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Saper dire "Come va" è una rarità

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dott.ssa Barbara Mercanti
redazione@viverefermo.it

 


A volte saper dire a chi ci sta davanti "Come va" potrebbe avere la stessa rilevanza di un primo soccorso, eh si perché un collega, un familiare o perfino un passante, potrebbe aver bisogno di una parola di conforto proprio in quel momento in cui ci si sente vacillare.

Seppur può sembrare una frase banale, imparare a chiedere “Come stai? Come va? ” assume le vesti di un gesto empatico, un gesto che potrebbe portare l'altro ad aprirsi perché preso in considerazione, ma non sempre è così. Si può rispondere con il silenzio o anche verbalmente, comunque spinge la persona a prendersi del tempo per valutare il proprio stato di benessere ed eventualmente elaborare cosa possa fare per lei stessa. Un gesto che implica un chiamare in causa le proprie emozioni come primo step, il successivo è il discernimento delle stesse, quelle negative da quelle positive. La banale domanda “Come va”, che i più considerano superficiale e di cortesia, se da un lato genera un senso di gratificazione perché fa sentire accettati, dall'altro, è un interrogativo che impone di guardare dentro sé stessi per poter dare una riposta, di fermarsi a pensare e di osservarsi per capire come si sta in quel momento. Quante volte a questa domanda si tenta di sorvolare, di cambiare discorso, di rispondere con un'altra domanda, quasi fossimo persone incoerenti: ci fa piacere che l'altro ci chieda “come stiamo”, ma poi evitiamo di rispondere per paura di affrontare le emozioni negative e per il timore che forse queste potrebbero suscitare nell'altro, che come si è avvicinato, potrebbe allontanarsi. Rispondere positivamente portrebbe distogliere l'attenzione su di sé, se invece concentrassimo la riposta in un turbine di emozioni negative, il rischio è quello di deprimere chi ci sta accanto, con il beneficio però di sentirsi davvero compresi. L'empatia apparentemente mostrata da chi pone questa domanda quanto è reale e quanto una semplice forma di gentilezza? Ma anche se non fosse davvero sentita, fa davvero sentir bene l'altro e non costa davvero nulla, inoltre potrebbe essere un modo per star bene con se stessi e riscoprirsi.



Questo è un articolo pubblicato il 02-04-2024 alle 17:51 sul giornale del 03 aprile 2024 - 156 letture


dott.ssa Barbara Mercanti




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