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Porto Sant'Elpidio: “Wanna be in” i ragazzi sono al centro della cultura

3' di lettura
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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


Un progetto nato anni fa e di lunga gestazione, quello che coinvolge i giovani di Porto Sant'Elpidio e nello specifico gli studenti del Polo Urbani che godranno di attività culturali finanziate dalla Regione.

“Siamo partiti da un bando per attivare una co-progettazione” spiega Pamela Malvestiti parlando del progetto. “Vincitori della selezione sono stati AMAT e Il Faro”, ai quali sono stati affiancati anche partner esterni, come ad esempio il Polo Urbani. “Per noi trovare risorse importanti (di cui un finanziamento da 150mila euro) è una soddisfazione, anche perché li destineremo alle politiche giovanili”, promette Malvestiti.

Dopo aver incontrato una delegazione di studenti del Polo Urbani si è ragionato sul titolo: Wanna be è stata un'idea condivisa.

I ragazzi si riuniranno per pensare al concetto di libro, il libro inteso come mappa al cui interno sono racchiuse le attività di orientamento, come memoria territoriale con l'attivazione di corsi di scrittura creativa, il libro inteso come copione per il quale si svilupperanno attività legate al teatro e al cinema, libro inteso come immagine, ovvero corsi di fotografia, libro come e-book per cui partiranno progetti digitali. Oltre a ciò ci sarà il club del libro in cui si svilupperanno gruppi di lettura volti alla condivisione dell'esperienza del lettore. Altra attività collaterale si incentra sulla creazione di tirocini dedicati ai giovani inoccupati.

Il Sindaco ringrazia uffici e partner per la disponibilità e la progettazione. “Noi come amministrazione raccogliamo i frutti di un lavoro preparatorio che ha coinvolto tre realtà che sono tre fari per i giovani, ai quali è stata data centralità”.

I ragazzi sono stati coinvolti sotto la guida del vice dirigente scolastico Mario Andrenacci. “Noi conosciamo bene i giovani, le loro difficoltà e le loro insicurezze e non è semplice, anche per via del linguaggio, cogliere le loro richieste, così quando ci siamo misurati con questa progettualità siamo stati felici di coglierne l'opportunità di poter trovare un linguaggio con cui comunicare”.

“La co-progettazione ci ha fatto scoprire cose nuove – dice Manuela Gaspari, referente Il Faro – come la modalità che i ragazzi hanno trovato nel mondo tecnologico per restare aggiornati su notizie e libri, e alla quale daremo risalto”.

Le attività curate dal Faro sono legate all'orientamento e si svolgeranno all'interno del Polo Urbani e all'interno del Polo Gigli, il prossimo appuntamento sarà incentrato sulla sessualità in rete (22 marzo). “Le attività partiranno dai loro interessi” affermano i responsabili.

Il progetto è già decollato con l'avvio di Scuola di platea che ha visto il coinvolgimento degli studenti per la visione dello spettacolo “La lupa” andato in scena il 12 marzo al Teatro delle Api.

L'incontro con gli attori si è svolto a scuola nel corso della mattina successiva, ma l'intento è quello di far vivere il Gigli. “Ci auguriamo che il Gigli sia il centro di questi incontri”.

Presente il presidente AMAT Piero Celani, che crede nei giovani e nelle loro potenzialità. “Questo è il momento di ascoltare i giovani che sono attivi in ambito culturale, hanno voglia di partecipare. Complimenti per il progetto, che finalmente, dopo tanti anni, trova i finanziamenti che prima non c'erano”.




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Questo è un articolo pubblicato il 15-03-2024 alle 15:16 sul giornale del 16 marzo 2024 - 136 letture






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