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Porto Sant'Elpidio: “difendersi è un diritto” - Concluso il primo corso di autodifesa femminile si pensa a nuovi appuntamenti

4' di lettura
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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


Nove sono le donne che hanno aderito al corso di difesa personale femminile che si è svolto presso la palestra Galilei in Via Montegrappa a Porto Sant'Elpidio, organizzato da Daniela Talamonti e sostenuto dall'amministrazione comunale.

Si è concluso il 21 marzo il corso di difesa personale femminile con istruttore Emanuele Conti.

Difendersi è un diritto, dicono gli organizzatori. Il corso è stato fortemente voluto dall'amministrazione comunale di Porto Sant'Elpidio e dalla Commissione Pari Opportunità che ha riconosciuto un contributo economico.

Quattro appuntamenti per lezioni di circa 90 minuti in cui il maestro con anni di esperienza Emanuele Conti ha insegnato le tecniche di autodifesa di base.

“Mi auguravo una partecipazione più ampia da parte delle ragazze – afferma Daniela Talamonti – ma siamo positivi e pensiamo che questo piccolo seme appena piantato sia solo l'inizio”. Probabilmente la cosa che ha scoraggiato l'affluenza è il pensiero che quattro incontri potessero essere inefficaci, eppure, assicurano le ragazze che hanno partecipato, sono già sufficienti per scongiurare il rischio che un'aggressione possa avere un tragico epilogo.


“La CPO ha organizzato vari eventi per prendere consapevolezza dei diritti delle donne – ricorda il Sindaco Massimiliano Ciarpella – e l'amministrazione comunale ritiene importante favorire questo tipo di iniziative, che sicuramente sarà il primo di una serie di prossimi incontri futuri”.

“Bisognerà coinvolgere scuole e le forze dell'ordine per arrivare a un pubblico giovane e numeroso – afferma Andrea Balestrieri – perché è importante prendere consapevolezza della realtà, non solo rivolgendo l'attenzione al genere femminile ma soprattutto ai ragazzi, che devono sapere come comportarsi”. I ragazzi, infatti, non dovrebbero essere esclusi da iniziative rivolte a sensibilizzarli nei confronti del rispetto verso gli altri e in particolar modo verso le donne.

“Al Polo Urbani è stato fatto un corso di educazione sessuale e sentimentale, parlando anche di pornografia – commenta l'Assessore Elisa Torresi – mirato alla sensibilizzazione dei giovani su questo tema”.

È di fondamentale importanza saper difendersi da un'aggressione, lo dicono a gran voce le ragazze che oggi hanno ritirato il loro attestato di partecipazione e hanno effettuato un'efficace dimostrazione di quanto appreso. Le donne, di età dai 20 ai 50 anni, hanno affrontato un percorso non solo fisico ma anche emotivo. Michela, una delle partecipanti, racconta la sua esperienza. “La difficoltà iniziale in casi di violenza è sapere come muoversi e farlo lucidamente, ma grazie alla preparazione svolta dall'istruttore si riesce a capire cosa fare, e ora anche nel nostro quotidiano c'è un'attenzione diversa nei confronti degli altri”.

Si lavora sulla prevenzione, sul capire i movimenti del corpo degli altri, non tralasciando l'aspetto legale che segue l'aggressione.

Per statistica le ragazze giovani sono inconsapevoli dei pericoli, la consapevolezza di vivere in un mondo con possibilità di subire un'aggressione arriva dai trent'anni. Non bisogna pensare però esclusivamente ai pericoli della strada, ma è sempre bene ricordare che gran parte delle molestie avviene in ambito domestico, quindi non è mai troppo presto né troppo tardi per apprendere la difesa.

La donna, che per natura è fisicamente inferiore in termini di prestanza e forza, non è affatto più debole se sa usare le tecniche giuste, e anche un solo incontro formativo può fare la differenza.

“Le prime cose da fare in caso di aggressione sono gridare, scappare e al momento dello scontro, se questo non si può evitare, saper mettere in pratica e combattere. Sorprendere l'aggressore, fargli capire che siamo forti”.

Non c'è da sottovalutare il grande valore civico del corso, come ricorda l'organizzatrice: “partecipare a questi corsi dona un senso di responsabilità civile, valido sia per noi che per le altre donne che, in caso di aggressione, potrebbero essere salvate dalle proprie amiche”. L'invito è ovviamente rivolto a tutte le donne, di qualsiasi età e forma fisica, ché al prossimo corso partecipino numerose per prendere consapevolezza di se stesse e vivere più sicure, mentre si aspetta che il genere maschile venga educato al rispetto.



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Questo è un articolo pubblicato il 25-03-2024 alle 17:40 sul giornale del 26 marzo 2024 - 416 letture






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