x

SEI IN > VIVERE FERMO > POLITICA
articolo

Teatro dell'Aquila monumento nazionale, depositato oggi da Verducci un disegno di legge

7' di lettura
892

di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


ROMA - Con massima tempestività il senatore Francesco Verducci oggi ha depositato al Senato una proposta di legge per la dichiarazione di "Monumento nazionale" del Teatro dell'Aquila di Fermo da affiancare allo Sferisterio di Macerata e al Ventidio Basso di Ascoli.

Abbiamo già parlato in un articolo di questa mattina della proposta di legge, preparata in Commissione cultura alla Camera, che domani sarà alla votazione a Montecitorio, per la dichiarazione di monumento nazionale di una cinquantina di teatri in Italia tra cui due marchigiani, l'Arena Sferisterio di Macerata e il Teatro Ventidio Basso di Ascoli (clicca sul link per tutti i dettagli).
La dichiarazione di monumento nazionale è stata regolata per legge in Italia per la prima volta nel 1870 e portò alla formazione di un elenco nel 1875 e uno nel 1902. Già da tanti anni a Fermo sono dichiarati monumento nazionale la facciata del Duomo e l'interno della chiesa di San Francesco. La materia oggi è regolamentata dalla Circolare n.13 del 5.6.2012 del MIBACT (Ministero per i beni e le Attività Culturali) che richiede l'emanazione di una legge per considerare valida la dichiarazione di monumento nazionale

Sorprendentemente questa proposta di legge sui teatri non prende in considerazione il Teatro dell'Aquila di Fermo benché sia indiscutibilmente uno dei più importanti delle Marche sotto tutti gli aspetti, storico, architettonico e per le manifestazioni culturali che vi si sono tenute in 234 anni di vita.
Vedi nell'altro articolo la storia e le caratteristiche tecniche.
La vicenda ha colto un po' di sorpresa i politici fermani che nonostante ciò sono corsi subito ai ripari.
Difatti già ieri il senatore Verducci aveva fatto sapere che sarebbe intervenuto subito in Senato e ha mantenuto la promessa avendo depositato oggi stesso un ddl apposito. I tempi della politica visti dall'esterno sembrano lentissimi, invece a volte bisogna correre, e questa volta sembra che non si sia perso il treno (che stava transitando velocemente) di questa importante opportunità per la Città di Fermo.
Sul perché di un nuovo disegno di legge apposito, anziché un emendamento alla proposta di legge in corso, Francesco Verducci ha spiegato a Vivere Fermo che "Ci sarà anche l'emendamento nei confronti della legge in corso di approvazione, ma il disegno di legge è più forte politicamente. Quando in Senato arriverà dalla Camera la proposta di legge nel quale sono stati inseriti lo Sferisterio di Macerata e il Teatro di Ascoli, il mio disegno di legge sulla dichiarazione di monumento nazionale per il Teatro Dell'Aquila di Fermo verrà affiancato in un unico testo. Nella scorsa legislatura - conclude il senatore Verducci - feci approvare una legge a mia prima firma sulla dichiarazione di monumento nazionale per il Campo di prigionia di Servigliano".
Verducci - che ringraziamo per la sua disponibilità a fornire informazioni - ha ricordato anche il suo impegno per un importante finanziamento destinato alla realizzazione della nuova strada a scorrimento veloce “Mare-Monti” Porto Sant'Elpidio-Amandola a dimostrazione che non è mai mancata la sua attenzione per il Fermano e le sue esigenze.

Di seguito il testo integrale del DDL presentato oggi da Verducci.

