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Fermo: Magia vegetale in mostra a Palazzo dei Priori, con “Chiara Camoni. Erbacce e fonti. Succhi d’erbe. Spiritelli.”

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di Danilo Monterubbianesi
fermo@vivere.it


Se stai in silenzio, li senti volare. Inaugurata a Palazzo dei Priori la mostra del progetto “Chiara Camoni. Erbacce e fonti. Succhi d’erbe. Spiritelli”, a cura di Matilde Galletti, con cui il Comune di Fermo si è aggiudicato la vittoria del “PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’esposizione all’interno della Pinacoteca Civica è solo l’ultima parte di un lavoro che l’artista ha portato avanti insieme alla comunità del territorio e all’associazione Karussell. Mostra aperta fino al 10 settembre 2024.

«Questo progetto è la prova di una città culturalmente ricca – sostiene l’assessore alla cultura Micol Lanzidei – che spazia dall’antico al contemporaneo. Grazie al riconoscimento del Ministero, quest’anno come lo scorso con il duo Vedovamazzei, stiamo piano piano realizzando la nostra collezione di arte contemporanea». Collezione che si arricchisce per mano di un’artista riconosciuta sul piano internazionale – fino al 21 luglio in mostra anche al Pirelli HangarBicocca di Milano – ma la cui pratica dissolve le ombre dell’ego e del protagonismo per abbracciare e coinvolgere una comunità: «L’opera in mostra è frutto di un workshop con Chiara – spiega Matilde Galletti, curatrice del progetto – infatti, a piccoli gruppi, abbiamo svolto un percorso verso le antiche fonti extraurbane della Città, prima luoghi vitali per il tessuto sociale, oggi dimenticati, alla ricerca di fiori, foglie, erbe spontanee o “erbacce”, grazie al prezioso aiuto della botanica Laura Colasanti». Flora normalmente non tintoria, indefinita e indifferente ad occhi non esperti, che attraverso un procedimento di stampa vegetale rodato dall’artista e condiviso con i partecipanti al laboratorio, rivela macchie, contorni, segni ed espressioni inaspettate: la rivelazione di un segreto che continua a sfuggirci.

Appesi ad uno scheletro metallico circolare, i dodici teli di lino rivelano l’aspetto degli spiritelli che si nascondono nel ventre della natura, secondo la filosofia di Chiara Camoni; quel mondo magico che si nasconde a quello umano, o che lo guarda con indifferenza: «Il percorso verso la fonte lo vedo come un ritorno all’origine, e il passaggio verso un altro mondo – dice l’artista – ma ad un certo punto ci rendiamo conto che la prospettiva si ribalta, e non siamo più noi a guardare lei ma è lei a guardare noi, o ad ignorarci». Gli spiritelli nelle erbacce scovate lungo questo percorso, spiega poi Chiara, sono la manifestazione invisibile della natura, la prova di come essa cambi forma e la sua vita si adatti alle condizioni cui è sottoposta – che sia dentro uno stelo o nel succo tra le maglie del telo. Un universo evanescente, fiabesco, che vuole dimostrare come ciò che tocchiamo è solo una parte del tutto, e l’essere umano non è al centro di nulla; o, al contrario, come il potere della fantasia e secoli di immaginari possano tirare fuori una storia straordinaria da un semplice fiore.