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Teatri monumenti nazionali: Sgarbi interviene a gamba tesa e fa riscrivere la legge

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


ROMA - La proposta di legge sulla dichiarazione di monumento nazionale da attribuire ad una cinquantina di teatri storici in Italia è stata ritirata e sarà riscritta interamente.

Da indiscrezioni che giungono da Roma sembra che sulla vicenda sia intervenuto, è proprio il caso di dire a gamba tesa, Vittorio Sgarbi che forse ha raccolto le proteste giunte da mezza Italia perché erano stati esclusi molti teatri di notevole importanza storica e artistica; tanto per fare un esempio sembra che nella proposta di legge inizialmente fosse stato dimenticato anche il teatro di Vicenza progettato nientepopodimenoche dal Palladio.

Un altro illustre escluso era il Teatro dell'Aquila di Fermo, che poi invece sarebbe stato inserito grazie al senatore del PD Verducci che aveva deciso di intervenire quando il testo di legge sarebbe arrivato a Palazzo Madama.
Non preso in considerazione anche il Teatro Rossini di Pesaro nonostante da quaranta anni sia la sede del prestigioso Rossini Opera Festival e vi si svolge anche una delle più antiche manifestazioni di teatro non professionistico in Italia (il Festival nazionale di arte drammatica), teatro sicuramente più importante del Ventidio Basso di Ascoli che invece, zitto zitto, era stato inserito senza chiare motivazioni.

Il problema, come hanno fatto notare molti, è che in questa proposta di legge preparata dalla Commissione Cultura alla Camera non sono stati utilizzati criteri oggettivi per la valutazione dei teatri; la sensazione è che i vari parlamentari che avevano partecipato alla preparazione del testo di legge si sono coltivati il loro "orticello"; è anche vero che in materia artistica è difficile fare catalogazioni scientifiche, ma resta la perplessità sul modus operandi delle commissioni parlamentari per preparare i testi di legge, approssimazione, superficialità e clientelismo. E qui parliamo di commissione cultura su un argomento culturale!
Ora con l'intervento di Sgarbi la proposta di legge è stata ritirata e sarà riscritta.
A questo punto i politici fermani devono vigilare affinché qualche furbacchione non tenti di far sparire anche dal nuovo testo di legge il Teatro dell'Aquila: "vigilantibus non dormientibus iura succurrunt" dicevano i latini e non serve traduzione.

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Questo è un articolo pubblicato il 22-03-2024 alle 16:31 sul giornale del 23 marzo 2024 - 754 letture


Paolo Bartolomei




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