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Fermana di oggi e di ieri tra debiti estinti, debiti del passato e debiti del presente

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - Mentre la città attende l'esito delle trattative "segrete", piovono punti di penalizzazione e saltano fuori anche auto societarie pignorate per altri debiti. In compenso però dopo 18 anni torna il marchio della serie B (ma a chi serve?). Insomma, ce n'è per tutti.

Inizia un'altra settimana e mentre le altre piazze calcistiche piangono o tremano in vista dei verdetti della Covisoc, in casa Fermana prosegue il silenzio assoluto intorno alle due vicende che hanno ripercussione sul diritto di iscriversi al prossimo campionato di serie D, vale a dire la ristrutturazione del debito e il saldo di tutte le pendenze dello scorso campionato di serie C entro il 10 luglio.
Dietro al silenzio assordante però - come peraltro abbiamo accennato in un precedente articolo - trapela fiducia sul fatto che entrambe le operazioni possono concludersi positivamente entro la fine di giugno. Non possiamo pubblicare altri particolari né indiscrezioni perché ci viene chiesta massima riservatezza su quella che è una trattativa che deve restare segreta per poter arrivare in porto sana e salva nell'interesse di tutti.

Allora proviamo a parlare di Fermana in questa settimana cercando di affrontare altri profili. Niente, ogni tentativo è vano si va a sbattere sempre con una questione di debiti.
Venerdì scorso 7 giugno la Corte Federale di Appello ha sanzionato la Fermana F.C. con due punti di penalizzazione in classifica da scontare nel prossimo campionato per presunto omesso versamento alla scadenza del 16 febbraio 2024 di rate INPS di novembre e dicembre 2023 per un importo totale di 9474 euro.
La Fermana F.C. ha reso noto che il proprio avvocato Michele Cozzone impugnerà anche di fronte al Collegio di garanzia del CONI il provvedimento ritenendolo ingiusto poiché non prende in considerazione la normativa della cosiddetta "rottamazione quater" che avrebbe reso non perentorio quel termine di pagamento. Sicuramente come sempre si disquisisce su qualche cavillo o su interpretazioni ondivaghe di norme o, peggio, di combinati disposti come al solito poco chiari che lasciano il giudice ampia libertà (arbitrio) di decisione. In casa Fermana reputano la sanzione "una cattiveria" sebbene a quanto pare, in caso di conferma, non inciderebbe nel diritto di iscriversi in serie D.

Bene, anzi male, proviamo a girarci da un'altra parte e troviamo un altro debito della società gialloblù ma, sorpresa, toh chi si rivede, è la Fermana dell'ex presidente Battaglioni che 18 anni fa non aveva pagato la municipalizzata Asite per lavori allo stadio Bruno Recchioni. Anche qui si parla di poche migliaia di euro, tant'è che la causa si è tenuta innanzi al Giudice di Pace di Fermo che aveva condannato la Fermana a pagare e si era arrivati al pignoramento del vecchio stemma "U.S. Fermana Calcio 1920" che fu fatto realizzare proprio da Battaglioni nel 1996-97 e tutt'oggi era ancora marchio registrato benché utilizato sulle maglie dei giocatori solo fino al 2006. La causa si è conclusa con un accordo e lo stemma è stato restituito alla città di Fermo, anche se è molto difficile che le future società gialloblù lo utilizzeranno come logo ufficiale; potrà però essere utile per i tifosi per poter fare legittimamente merchandising storico per ricordare gli anni d'oro della serie B e C1.

Siamo dovuti arrivare indietro fino a Battaglioni, quindi è finita direte voi. Eh no, sarebbe troppo bello!
Ve li ricordate i debiti della "U.S. Fermana 2006" che vinse il campionato di Eccellenza nel 2013 e che nello stesso anno resero necessario abbandonare quella società e sostituirla con l'ex Montegranaro di patron Vecchiola, approdato in serie D contemporaneamente attraverso i play-off? Quei debiti erano nati tutti nelle stagioni precedenti all'ultima di Eccellenza gestita dai fermani, ma dopo la cessazione della società i creditori anche in quel caso sono ricorsi alle vie legali e hanno pignorato qualcosa di più sostanzioso di uno stemma, bensì due autovetture di servizio della vecchia US Fermana 2006 (foto di copertina). Considerati gli anni che sono trascorsi la procedura giudiziaria di esecuzione e vendita all'asta molto probabilmente si è già estinta da un pezzo, nel senso che nessuno ha acquistato quei beni pignorati e i creditori sono rimasti con un palmo di naso. Nonostante ciò i due veicoli da dieci anni fanno bella mostra di sé, abbandonati e arrugginiti, dentro il recinto dello stadio sotto la curva ovest. I volontari di “Nel nostro Piccolo” e diversi residenti li hanno più volte segnalati ma inutilmente; anche se uno sembra avere ancora la targa (l'altra non si vede) hanno l'aspetto più di rifiuti speciali che di autovetture marcianti, sicuramente sono prive di revisione e assicurazione. Sebbene parcheggiati non su strada pubblica, i rottami però si trovano comunque su area di proprietà comunale, sono ben visibili dai passanti ed è il caso di far cessare l'indecenza; per questo motivo l'assessore allo sport del Comune di Fermo Scarfini (che sostiene di non sapere nulla di questa storia e non essersi mai accorto di quelle auto...) ha garantito che nei prossimi giorni accerterà lo stato di fatto e se necessario ordinerà la rimozione delle autovetture, pardon dei rifiuti speciali.

Insomma, tra segreti di Pulcinella, stemmi restituiti dopo 18 anni, auto di servizio pignorate, comprate da nessuno e dimenticate da tutti, passeranno altri giorni e settimane prima che l'ultima di tutte queste Fermane (la F.C. 2013) e i suoi tifosi sapranno quale destino li attende.

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Questo è un articolo pubblicato il 10-06-2024 alle 07:35 sul giornale del 11 giugno 2024 - 2750 letture


Paolo Bartolomei




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