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Fermo: Riapre il Bosco di Monte Cacciù [FOTO]

2' di lettura
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di Danilo Monterubbianesi
fermo@vivere.it


La cultura della – e nella – biodiversità. Riaperto oggi simbolicamente il bosco di Monte Cacciù, che riprende nuova vita dopo anni di incuria e negligenza, grazie alla gestione delle associazioni locali, insieme alla Steat e al Comune di Fermo. Aperto sabato e domenica dalle 9 alle 19.

Un luogo unico nel suo genere, in precedenza di proprietà della Steat, abbandonato a sé stesso per anni e minacciato, dall’asta dello scorso anno, di cadere nelle mani dei privati – e chissà che fine avrebbe fatto questo polmone verde. Tuttavia l’asta è andata deserta, e la gestione comunale dell’area – sette ettari non delimitati – ne ha imposto la conservazione e la valorizzazione. La coperta è corta, i soldi sono sempre pochi, e come dichiarato dall’assessore all’ambiente Alessandro Ciarrocchi, l’amministrazione non riesce ad investire quei 50-60mila euro annui per rendere il parco pienamente fruibile tutta la settimana. Qui l’intervento delle associazioni locali, su tutte l’Università Popolare di Fermo, Legambiente, Auser, Chi mangia la foglia, #nelnostropiccolo e il Centro Sociale Castigione, i quali hanno messo a disposizione le loro idee e il loro operato affinché Monte Cacciù viva e sia vivo per la comunità intera.

“L’Aula Magna della natura”, così come definita da Ettore Fedeli, presidente dell’UniPop, e Oriano Marinangeli, consigliere comunale che insieme a Eleonora Luciani si è occupato del bosco, sarà anche – e soprattutto – un importante polo didattico e culturale: importanti collaborazioni sono state strette con l’Università di Camerino, la scuola primaria “Don Dino Mancini” e le cassi di agraria dell’ITT Montani di Fermo, affinché venga stimolato un insegnamento che stimoli tutti e cinque i sensi – non solo la vista, davanti ai libri – per ragazze e ragazzi di tutte le età, e affinché, attraverso il suo uso, sia più facile mantenere il decoro dell’area verde. Inoltre sono presenti nel bosco tre particolari percorsi, attraverso cui scoprire, con una mappa e leggendo le informazioni appese sugli alberi, la varietà della flora locale; percorsi che si intrecciano in un'area che sarà in futuro adibita a mostre, concerti, ed eventi che permetteranno di scoprire Monte Cacciù e le sue bellezze.


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Questo è un articolo pubblicato il 22-05-2024 alle 15:36 sul giornale del 23 maggio 2024 - 300 letture






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