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Sanità: approvato il documento in Consiglio Comunale aperto con i vertici della Regione.

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di Alessia Palloni
fermo@vivere.it


Fermo – La Sanità fermana sottoposta ai vertici della giunta regionale, questo lo scopo del Consiglio comunale aperto, durato ben 5 ore, nella serata di ieri 10 aprile. Alla fine maggioranza e minoranza si compattano e approvano all'unanimità.

Sugli scranni della Sala del Consiglio Comunale erano presenti il Sindaco Paolo Calcinano, il Presidente del Consiglio Francesco Trasatti, il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, il vice Presidente Filippo Saltamartini (anche Assessore alla Sanità della Regione), Francesco Baldelli (Assessore Regionale alle infrastrutture), il Presidente della Provincia Michele Ortenzi, il direttore generale dell’Ast Roberto Grinta, il Dott. Macarri, i consiglieri regionali Marcozzi, Putzu e Marinangeli e il Dem Fabrizio Cesetti. Ancora, Luca Moreschini (Presidente dell’Ordine degli infermieri), Anna Maria Calcagni (Presidente Ordine dei Medici).

Oggetto di questo incontro fuori dall’ordinario è l’approvazione di un documento riguardanti i punti più problematici della sanità fermana, rapidamente introdotti dal consigliere Nicola Lucci: <<Per il nuovo ospedale di Fermo siamo indietro con il cronoprogramma, la nostra paura è che ospedale venga dipinto come scatola vuota. Chiediamo a gran voce emodinamica h24 (attualmente in funzione due giorni a settimana, che presto saliranno a tre), siamo felici del robot chirurgico che verrà usato a Fermo. Per quanto riguarda il pronto soccorso bisogna affrontare il tema della carenza medici, in continua diminuzione. Rileviamo ancora mancanza primari in alcuni reparti. Le lunghissime liste d’attesa sono ancora tali nonostante la possibilità di turni più estesi. Altro problema sono i pochi posti letto, un problema da tanti anni. Concludo con problematica del vecchio ospedale, dovremmo, insieme alla regione, mettere su un tavolo di lavoro per capire come usare la struttura per evitare di farla diventare struttura chiusa, importante anche per l’aspetto urbanistico>>.

Son intervenuti i sindacati, con de Grazia (CGIL), Lanfranco (UIL) e Donati (CISL), a seguire gli interventi di alcuni consiglieri di maggioranza. Tra questi, Tramannoni ha ricordato a tutti che <<Abbiamo un territorio che oggi si ritrova con un pronto soccorso che ha meno personale di San Benedetto del Tronto. Dobbiamo pensare a come riconvertire il vecchio Murri, dopo la scelta calata dall’alto di Campiglione>>. A seguire gli interventi della minoranza di Interlenghi, Vallasciani e Tulli. Nicolai (PD) ha rilanciato: <<Sulle liste di attesa non percepiamo alcun miglioramento, è un dato di fatto. Trenta milioni di euro per la tecnologia non bastano. Sulla sanità fermana regna una grande confusione, servono risposte. Non è stata fornita la copertura finanziaria necessaria. Abbiamo due ospedali da aprire e liste da attesa da ridurre, usando al meglio le risorse della Regione. Chiediamo che siano gestite al meglio>>.

L’Ast

Il direttore Grinta ha provato a riportare un po’ di ottimismo anche rispondendo alle indicazioni del presidente di commissione Lucci. <<Gli ospedali di Amandola e Campiglione sono 2 strutture differenti: uno sorgerà in zona disagiata (Amandola), si deve trovare a 90 minuti da primo hub e deve avere caratteristiche definite. La fine dei lavori è prevista per maggio – giugno 2024. Il piano investimenti ammonta a 6,4 milioni di euro (4 milioni tecnologie, 900 mila arredi, 1,5 milioni per forniture). Tra gli acquisti fatti tac, due ecografi, due diagnostiche radiologiche e un orto pantografo. Ordinata nuova cucina per gli arredi. Vanno finanziate le sale operatore di day surgery: ginecologica, ortopedica e urologica. Serviranno 2,5 milioni e poi un altro milione per tre servizi, inclusa la dialisi. 25 posti letto di medicina e lungodegenza, 8 posti di day surgery, 20 posti letto di Rsa. E poi Potes, radiologi, PPI, continuità assistenziale coni medici di medicina generale e i laboratori previsti.

Il nuovo ospedale di Fermo sarà di riferimento non solo per le Marche. Investimento pari a 26 milioni di euro, di cui 25 milioni di tecnologia. Abbiamo fatto piano occupazionale per 38 dirigenti e medici, già reclutati 24, e concorso per medici PS e 118. Io sono molto fiducioso su futuro medicina d’urgenza, vedo che la regione ci segue e si cerca si spingere di meno su cooperative e più su cococo, così il medico è più spinto ad avere rapporto con azienda. Il 2023 rispetto al 2022 ha visto un aumento del personale 23%. La nostra è azienda dinamica. Emodinamica disponibile h24 è sicuramente un obiettivo da raggiungere>>, tema riproposto anche dal Sindaco.

Eppure, ci sono riflessioni da fare sui dati forniti dai sindacati: <<Macerata stabilizza 115 dipendenti, Ascoli 147, Fermo 20, di cui 2 infermieri e un Oss. Il personale manca perché lo paghiamo poco>>.

Da lodare la presenza dei vertici regionali per tutta la durata del consiglio, il Presidente Acquaroli ha affermato che il piano sanitario regionale si basa sul fabbisogno ed è legato alle possibilità finanziarie e organizzative, e ha ricordato il forte impatto del Covid. Ha aggiunto poi << Ci sono dei meriti per le Marche di cui andar fieri, come gli effetti delle farmacie di servizi, gli ambulatori territoriali e le iniziative per rafforzare il territorio>>.

Il documento, fortemente voluto dall’opposizione, è stato approvato in Consiglio Comunale, e Cesetti promette di portarlo fino ad Ancona, dove però non sembra essere molto apprezzato dalla giunta regionale.


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Questo è un articolo pubblicato il 11-04-2024 alle 12:13 sul giornale del 12 aprile 2024 - 106 letture


Alessia Palloni




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