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Massimiliano Berdini: trovare il bello in ogni aspetto della vita

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di Adolfo Leoni

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Un lombrico che, lento, attraversa il nostro cammino il più delle volte fa solo repulsione. Per non dire: schifo. E pure... E pure, se fossimo attenti a quell'animaletto minimo che striscia davanti ai nostri piedi, noteremmo una certa eleganza nel suo muoversi sinuoso. È un procedere, alla fine dei conti, bello. Una questione allora di sguardi e di “lenti” interpretative. Soprattutto, di positività. Cogliere il bello dappertutto, cioè. Sembra la cifra con cui Massimiliano Berdini, appena che cinquantenne, pittore per trasporto, orafo per vivere, presidente dell'Associazione ex Allievi dell'Istituto d'Arte Preziotti affronta gli aspetti diversi dell'esistenza. Se qualche settimane fa, al Palazzo dei Priori di Fermo, nella sala delle mostre, foste stati dinanzi ad uno dei quadri di Ligabue: quello con la tigre, il teschio, le larve, avreste constato l'approccio del nostro fermano: il cogliere il bello dappertutto. Anche dalle larve, da cui scaturisce la farfalla e, dunque, una nuova vita.

Berdini lo ha detto ai bambini di una scuola elementare di Cupra Marittima invitati a guardare con altri occhi Ligabue e Pende. Gli alunni sono rimasti incantati: anche il lombrico dunque è bello nel suo muoversi. Nessuno ci aveva pensato. È un modo per valorizzare il creato, un modo di cui tanto c'è bisogno in un mondo dominato, anche perché proposto insistentemente dai media, dalla guerra, dalle distruzioni, dalla cupezza degli ambienti, dal brutto sbattuto in faccia. E dalla onnipotente pornografia della violenza. In ogni attimo la nostra vita è dominata da scene bieche. Senza anima. Dal futuro speranza di un tempo siamo al futuro minaccia di oggi. Sembra una situazione senza uscite.

Invertire la marcia è vitale, allora. Massimiliano lo fa, a cominciare da quelle spiegazioni per bambini.

E lo fa, soprattutto, dinanzi ai quadri del suo maestro Pende. Ogni pomeriggio andava da lui, ad osservarlo nel lavoro, a parlare di problemi diversi, sempre assediati dai gatti.

L'amicizia è un altro tema caro a Berdini. Anche in questo caso è una eredità del suo mentore. Nei quadri di Pende, ci sono donne e uomini quasi invisibili incastonati nella natura. Donne e uomini che hanno nomi precisi, volti precisi: gente che Pende conosceva e aveva in amicizia. Un rapporto con chi è presente e con chi non lo è più. Torna il Pupi Avati che ha raccontato di aver le pareti di una sua casa al mare tappezzate di foto di gente amica e di parenti scomparsi. Una presenza nell'assenza.

Berdini, che è stato l'unico a dipingere due palii per la Cavalcata dell'Assunta, da mesi è alle prese con un quadro che a dire tormentato è poco. È il volto della Madonna, il volto dolcissimo di una Donna che sembra staccarsi dalla tela e venire incontro a chi la guarda e magari la prega.

Un capolavoro, ha sentenziato una nota teologa di Roma. Ne ho la foto, ma non posso pubblicarla. Attendiamo, prima o poi, una mostra di colui che non ama definirsi artista. Quella tela ha un destinatario. Un destinatario intimo.



Questo è un articolo pubblicato il 12-04-2024 alle 15:42 sul giornale del 13 aprile 2024 - 1488 letture


adolfo leoni




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