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Porto Sant'Elpidio: concerto al buio (o quasi) per “Lumina”, omaggiando Lucio Dalla

2' di lettura
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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


Lumina, il format in cui “la musica si fonde con la magia delle candele in una sinfonia di suggestioni uniche” è approdato a Porto Sant'Elpidio con la band “Ciao Lucio”, tributo a Lucio Dalla. Ottima esecuzione della band ma difficile astrarsi dall'uso massiccio dello smartphone tra il pubblico.

Migliaia di candele hanno invaso il palco e i corridoi della platea del Tetro delle Api, e se qualcuno poteva essere preoccupato dai possibili incendi, è bastato avvicinarsi a uno dei lumini per capire che erano alimentati con lampadine led (niente fuoco, per inteso). Suggestivo e irreale, lo scenario ispirava all'immersione totale nel mondo della magia, come suggerito anche dalla voce fuori campo, secondo cui prerogative della serata erano il buio e la rasserenante luce dei lumini.

Allo slogan “Un viaggio, un'esperienza unica in cui abbandonarsi totalmente alla sola luce delle candele” si dovrebbe aggiungere però “e alla luce fredda degli schermi degli smartphone”.

Il viaggio promesso si intraprenderebbe molto più agevolmente se gli organizzatori scoraggiassero, al posto di favorire chiedendo tag alle storie instagram, l'uso delle riprese, delle foto e delle dirette social, perché ormai, affinché durante la serata ci sia davvero la sola luce delle candele e non quella disturbante dei tanti schermi accesi e sparsi tra le file di poltrone, non ci si può affidare al buon senso ma è necessario comunicarlo chiaramente. Il rischio è quello di interrompere il momento, smarrire il focus dell'immersione e farsi facilmente distrarre dalla necessità (spesso di altri) di serbare un ricordo da rivivere nell'indomani, o peggio, da condividere nell'immediatezza a mezzo social, perdendo il filo, presente e successivo, e facendolo perdere agli spettatori limitrofi.

I “Ciao Lucio” tuttavia, con la sola forza della musica, sono riusciti a coinvolgere e far cantare un teatro quasi totalmente pieno. Partendo dalle canzoni più note di Lucio Dalla come Cara e Tu non mi basti mai, si sono presentati sul palco con lo stile tipico del compianto Dalla, ovvero con quel mix tra seria competenza musicale, abilità da polistrumentisti ed estesa empatia col pubblico di chi si prende poco sul serio, e soprattutto senza cadere in una grottesca imitazione. Sax, piano, contrabbasso, percussioni e voce sono stati alcuni degli strumenti di Valentino Aquilano, Mirko Minetti, Francesco d'Alessandro, Roberto Mastro, Carmine Cubellis e Alberto Grossi. Non solo musica: durante la serata racconti e storie hanno svelato il Lucio uomo, quello che c'era dietro alle canzoni, quello affascinato dall'animo umano, dalle battaglie e dalle incoerenze degli uomini e quello che alla fine perdonava tutti.

4 marzo 1943, Anna e Marco, Futura, Attenti al lupo, Caruso: in maniera magistrale sono state interpretate le maggiori canzoni del repertorio di Dalla in un tributo che ha richiesto svariati bis, tra cui l'esecuzione Canzone.


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Questo è un articolo pubblicato il 24-03-2024 alle 15:15 sul giornale del 25 marzo 2024 - 166 letture






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