x

SEI IN > VIVERE FERMO > ATTUALITA'
articolo

Teatri storici monumenti nazionali, rischio esclusione per L'Aquila di Fermo

5' di lettura
616

di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


FERMO - Il Comunale fermano dimenticato benché sia il più antico, il più grande tra i teatri storici delle Marche e con una storia prestigiosa: ha ospitato Puccini, Bellini, Gigli, Del Monaco, Tebaldi e anche Garibaldi. Domani la votazione alla Camera, il senatore Verducci "Interverrò in Senato".

Domani si vota alla Camera una proposta di legge che conferirà la dichiarazione di "Monumento nazionale" ad una cinquantina di teatri in Italia. Per la nostra regione sono stati inseriti l'Arena Sferisterio di Macerata e il Teatro comunale Ventidio Basso di Ascoli.

La dichiarazione di "Monumento nazionale" non è solo formale o burocratica, ma uno status di prestigio e ha risvolti anche pratici perché da quel momento il bene è più tutelato e la maggioranza dei costi, soprattutto per le ristrutturazioni ordinarie e straordinarie, passa dal bilancio del Comune a quello dello Stato Centrale. La materia oggi è regolamentata dalla Circolare n.13 del 5.6.2012 del MIBACT (Ministero per i beni e le Attività Culturali) che richiede l'emanazione di una legge per considerare valida la dichiarazione di monumento nazionale.

Giusta l'attribuzione di status di monumento nazionale allo Sferisterio di Macerata che a livello architettonico è sicuramente un unicum nelle Marche e tra i pochi in Italia, ma non è chiaro come sia stato inserito soltanto il teatro Ventidio Basso di Ascoli e dimenticato quello di Fermo che è più importante per dimensioni, storicità, architettonica e per prestigio in genere.

È sorprendente che in questa proposta di legge, passata al vaglio della Commissione Cultura della Camera, non sia stato preso in considerazione il Teatro dell'Aquila di Fermo, che nella nostra regione è il più antico tra i teatri storici all'italiana per melodramma (con palchi laterali e sala a ferro di cavallo): è stato inaugurato nel 1790 (quello di Ascoli nel 1846) è il più grande per dimensioni e capienza (quasi mille posti), ha palcoscenico e boccascena di dimensioni maggiori, oltre ad avere un'acustica eccezionale grazie al genio del suo progettista l'ingegner Cosimo Morelli, perfettamente conservata in tutte le ristrutturazioni fino all'ultima degli anni '90 (vedi in basso tabella con i dati tecnici).

Oltre che per la sua importanza storica e architettonica, il teatro fermano ha tutti i requisiti per la dichiarazione di monumento nazionale anche per il prestigio delle rappresentazioni: vi si sono esibiti Gioacchino Rossini (1814), Giacomo Puccini (1886), Beniamino Gigli (1927, 1953 e 1954), i fratelli Francesco e Ludovico Graziani (più volte tra il 1820 e il 1901), Renata Tebaldi (1961), Mario Del Monaco nel 1963 e Anna Moffo l'anno dopo, nel 2001 Cecilia Gasdia nonché Franco Corelli e Giuseppe Di Stefano.
Nel 1966 ospitò Raoul Follereau, giornalista, filantropo e poeta francese. Nel 1896 vi è stata rappresentata per la prima volta nelle Marche La Boheme, solo sei mesi più tardi rispetto al debutto al Regio di Torino. Il 17 gennaio 1849 il teatro comunale fermano ospitò anche Giuseppe Garibaldi.
Qui il regista Giancarlo Menotti, settanta anni fa, aveva stabilito la sede italiana del celebre Festival dei Due Mondi, ma la necessità di lavori di restauro e attinenti alla sicurezza, eseguiti poi alcuni anni più tardi, costrinsero il Maestro a spostarsi su Spoleto.

Dal 1791, anno della prima rappresentazione, ad oggi si sono succedute 122 stagioni liriche in oltre 400 edizioni per un totale di quasi 2500 rappresentazioni. Dalla sua originaria destinazione a luogo del solo melodramma, la sua funzione è cambiata nel tempo, fino al 1985 fu per un periodo anche cinema e negli ultimi decenni vi si svolgono eventi di vario genere. Nei nostri giorni non possiamo non ricordare personaggi come Franco Branciaroli, Mariangela Melato, Umberto Orsini, Flavio Bucci, Alessandro Gassman, Luca De Filippo, Piera Degli Esposti, Gianrico Tedeschi, Carlo Cecchi, Christian De Sica, Massimo Ghini, Giuseppe Fiorello, Stefano Accorsi, Claudio Bisio, Massimo Dapporto, Sabrina Ferilli, Michelle Hunziker. Oggi la programmazione del Teatro dell’Aquila di Fermo spazia dai tour musicali, agli spettacoli nazionali di prosa e di opera e viene scelto dalle più importanti produzioni internazionali come Slava, STOMP e molte altre.

Nei giorni scorsi il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro si è messo subito in contatto con il senatore fermano Francesco Verducci del PD e con la deputata maceratese Giorgia Latini, segretaria della Lega nelle Marche e vicepresidente della commissione cultura alla Camera, che è anche tra i promotori della legge. Verducci ha fatto subito sapere che interverrà in Senato, probabilmente proponendo un emendamento per inserire anche il teatro di Fermo che ha in pieno tutte le caratteristiche per la dichiarazione di monumento nazionale.

Peraltro l'iter alla Camera di questa proposta di legge è iniziato da tempo e sono già stati approvati numerosi emendamenti che hanno fatto inserire una quindicina di teatri in più rispetto alla previsione iniziale; è stupefacente come i maggiorenti politici fermani siano stati colti di sorpresa da questa proposta di legge solo quando sta per arrivare alla votazione.
«Ma abbiamo avuto da poco per il Teatro dell'Aquila mezzo milione di fondi dal PNRR» si è difeso il sindaco Calcinaro, appena volato in Argentina per nove giorni per rafforzare le relazioni commerciali e turistiche con i fermani della città gemellata di Bahia Blanca. Con una battuta si poterebbe dire che se chi va a Roma perde la poltrona, chi va in Argentina perde il teatro.

Concludiamo ricordando che a Fermo hanno già ottenuto in passato la dichiarazione di Monumento Nazionale la facciata e l'ingresso del Duomo e anche l'interno del Tempio romanico-gotico di San Francesco.
Oltre che per il Teatro dell'Aquila dovrebbe essere valutata la candidatura anche per le Cisterne Romane, ma in via Mazzini ci ha mai pensato qualcuno?

ARTICOLI CORRELATI

https://www.viverefermo.it/2024/03/19/teatro-dellaquila-monumento-nazionale-depositato-oggi-da-verducci-un-disegno-di-legge/243175





Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2024 alle 13:47 sul giornale del 19 marzo 2024 - 616 letture


Paolo Bartolomei




qrcode