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Pericoli smartphone. A Porto San Giorgio proposti i Patti digitali

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di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


Le ultime settimane hanno visto abbondare sulla stampa gli studi sugli effetti nefasti dello spropositato uso dello smartphone e quindi del web. Le analisi si sprecano. «Per la prima volta nella storia dell'umanità, - hanno detto gli esperti della Commissione Istruzione del Senato - le nuove generazioni mostrano un quoziente di intelligenza inferiore a quello delle generazioni che le hanno precedute. Calano le facoltà mentali dei più giovani, aumenta il loro disagio psicologico. Ansia stress, depressione, disturbi alimentari, autolesionismo, aggressività... È l'effetto di una vita trascorsa usando social, video, chat e videogiochi. Un uso che, stimolando il cervello a rilasciare il neurotrasmettitore della sensazione del piacere, non può che degenerare in abuso».

Molto meno proliferano le soluzioni che non siano di divieto ma di alternativa. Una proposta è stata lanciata venerdì scorso a Porto San Giorgio dall'AIART (Associazione Italiana Ascoltatori Radio e Televisione) regionale e locale. Il preparatissimo presidente regionale e vice nazionale Lorenzo Lattanzi ha lanciato l'idea dei Patti digitali. Che sono? Innanzitutto, sono una sfida al naufragare giovanile nel web. In secondo luogo, sono un'alleanza tra comunità educanti diverse. Sono una chiamata a raccolta, consapevole e decisa, di genitori, scuole, pediatri, istituzioni, oratori, società sportive, centri culturali, movimenti giovanili, scout, etc.. Mettersi insieme è la parola d'ordine, per capire e agire di conseguenza. Che ce ne sia bisogno, che il problema venga sentito forte dagli adulti, lo ha dimostrato la grande partecipazione di padri, madri, insegnanti, psicologi, psicoterapeuti. La sala dell'Istituto Comprensivo Nardi è stata riempita di gente interessata che per oltre due ore ha ascoltato e interagito con Lattanzi, Claudia Lo Guasto pedagogista, Elena Clio Vita

scout.

Cosa fanno i Patti? «Promuovono alleanze educative tra famiglie, educatori ed enti a livello locale su tutto il territorio nazionale». Il punto - è stato più volte rimarcato – non è vietare, magari disciplinare sì, ma fornire alternative valide, affascinanti, sostitutive. E qui occorrerà un attento dibattito e riflessione.

L'incontro dal titolo: “Ragazzi e smartphone: chi usa chi?” è stato aperto dal preside Roberto Vespasiani, presenti gli assessori Tombolini di Porto San Giorgio e Scarfini di Fermo.

Nell'aula è risuonata la domanda esistenziale del Pastore errante di Leopardi: Ed io che sono?




Questo è un articolo pubblicato il 27-05-2024 alle 12:09 sul giornale del 28 maggio 2024 - 370 letture


adolfo leoni




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