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La Fermana perde 2-0 ad Arezzo e attende la retrocessione matematica

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


AREZZO - I gialloblù sfiorano il gol un paio di volte, i toscani invece li fanno (con Catanese e Gucci) e condannano i canarini ad attendere l'esito anticipato del campionato che potrebbe arrivare già giovedì prossimo.

Anche ad Arezzo il copione della partita è stato lo stesso delle ultime settimane. Fermana volenterosa che approccia bene la gara, gioca alta nei primi 15-20 minuti, riesce a crearsi anche qualche occasione limpida per passare in vantaggio (ad Arezzo al 21' con Giovinco che costringe il portiere locale ad una bella parata d'istinto da breve distanza e nel finale di primo tempo con un colpo di testa di Sorrentino da due passi: immagine di copertina) ma poi al primo attacco della squadra avversaria subisce gol, o per la solita distrazione difensiva o per la bravura dell'avversario. In questo caso tutti e due perché se è vero che Catanese al 21' ha fatto quasi un eurogol da oltre 20 metri (ed è pure il suo primo gol stagionale) calciando il volo in diagonale un pallonetto che è sceso perfetto sul secondo palo dove Borghetto non poteva arrivare, però è anche vero che se il giocatore granata si è trovato da solo fuori dal limite dell'area dopo aver ricevuto un cross del fondo e ha avuto modo di calciare al volo senza alcun disturbo, perché non c'era alcun difensore o mediano a contrastarlo.
A dire il vero già prima dell'1-0 e dell'occasione per Giovinco, l'Arezzo aveva colpito il palo, anche in questo caso con un gran tiro da lontano, e la Fermana aveva rischiato di restare in dieci per la possibile espulsione di Fort su una infilata in contropiede.
Il secondo tempo è stato una serie di tentativi sia dall'una che dall'altra parte di chiudere la gara per l'Arezzo, che ci riesce a metà secondo tempo con Gucci, oppure di cercare il gol che avrebbe riaperto partita e scorcio finale di campionato per la Fermana.

La Fermana di Arezzo ha evidenziato gli stessi problemi degli ultimi due o tre mesi: gioca quasi alla pari degli avversari però manca sempre quell'amen (a Fermo ci dice "un cecetto") in attacco e in difesa che fa la differenza. E soprattutto fa la classifica.
Affinché la Fermana faccia gol deve svenire mezza difesa e portiere avversari. Affinché la Fermana non prenda gol è necessario che gli attaccanti avversari svengano. Perché anche ad Arezzo i gialloblù alcune limpide occasioni da gol le hanno create ma l'imprecisione nella conclusione a rete ha avuto la meglio. Imprecisione che invece non ha caratterizzato il tiro di Catanese. La differenza sta tutta qui.

È servito a ben poco avere tre allenatori, perché la differenza fra i primi due mesi di campionato e il resto è che prima la Fermana perdeva le partite dopo aver subito delle imbarcate, da novembre in poi subisce sconfitte di misura, ma ai fini della classifica cambia poco.
È servito poco anche cambiare direttore sportivo, perché nessuno dei giocatori arrivati col mercato di gennaio ha fatto davvero la differenza; ci sono stati solo miglioramenti nell'approccio, nella mentalità, nel gioco, ma per la classifica servono i gol e i punti.
Tutto ciò perché quando una società è costretta ad allestire una squadra con oltre due milioni di euro di debiti e con risorse limitatissime ha ben poche possibilità di prendere giocatori di qualità. Non sappiamo quale direttore sportivo sarebbe stato in grado di allestire una squadra competitiva con la situazione finanziaria come quella della Fermana.
Non sono servite nemmeno le dimissioni del direttore generale né il riassetto di quote societarie dell'anno scorso e la concentrazione tutto nelle mani della famiglia Simoni.
Questo perché l'origine di tutti i problemi è l'abbandono del patron e sponsor principale che con i suoi notevoli sforzi finanziari sette anni fa aveva consentito alla Fermana di tornare in serie C dopo undici anni di dilettantismo, e poi negli anni successivi mantenere più che dignitosamente alcuni anni di professionismo.
Non a caso i problemi sono iniziati appena l'imprenditore Maurizio Vecchiola ha iniziato a fare il primo passo indietro (all'inizio del campionato 2020-21 quando non poté accollarsi le fideiussioni che furono spalmate su nuovi soggetti) e in quel momento scoprì la cattiva gestione della società, che lui aveva affidato in toto ad un unico amministratore per molti anni, che ha originato il grosso indebitamento arrivato fino ad oggi.

L'anno dopo c'è stata la retrocessione ai playout e subito dopo il ripescaggio, mentre quest'anno arriverà la retrocessione diretta con quattro o addirittura cinque partite di anticipo se dovesse essere sancita giovedi prossimo nell'anticipo pasquale al “Recchioni” contro il Rimini.

Su quelli che potranno essere gli scenari futuri della società gialloblù per la prossima stagione sportiva ci sarà tutto il tempo di ragionarci nelle prossime settimane. All'orizzonte ci sono diverse possibilità, nulla è ancora certo o scontato.
Ora resta solo la necessità di chiudere dignitosamente il campionato nelle prossime cinque partite, magari valorizzando il più possibile i giovani di qualità che sono in rosa.

AREZZO (4-2-3-1): Trombini; Donati (1’st Coccia), Masetti (11’st Lazzarini), Risaliti (36’st Chiosa), Montini; Damiani (1’st Mawuli), Catanese; Pattarello, Guccione (29’st Foglia), Gaddini; Gucci. A disp. Borra, Ermini, Settembrini, Renzi, Castiglia, Sebastiani. Allenatore: Paolo Indiani.

FERMANA (3-5-2): Borghetto; Heinz, Fort (31’st Carosso), Santi; Niang (18’st Petrelli), Malaccari (36’st Gianelli), Scorza, Misuraca, Petrungaro (36’st Condello), Giovinco (18’st Marcandella), Sorrentino. A disp. Furlanetto, Cicero, Pistolesi, Spedalieri, Bonfigli, Giandonato, De Santis, Locanto. Allenatore: Andrea Mosconi.

ARBITRO: Gianluca Catanzaro di Catanzaro (Michele Rispoli di Locri, Pierpaolo Carella di L’Aquila, Domenico Castellone di Napoli).

RETI: 30’ pt Catanese, 26’ st Gucci

NOTE: Minuto di silenzio per ricordare la scomparsa del d.g. della Fiorentina, Joe Barone; ammoniti: 11’ pt Fort (F), 24’ pt Niang (F), 31’ pt Catanese (A), 5’ st Masetti (A); angoli 6-8; recupero 1+4.

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Questo è un articolo pubblicato il 24-03-2024 alle 16:02 sul giornale del 25 marzo 2024 - 1524 letture


Paolo Bartolomei




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