altri stati; l’esercizio di un diritto individuale pur se nell’ambito di una delle decisioni più difficili che una donna debba prendere.