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Teatro: stasera a Comunanza Degrado Postmezzadrile presenta “Pierino e il lupo”

3' di lettura
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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


Cosa c'entra la musica classica con Degrado Postmezzadrile? In scena al Teatro La Perla di Montegranaro (ieri) e all'auditorium Luzi di Comunanza (oggi, 21 aprile) la più conosciuta fiaba musicale, scritta da Sergej Prokofiev, riproposta in versione marchigiana.

In scena il quintetto Mélange d'âges, al quale si aggiungono altri due musicisti per batteria e contrabbasso, si confronta con il narratore della storia, Mirco Abbruzzetti, che lascerà parlare i personaggi della favola.

Come vuole la tradizione a Pierino, il lupo, la papera, l'uccellino, il nonno, il gatto e i cacciatori sono associati agli strumenti musicali: oboe, fiati, archi, percussioni danno voce ai protagonisti in una storia che nasce per essere educativa. In questa versione, però, c'è di più.

Degrado Postmezzadrile è una nota pagina social che con ironia porta all'attenzione dei suoi frequentatori gli stereotipi dell'essere marchigiani, ed è con questo spirito goliardico che i suoi creatori hanno deciso di rispondere alla richiesta di riproporre la nota fiaba. “La volontà è quella di dimostrare a tutti che la musica classica non è così lontana dal nostro mondo – spiega Mirco Abbruzzetti, che di questa storia è narratore – perché nella vita c'è sempre una contaminazione di cose serie e cose comiche”.

Si parte con un introduzione sul mondo della musica classica in versione comica, in tipico stile degrado postmezzadrile, per scoprire rapidamente che tutti, dagli anziani al bar agli operai in fabbrica, conoscono la musica classica, anche guardando distrattamente la pubblicità in televisione. “La musica classica fa parte della nostra vita – prosegue l'attore – nonna ad esempio mi cantava un pezzo di Madama Butterlfy”.

Interamente raccontata in forma dialettale, la storia narra di Pierino che va a trovare suo nonno Mario in campagna e incontra dei personaggi che incarnano stereotipi della “marchigianità”: il lupo diventa un personaggio da bar, la papera è una vergara, l'uccellino un classico rompiscatole. Nella cassapanca di nonno Mario c'è il Varnelli, i forconi e gli strumenti tipici della vera postmezzadria e ogni oggetto è associato a un personaggio, come per esempio succede al passa-pomodoro che diventa il lupo. Si scopre che Pierino non è quello delle barzellette, il lupo non è quello delle favole e così via, la sorpresa però arriverà alla fine. Il finale è aperto e rimane a sorpresa. Ed è così che, pur restando nello schema della musica classica che ha bisogno di vivere negli spartiti, la storia si dipana in maniera divertente.

È uno spettacolo comico, ma non solo. È classico, ma non solo. Si può dire che si tratta di un'operazione articolata in cui il pubblico è coinvolto attivamente, rendendo parte dello spettacolo pura improvvisazione.

“Il pubblico ha reagito bene – commenta Abbruzzetti – e probabilmente si è scoperto partecipe non solo degli stereotipi marchigiani ma anche del mondo della musica classica”.Dopo Comunanza ci sarà probabilmente una data estiva, ma l'idea è anche di coinvolgere le scuole, perché “Pierino e il lupo” è uno spettacolo adatto a un pubblico misto tra bambini e adulti.



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Questo è un articolo pubblicato il 21-04-2024 alle 12:40 sul giornale del 22 aprile 2024 - 414 letture






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