__________________________________________

SENATO DELLA REPUBBLICA
XIX LEGISLATURA

DISEGNO DI LEGGE
d'iniziativa dei Senatori
VERDUCCI, D’ELIA

Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro dell’Aquila di Fermo

19 marzo 2024
Onorevoli Senatori! – Il territorio della regione Marche è ricco, almeno sin dal XVI secolo, di una rete diffusa di piccoli e medi teatri e da una conseguente tradizione teatrale, maturata qualitativamente a cavallo tra XVIII e XIX secolo, con l’edificazione di numerose e varie strutture teatrali. Status symbol della società del tempo, il teatro iniziò sempre più ad affermarsi come luogo di ritrovo sia per l’aristocrazia e la nuova borghesia emergente, sia per i ceti popolari. Nella città di Fermo, centro della Marca Fermana e principale comune pontificio del territorio marchigiano meridionale fino all’Unità d’Italia, per allargare alla cittadinanza l’offerta che era stata fino ad allora ad esclusivo appannaggio dei più ricchi, nell’ultimo trentennio del ‘700 maturò la necessità di costruire un teatro con struttura architettonica idonea e pubblica. La decisione ufficiale fu assunta il 18 febbraio 1779 dal Consiglio di Cernita, il consiglio comunale dell’epoca. L’incarico definitivo venne affidato a Cosimo Morelli, importante architetto dello Stato Pontificio, il quale propose un’opera di grandi dimensioni con una sala a pianta ellittica, quattro ordini di palchi e il loggione. L’inaugurazione ufficiale avvenne nell’agosto 1791 con la messa in scena de La distruzione di Gerusalemme di Giuseppe Giordani.
Le cronache dell’epoca riportano l’entusiasmo e il vanto manifestato dalla città per le stagioni liriche, vero fiore all’occhiello della programmazione annuale. Questa tradizione era talmente sentita che nel 1821 si registrò una profonda delusione quando il teatro non riuscì a allestire degli spettacoli per mancanza di fondi. La delusione fu ricompensata con un fuori programma estivo nel mese di agosto, quando vennero portate in scena tre opere di Gioachino Rossini: La pietra di paragone, L’italiana in Algeri e La Cenerentola.
Dopo che nel 1826 un incendio danneggiò parti consistenti della struttura, i lavori successivi modificarono alcuni elementi costitutivi, ridefinendo la forma della sala così come si presenta ancora oggi, con 124 palchi, proscenio e palcoscenico ad una bocca. Seguì, nel 1828, la posa del dipinto del soffitto, il “volto”, con pittura a tempera, opera di Luigi Cochetti, raffigurante i Numi dell’Olimpo, con Giove, Giunone, le tre Grazie e le sei Ore notturne danzanti, intenti ad ascoltare il canto di Apollo. Al centro splende il lampadario a 56 bracci in ferro dorato e foglie lignee, alimentato originariamente a carburo, fatto arrivare da Parigi nel 1830. Alla maestria di Cochetti si deve inoltre il sipario storico, raffigurante Armonia che consegna la cetra al genio fermano. Negli stessi anni, Alessandro Sanquirico, il più grande scenografo del tempo dipinse per il Teatro di Fermo sei suggestivi fondali, tuttora conservati nei magazzini, estremamente importanti in quanto gli unici suoi fondali originali ad oggi esistenti.
Nel corso dell’Ottocento, il Teatro dell’Aquila promosse una programmazione con cartelloni di grande attualità, portando in scena piéces a pochi mesi dalle loro prime rappresentazioni sia nei maggiori teatri italiani, sia in quelli internazionali, quali Londra, Parigi, San Pietroburgo.
Il XX secolo ha visto la realizzazione di interventi finalizzati alla risoluzione di problemi statici, al miglioramento e aggiornamento degli impianti, nonché di adeguamento dei sistemi di sicurezza. Tuttavia, parte dell’attività di manutenzione dell’impianto stilistico-decorativo, benché conservativa, non sempre si è rivelata rispettosa delle tecniche di intervento o dell’aspetto pittorico, fino alla chiusura del Teatro, nel 1984. Una parentesi dolorosa per la città: ma la restaurazione globale di tutta la struttura e la riconsegna alla comunità di uno dei suoi gioielli più splendenti, avvenuta l’8 marzo 1997, è stata ripagata, fino ad oggi, dal lustro e dal contributo culturale che il Teatro dell’Aquila continua a dare a tutta la società fermana.

Per quanto premesso, per il valore storico, culturale, sociale, artistico e architettonico, l’articolo 1 del presente disegno di legge prevede che il Teatro dell’Aquila di Fermo sia dichiarato monumento nazionale.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1
1. Il Teatro dell’Aquila di Fermo è dichiarato monumento nazionale.

Art. 2
1. Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate alla relativa attuazione vi provvedono con le sole risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
_____________________________________________________

ARTICOLI CORRELATI

https://www.viverefermo.it/2024/03/19/teatri-storici-monumenti-nazionali-rischio-esclusione-per-laquila-di-fermo/242999





Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2024 alle 16:56 sul giornale del 19 marzo 2024 - 892 letture


Paolo Bartolomei




qrcode