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Porto Sant'Elpidio - incontro su Joyce Lussu tra ricordi e proposte: “la casa della poetessa come bene pubblico”

2' di lettura
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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


“Questo non è un convegno – ha asserito il giornalista Maurizio Blasi, moderatore dell'iniziativa – ma una giornata in cui si scambiano idee e testimonianze sulla figura di Joyce Lussu”.

Questa mattina all'interno della sala del Beniamino Gigli di Porto Sant'Elpidio, sono stati tanti gli interventi che hanno ricordato gli aspetti umani e politici di una donna di fondamentale importanza per il territorio in cui ha vissuto: si tratta di Joyce Lussu, partigiana, scrittrice, poetessa e femminista, tra le tante altre cose.

L'incontro, indetto da CGIL e SPI Marche, ha visto anche la partecipazione del Senatore Francesco Verducci, firmatario dell'interrogazione parlamentare incentrata sull'acquisto della dimora di Lido San Tommaso, che è da tempo al centro di una discussione. Sulla questione è intervenuta anche Luisa Serroni del Centro Studi che porta il nome dell'intellettuale, sostenendo che “la stessa Joyce, seppur non legata alle cose materiali, era terrorizzata dal fatto che la sua casa potesse diventare luogo di cerimonie e banchetti”, distaccandosi così da ciò che è stata in passato, ovvero un luogo aperto di confronto e incontro. L'appello è che la casa rimanga luogo di memoria, “aperta ai giovani e alla democrazia, un riferimento politico e culturale”. Su questo si battono congiuntamente anche la CGIL e SPI.

Joyce Lussu parlava di libertà e pace come parole che racchiudono il sentimento dell'antifascismo e dell'apertura alla vita. Traduttrice di poeti albanesi, curdi, vietnamiti, eschimesi, aborigeni, si è curata di non disperdere la cultura orale delle tribù africane che ha incontrato nei suoi viaggi, perché credeva fermamente nell'importanza delle tradizioni e della storia. È stata anche portatrice di un fondamentale messaggio: affinché un popolo possa essere in grado di rivendicare i propri diritti, deve prendere coscienza di se stesso, ovvero conoscere la propria storia. Per questo motivo si fece artefice della stesura della storia del fermano, insieme a una cerchia di scrittori e storici che raggruppò in prima persona per lo scopo.

A testimonianza della portata di quest'illustre donna, sono intitolate a lei due vie della città di Fermo, una biblioteca nel quartiere Garbatella di Roma e una lapide commemorativa è stata posta nel Cimitero degli inglesi della Capitale. Per il suo apporto al territorio fermano è importante che la sua dimora non divenga un luogo privato ma resti vivo e attivo e che lei stessa sia ricordata anche nel luogo in cui ha vissuto e lavorato con tanta dedizione.

A conclusione di una mattina condita da aneddoti, teneri ricordi e situazioni che hanno delineato il carattere umano di Lussu, è stata fatta una proposta: una passeggiata in occasione del 25 aprile che parta dalla dimora di Joyce Lussu e arrivi fino alla foce del Tenna, alla scoperta dei luoghi significativi di uno dei personaggi chiave dell'antifascismo.


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Questo è un articolo pubblicato il 12-04-2024 alle 14:12 sul giornale del 13 aprile 2024 - 674 letture






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