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Oggetto non identificato in centro a Fermo, viene dal cielo?

3' di lettura
26008

di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - In via Perosi a Fermo c'è uno strano oggetto metallico rettangolare di colore arancione, la carcassa di qualcosa di non ben identificabile, c'è chi dice che potrebbe venire da un'astronave aliena, chi invece sostiene che potrebbe essere arrivato a seguito del meteorite precipitato a Fermo nel 1996.

I volontari di "Nel nostro piccolo" che controllano tutti gli anfratti della città per pulirli da immondizie e masserizie varie abbandonati dalle persone incivili, si sono imbattuti in questa carcassa e hanno iniziato a farsi tante domande, senza però riuscire a trovare una risposta.
Trattasi sicuramente di qualcosa che ha l'aspetto di un rifiuto per questo hanno chiamato la municipalizzata Asite per farlo portare via, ma gli stessi volontari riferiscono che l'operatore dell'Asite avrebbe risposto di aver avuto dall'alto l'ordine di non toccarlo. Da qui il sospetto che potrebbe venire da qualche astronave aliena, e non è il caso di far arrabbiare i rettiliani, non si sa mai.

Finora l'abbiamo presa per ridere perché sembra che non ci sia rimasta altra scelta, come diceva Flaiano la cosa è grave ma non seria.
In realtà quella carcassa è la base di una sbarra di accesso che chiudeva una proprietà privata. Andando indietro negli anni con Google Street (immagini in fondo all'articolo) si nota che quella sbarra fino al 2010 era in funzione; successivamente è stata smantellata ma la carcassa è rimasta in quel posto, senza essere spostata neanche di un metro, come si nota in tutte le visualizzazioni di Google Street successive al 2010 fino ad oggi.
Il tutto a poche decine di metri dalla strada dove ogni anno si tiene l'Ecoday, una manifestazione a favore dell'ambiente; e già questo fa ridere senza, aggiungere altro. Quella carcassa è un rifiuto pericoloso perché si trova a bordo strada, è arrugginita ci si potrebbero ferire e infettare i bambini che giocano; anche i bambini che frequentano l'Ecoday, e questo fa ridere di meno.

Domandone: chi è il proprietario di quella proprietà privata?
Se il Comune non puo ritirarla direttamente poiché è un oggetto privato collocato su proprietà privata, abbiamo ripetuto molte volte che può benissimo ordinare al proprietario di rimuoverla, poi sostituirsi legittimamente ad esso se dopo un termine l'ordinanza non è ottemperata. La legge lo consente ma questa procedura al Comune di Fermo non piace, l'ente preferisce lasciare l'immondizia in giro piuttosto che infastidire i privati, soprattutto quelli col conto in banca a nove zeri. Ma chi sarà mai questo privato? Possibile che a Fermo ci sia un "Innominato" che può permettersi di lasciare la propria immondizia in giro senza essere intimato dal Comune (Don Abbondio) a pulire le proprie aree private anche se sono aperte al pubblico non recintate e con i rifiuti pericolosi visibili e raggiungibili (dai bambini) a bordo strada?

Lo stesso discorso vale per molte altre discariche sparse in città su cui il Comune non vuole fare niente trincerandosi dietro al laconico "è proprietà privata", oppure "è di competenza della Provincia, oppure della Società Autostrade o delle Ferrovie".
Probabilmente quello dei tanti rifiuti (anche speciali e pericolosi) abbabndonati in giro non viene visto neanche come un problema che allarma la popolazione (leggasi l'elettorato), visto che ad esempio questo rifiuto in via Perosi (come tanti altri) sta lì da molti anni senza che nessuno dei residenti si sia mai lamentato o abbia preso l'iniziativa di mettersi due guantoni e spostarlo vicino ad un'isola ecologica, senza preoccuparsi se è pubblico o privato. A pochi metri c'è anche un water semisotterato.
Nonostante l'Innominato e i Don Abbondio, i Fra Cristoforo di "Nel nostro piccolo" non mollano, cominciano a minacciare sui social di raccogliere l'immondizia lasciata a bordo strada e portarla in piazza davanti al Palazzo comunale. Vediamo come andrà a finire questa storia.

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Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2024 alle 16:10 sul giornale del 26 maggio 2024 - 26008 letture


Paolo Bartolomei




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