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Aperta a Torre San Patrizio la struttura residenziale per minori affetti da disturbi dell'alimentazione- Seconda in Italia per specificità

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di Marina Vita
fermo@vivere.it


Muoiono per DCA circa 5000 persone di cui la metà sono adolescenti. Il tema della salute mentale degli adolescenti è il vero problema di questa società- lo stigma del Dr Mendolicchio, eccellenza internazionale in materia e direttore scientifico della struttura.

Torre San Patrizio- Una tavola rotonda, il taglio del nastro, la benedizione dei locali e da ieri il Comune di Torre San Patrizio dispone della “ Torre dei Germogli”, una struttura residenziale per minori con disturbi dell’alimentazione, la seconda in Italia, totalmente dedicata all’età evolutiva. Struttura realizzata e gestita dalla OfH del Dottor Volpini, accreditata con 12 posti letto, ma non ancora convenzionata dalla Regione Marche. Quindi, almeno per ora, con i costi completamente a carico delle famiglie che vi ricorreranno.
Proprio l’urgenza della Convenzione con la Regione Marche è stata subito al centro del dibattito aperto dal Sindaco Luca Leoni ed ha investito il consigliere regionale Marco Marinangeli, delegato dall’ Assessore alla Sanità Saltamartini assente per altri impegni contestuali. Come pure il Direttore dell’Ast Grinta e la giornalista Rai Fialdini , conduttrice della nota trasmissione Fame d’amore, che però è intervenuta sull’argomento da remoto con un un video registrato.
Al tavolo dei relatori, concertato dallo stesso Presidente OfH ,Dr M. Volpini: lo Psichiatra e Psicoterapeutico Dr L. Mendolicchio, vera eccellenza internazionale sui disturbi alimentari e Direttore Scientifico della Clinica Torre dei Germogli; la Presidente dell’Associazione dei familiari “FADA” Dott.ssa C. Coccia; il coordinatore dell’Ambito XIX dott Ranieri; il regista della trasmissione su Rai 3 “ Fame D’amore”, dott. A. Casadio.

“ C’era necessità di una variante per far aprire questa attività in quel luogo riconoscendogli un interesse pubblico ed è stata una delle cose che ho votato con più entusiasmo- ha esordito il Sindaco Leoni- Per noi valeva il doppio: riqualificare un edificio disabitato e avere sul territorio una attività sanitaria che, per il tema che tratta, come Amministrazione volevamo portare avanti. Ora speriamo arrivino anche i posti convenzionati”.
“ I DCA sono un tema delicato , sentito e attualissimo che nel nostro piano sanitario abbiamo toccato, la nostra attenzione è dunque doverosa per fronteggiare in maniera responsabile e attenta il da farsi nella maniera più veloce possibile”- ha assicurato il Consigliere regionale Marinangeli.- Va connessa la gestione residenziale diurna con la parte ospedaliera che noi dobbiamo aiutare. Ben vengano queste strutture e grazie alla proprietà per l’attenzione verso il nostro territorio e, soprattutto, alle problematiche che riguardano purtroppo tanti giovani”.
“ Ridurre i rischi del ricovero e della cronicizzazione della malattia è il nostro auspicio- ha sottolineato il Dr Volpini-. L’Ast colga questa opportunità per aumentare le chance di successo sulla malattia e ridurre anche i costi. Questo significa lavorare con il territorio., in collaborazione stretta tra scuole-famiglia e istituzioni per capire in tempo quali sono i rischi per i nostri ragazzi. Noi siamo specializzati in adolescenti Abbiamo strutture disseminate in Italia e sappiamo riconoscere bene quando lo sviluppo è normale o patologico. Il disturbo alimentare nasce sempre da un forte disagio esistenziale e parla di morte. Tutto il sistema deve acquisire più competenza, anche per prevenire”.
“ Il tema della salute mentale degli adolescenti è il vero problema di questa società- lo stigma del Dr Mendolicchio- e se noi non diamo una risposta oggi a questa emergenza il welfare domani in questo paese non ci sarà. Ci stiamo giocando il futuro della nazione. Non c’è tempo per discutere di convenzionamenti e di posti letto, dobbiamo avere già le strutture sul territorio. Non si può discutere su un fabbisogno clinico che è anche sociale. In Italia un ragazzino su 2 pensa al suicidio, allora che ragionamento economico politico c’è da fare per accreditare strutture? Muoiono per disturbi alimentari circa 5000 persone di cui la metà sono adolescenti. In un paese come il nostro che dovrebbe essere civile, la risposta non può che essere sì. E comunque qualsiasi legge, qualsiasi servizio attiviamo sul territorio è insufficiente rispetto alla domanda. Non c’è tempo per discutere .davanti al numeratore di questa malattia, occorre ripensare al modello sanitario. Ci sono molte strutture in Italia che però non lavorano bene su un tema così delicato. Per l’accesso alle cure, alcune comunità terapeutiche hanno liste di attesa di 1 anno e mezzo. Tra gli esordi del sintomo e la presa in cura c’è un tempo di 90 settimane. Il rischio è di morire prima. Oggi strutturare un progetto del genere, vuol dire dare un respiro a una serie di famiglie che vivono in condizione disperate e anche un futuro ai nostri figli”.
Anche il Coordinatore dell’Ambito IXI Ranieri ha insistito sulla necessità di creare una rete tra tutti gli attori sociosanitari:” Per Intercettare precocemente e formare una comunità competente. Non si può prescindere da un sistema integrato".
Per la Dott.ssa Coccia ,Presidente dell’associazione dei famigliari “ Fada- “Le famiglie di chi soffre di disturbi alimentari sono caregiver a tutti gli effetti e vanno sostenute Una struttura che riabilita da sola non basta. Ci vogliono tutti i livelli di cura, pediatri e medici di base formati, un triage lilla nei PS che faccia diagnosi e sappia riconoscere queste malattie . E anche un reinserimento sociale per i guariti."

Infine il Dottor Casadio, sedicente neuro scienziato passato al cinema, e regista della Docuserie “ Fame d’amore”, sciorina numeri da paura: “ Il 6% della popolazione ha disturbi alimentari, seconda causa di morte tra gli adolescenti. Nel 2023 sono morti 3.780 ragazzi tra suicidi e arresti cardiaci, solo 1000 i posti letto disponibili, liste di attesa di 1 anno per accedere alle cure . Rifiutare la richiesta di cura ad un malato che decide di farsi curare è criminale”. Poi racconta il caso di una ragazza che alla fine si è suicidata. Ma anche di chi ce l’ha fatta.
Riepilogando: 12 i posti letti disponibili nella struttura a Torre San Patrizio, a seguire i pazienti una equipe di circa 14 operatori tra psicologi, nutrizionisti, Oss, dietiste, fisioterapisti, due educatori e 5 infermieri. Il tutto con il coordinamento dello psichiatra Sagripanti. L’intento è quello di concentrarsi su giovani che mostrano segni precoci di disturbi alimentari, intervenendo prima che la situazione si aggravi.





Questo è un articolo pubblicato il 24-05-2024 alle 20:13 sul giornale del 25 maggio 2024 - 2638 letture






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