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Fermo: il disagio giovanile nell'arte, conclusa la mostra “Signed” con il contributo di Francesco Liberati

2' di lettura
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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


La mostra, inaugurata il 16 marzo, si è conclusa ieri (domenica 24) con la presentazione del libro di Francesco Liberati “Signed, your loyal friend”.

Lo psicoterapeuta ha presentato gli argomenti del suo libro proprio attraverso le opere degli artisti, facendo esprimere così ogni artista e commentando con un suo parere personale, unendo così l'arte e l'animo umano. Si è parlato della Sindrome di Stendhal e di altri tipi di disturbi, con il contributo di Stefano Tosoni che ha letto alcuni passaggi del libro e con la moderazione di Michela Montanini. Il filo conduttore di tutte le opere si è legato al disagio giovanile, tema trattato nel libro dello psicoterapeuta di San Benedetto, in cui si indagano le problematiche legate alla giovane età.

Nel corridoio Incontri di Palazzo dei Priori di Fermo si sono incontrate realtà artistiche del fermano, di età diverse e di differenti esperienze e tecniche. Curata da un collettivo di artisti guidati dall'architetto Julio Fernandez, all'interno dell'esposizione si sono potuti ammirare quadri e sculture, opere di artisti conosciuti a livello locale e anche di giovani alle prime esperienze: una miscela ben equilibrata che ha messo in luce varie interpretazioni delle emozioni e della ricerca di se stessi.

In una delle due sculture in ceramica di Stefania Tedeschini, per esempio, si distinguono alcune delle più importanti emozioni umane, tra rabbia e allegria, che si sviluppano in altezza l'una sull'altra a formare una sorta di eterno ritorno. “In Aequilibrium – spiega l'artista – voglio trasmettere che le emozioni considerate negative non possono essere eliminate, ma tocca a noi trasformarle in qualcosa di positivo”.

Armonici drappeggi compongono Falso movimento, di Ermola Mariucci. “Il movimento o le esperienze devono produrre in noi dei cambiamenti e farci evolvere nel corso del cammino, mantenendo però fermi e stabili i nostri valori e i nostri principi”. Le sculture ricordano pezzi di tessuto saldamente ancorato alla tela che rendono tridimensionale la realtà, fatta di molteplici sfumature, prospettive e possibilità di cui un essere umano può disporre.

Il quadro realizzato da Julio Fernandez è di immediata comprensione: sulla tela i giovani sono persi nei loro problemi, tra anoressia, consumismo, solitudine e omologazione. “Non faccio spesso figurativo – commenta l'autore – ma ho sentito la necessità di rappresentare il disagio giovanile da vari punti di vista che per me rappresentano le situazioni negative che affrontano i giovani”.

Ogni artista, attraverso la propria tecnica (ceramica, olio, acquarello, fotografia e scultura), ha rappresentato uno o vari aspetti dell'emotività. Oltre ai citati, sono state esposte le opere di Carla Abbondi, Chiara Capponi, Pino Bartolomei, Rossano Cipolletti, Patrizia Di Ruscio, Cinzia Franceschelli, Chiara Giancola e Patrizia Pasquini.


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Questo è un articolo pubblicato il 25-03-2024 alle 10:44 sul giornale del 26 marzo 2024 - 110 letture






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