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Porto Sant’Elpidio: l’artigianato incontra la cultura in un evento tutto al femminile - arriva TRAMAnDARE

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da Roberta Ripa


Giusti Tessuti ospiterà, sabato 1° giugno, “TRAMAnDARE”, evento al femminile dedicato al mondo dell’arte del cucito nelle sue varie espressioni, da quella tradizionale alle forme più innovative. Il momento di talk, moderato da Annalinda Pasquali, sarà accompagnato dall’esposizione delle opere delle artiste coinvolte.

Da secoli, il mondo del cucito è indissolubilmente legato alla figura femminile. È la donna che, da sempre, deve occuparsi delle piccole riparazioni agli indumenti, è la donna che, in casa, deve cucire, ricamare, lavorare all’uncinetto, è la donna che, come hobby, deve occuparsi di queste attività. Ma il cucito non è solo un dovere, un’attività da relegare tra le mura domestiche o un passatempo per casalinghe annoiate: il cucito è un’arte, un’arte creata dalle donne e dalle donne tramandata, di generazione in generazione. Da questa convinzione, Vittoria Giusti, titolare di Giusti Tessuti, e sua figlia Marina Mannucci, giornalista, scrittrice e insegnante di cucito, hanno tratto l'idea da cui è nato “TRAMAnDARE”. “TRAMAnDARE” è un evento creato per dar voce a tutte quelle donne che, silenziosamente, cuciono, ricamano, lavorano all’uncinetto o ai ferri nella solitudine domestica: è un evento che intende creare una rete di donne legate dalla comune passione per l’arte del cucito. “Così come il filo che, nel ricamo, si intreccia con il tessuto e dà vita a un legame, così vogliamo intrecciare relazioni tra donne”, spiegano Marina e Vittoria, “replichiamo in parte l’esperimento fatto dall'associazione Viva Vittoria, che ha creato un momento di aggregazione tra donne impegnate nella creazione delle coperte da vendere in beneficenza: allo stesso modo, anche noi vogliamo creare un momento di aggregazione e confronto”. Sabato 1° giugno, dalle ore 15:30, i locali di Giusti Tessuti si trasformeranno quindi in un laboratorio sperimentale in cui protagonista sarà l’arte del cucito. Nello specifico, l’evento prevede un momento di talk, moderato da Annalinda Pasquali, e la presentazione ed esposizione di opere artigianali e artistiche. “Il talk sarà l’occasione per riflettere, dialogare, conoscere nuove realtà e scoprire come alcune donne sono riuscite a trasformare la tradizione del cucito in qualcosa di artistico e creativo”, spiegano Marina e Vittoria. E al contrario di quanto si possa immaginare, le donne protagoniste di TRAMAnDARE non sono solo signore agée, ma sono anzi giovani e giovanissime che hanno saputo reinterpretare i preziosi insegnamenti ricevuti da nonne, suore, zie, madri, e farne, in molti casi, un lavoro creativo a tutti gli effetti. Ci saranno, Elena Ciarrocchi, che ricama con il filo d’oro e che è stata chiamata da Fendi in rappresentanza della regione Marche; Chiara Scoccia, artigiana che crea gioielli in tessuto; Samira Yances, che crea gioielli solidali unendo la cultura del Sudamerica; e poi Elisa Talentino, Gioisiana Lascattastorie, Lavinia Mattia, Meri Mascherpa, Fiorenza Rivela, Rosa Brancaccio, Ermola Mariucci, una delegazione di Viva Vittoria. E poi, naturalmente, ci sarà Marina Mannucci, che darà la sua testimonianza di insegnante di cucito e scrittrice, presentando il suo “Racconto di cucito”, da poco pubblicato nell’antologia Marche d’Autore, e ci sarà sua nonna Enesia, capostipite della Giusti Tessuti, che ha trasmesso prima alla figlia Vittoria, poi alla nipote Marina, l’arte del cucito, e che parlerà di cucito tradizionale.

Durante il talk, sarà possibile portare ago e filo, uncinetto o ferri e lavorare insieme. Chi vorrà, potrà anche portare le proprie creazioni per esporle e mostrarle a tutti. “Creeremo una sorta di circolo culturale-artigianale”, spiega Marina, che conclude con un accenno al colore scelto per l'evento: “abbiamo scelto color pavone, un colore deciso, tra il petrolio e l’ottanio, che scardina la tradizionale associazione rosa-donna”. E il nome? “TRAMAnDARE nasce dall’incontro tra la parola TRAMA e il verbo TRAMANDARE, ovvero trasmettere un insegnamento di generazione in generazione. Ci auguriamo che queste donne, con il loro lavoro lento e solitario, possano esprimersi e legarsi in un intreccio che formi una solida trama di relazioni”, conclude.



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Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2024 alle 18:46 sul giornale del 26 maggio 2024 - 336 letture


Roberta Ripa




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