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Porto Sant’Elpidio: “Sanità, un diritto per tutti”, al Gigli il convegno della CNA sul sistema sanitario territoriale

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da Roberta Ripa

fermo@vivere.it


Si è svolto nella mattinata di sabato 16 marzo il convegno sulla sanità territoriale organizzato al Gigli dalla CNA di Fermo. Tante le autorità presenti, tra cui anche l’assessore regionale Baldelli, che hanno fatto il punto sulla situazione della sanità territoriale.

Il polo culturale Beniamino Gigli ha ospitato, nella mattinata di sabato 16 marzo, un importante convegno organizzato dalla CNA di Fermo sul tema della sanità. “Sanità, un diritto per tutti. Ospedali di comunità, case di comunità: il ruolo dei medici di famiglia” il titolo dell’evento, che ha visto tra i suoi relatori i principali esponenti della sanità territoriale, i rappresentanti di CNA e quelli del mondo politico locale e regionale. Ad aprire il convegno è il sindaco di Porto Sant’Elpidio, Massimiliano Ciarpella, che ha innanzitutto ringraziato la CNA di Fermo per aver scelto di organizzare l’incontro proprio in città: “il tema di oggi è importante e più che mai attuale, e la numerosa partecipazione di pubblico lo dimostra; la questione sanitaria riguarda tutta la comunità in senso lato, riguarda la tutela e la salvaguardia del benessere della collettività, ringrazio pertanto la CNA per aver averci offerto l’occasione di approfondire la questione insieme”. Paolo Silenzi, Presidente di CNA Marche, sottolinea quindi l’importante ruolo di CNA Pensionati, che conta circa 17mila iscritti nelle Marche, interrogandosi quindi su come gli ospedali di comunità possono realmente contribuire alla sanità regionale e come possano rendere davvero generalistico il sistema sanitario nazionale, in considerazione dell’elevata spesa privata sostenuta invece dai cittadini italiani per le prestazioni sanitarie. A susseguirsi sono quindi i saluti istituzionali di Giancarlo Sperindio, Presidente regionale di CNA Pensionati, e Gaetano Pieroni, imprenditore, presidente del direttivo zonale di Porto Sant’Elpidio. Il convegno entra nel vivo con l’intervento di Luigi Silenzi, Presidente della CNA Pensionati Fermo; la sua riflessione parte dal 1978, con la riforma sanitaria che introduce l’importanza della prevenzione - “un obiettivo, quello di prevenire prima di curare, che è stato largamente eluso, ed è anzi uno dei punti deboli del nostro sistema sanitario”, ha affermato; “la politica è diventata piuttosto ‘ospedalicentrica’, nel senso che si è investito esclusivamente sugli ospedali, col risultato che oggi questi sono sovraccarichi e non riescono a funzionare in maniera corretta; abbiamo confuso la prevenzione con gli ospedali”. Un problema sociale, secondo Silenzi, ma anche sanitario, reso ancor più serio dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumentare di persone sole e anziane che hanno bisogno di ricorrere al sistema sanitario. “Le case di comunità possono rappresentare una soluzione, ma dovrebbero avere strumentazione e attrezzature per supportare i medici e alleggerire le attività del pronto soccorso”, ha concluso. Ad approfondire l’argomento ospedali di comunità è il dottor Paolo Misericordia, segretario regionale FIMMG, che ha illustrato il progetto di ospedale di comunità avviato a Sant’Elpidio a Mare, di cui è stato tra i principali fautori: “il problema principale della sanità, oggi, è il definanziamento del sistema e la carenza di medici, cui va aggiunta la mancanza di attrattività, per i medici, del sistema sanitario nazionale”, ha affermato; “a Sant’Elpidio a Mare, abbiamo realizzato un’esperienza unica che stiamo cercando di replicare anche altrove: abbiamo riunito tutti i medici di base in un unico luogo, sfruttando un piano inutilizzato del vecchio ospedale; abbiamo tre segretari, un’infermiera e un locale attrezzato, oltre ad avere la gestione di un punto di primo intervento con un infermiere per le urgenze non differibili. Sei dei dieci medici di base, inoltre, seguono e gestiscono anche i 20 posti letto dell’ospedale di comunità”, ha spiegato, anticipando che il modello potrebbe essere applicato anche a Porto Sant’Elpidio. Una realtà, quella di ospedali e case di comunità, elogiata dal direttore AST di Fermo Roberto Grinta, che ha sottolineato pure la necessità di restare vicini al territorio facendo sì che, a queste strutture, siano affiancate strutture delocalizzate, ad esempio, nelle zone montane interne: “serve un modello pensato in maniera diversa per le specificità del territorio, e per questo serve l’aiuto dei sindaci”, ha spiegato, “costruire hub molto forti può provocare un allontanamento da certe aree del territorio; non dobbiamo, invece, perdere la capillarità del servizio sanitario nazionale”. Il convegno ha lasciato spazio anche a interventi e domande dalla platea, che ha seguito attenta gli interventi, e che sono stati chiusi dall’assessore regionale Baldelli, il quale ha sottolineato come la sanità marchigiana sia stata ampiamente riqualificata con il potenziamento di servizi e strutture.


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Questo è un articolo pubblicato il 16-03-2024 alle 23:28 sul giornale del 17 marzo 2024 - 64 letture






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