x

SEI IN > VIVERE FERMO > CRONACA
articolo

Monte San Pietrangeli: Processo e crocefissione da brivido

2' di lettura
1440

di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 


Emozionante la 46esima edizione della rievocazione storica favorita dal bel tempo che ha consentito al bagno di folla di rivivere uno dei momenti più alti del cristianesimo

Lumini disposti ad arco illuminano la via centrale del paese e guardano le colonne della collegiata splendido esempio di una delle più belle chiese neoclassiche marchigiane ultimata a metà del 1800 su progetto del Valadier.
E’ sulla breve scalinata, alla cui estremità si ergono sei colonne di otto metri, che viene rappresentata una delle più suggestive rievocazioni storiche del venerdì santo.
E’ in questo ambiente, ispirata ad alcune scene del Gesù di Nazaret di Zeffirelli che, con oltre 200 comparse, prende vita la passione di Cristo giunta alla sua quarantaseiesima edizione con successo di pubblico crescente nel tempo.
Nata grazie all’impegno dei giovani del Centro Giovanile di allora, il ricambio generazionale ha dato continuità ad una idea che richiama gente da ogni parte della regione.
Si inizia con il processo di Pilato che incontra i sacerdoti del Sinedrio, segue la flagellazione di Gesù con la fustigazione.
Dopo la sentenza di condanna, Cristo, deriso e sanguinante, caricato della croce, inizia il suo cammino per le vie del paese accompagnato nel suo tragico percorso da soldati romani a cavallo e a piedi, da donne, uomini e bambini con i costumi del tempo, fino ad arrivare al “GOLGOTA” dove sulle note struggenti del Dies irae di Verdi verrà crocefisso.
“ . . . Tutti noi come pecore, ognuno sviato dal suo sentiero . . . ma il Signore ha fatto ricadere su di Lui i peccati di tutti; egli fu disprezzato, reietto dagli uomini. L’uomo del dolore, il figlio ubbidiente come l’agnello condotto al sacrificio non aprì bocca. Così egli ha portato le nostre colpe e attraverso le sue piaghe noi siamo guariti. . . “
Da elogiare la ricostruzione scenica e la recitazione dei figuranti che, va detto, non sono attori professionisti ma ragazzi che si prestano volentieri per mantenere vivo uno dei passaggi essenziali del Cristianesimo dove il figlio di Dio viene crocefisso per “espiare i nostri peccati”.
Straordinario ed ammirevole il lavoro fatto dal Comitato organizzatore che ha realizzato tutti i costumi ed allestito con minuziosa attenzione ogni particolare scenografico.



Questo è un articolo pubblicato il 31-03-2024 alle 10:33 sul giornale del 01 aprile 2024 - 1440 letture






qrcode