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Fermo: stop alle truffe agli anziani. La Prefettura e l’amministrazione puntano sulla prevenzione e uno spot con Macchini

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da Silvia Cotechini


Fondi dal Ministero per la prevenzione delle truffe agli anziani. Incontri nei centri sociali con le forze dell’ordine e un video di sensibilizzazione con Piero Massimo Macchini

La vicaria Alessandra Notari Stefani de Vastogirardi annuncia che sono arrivati dal Ministero dell’interno dei fondi (circa 15.000 euro) destinati ai comuni capoluoghi di provincia. Questo finanziamento ha portato alla convenzione firmata il 13 luglio 2023 pensata per mettere fine alle truffe ai danni dei soggetti deboli.

Per contrastare questo fenomeno sempre più diffuso, le forze dell’ordine si sono messe in gioco in prima persona, organizzando degli incontri informativi aperti ai cittadini. Sono stati momenti dedicati a discutere i comportamenti da osservare in caso di truffe perché è "sempre meglio prevenire che reprimere", come dice il viceprefetto Giovanni Todini. Già quattro centri sociali hanno aperto le porte agli anziani, ad incontrarli anche gli assessori Mauro Torresi e Mirco Giampieri.

“Voglio dire grazie alla Prefettura che ha coordinato gli incontri – dice il vicesindaco Torresi –

E ovviamente anche alle forze dell'ordine presenti nei quattro centri sociali. C’è stata molta partecipazione e anche molto interesse con domande concrete da parte del pubblico”. Gli incontri si estenderanno a tutti i centri sociali. “Le forze dell’ordine hanno spiegato con parole semplici che le truffe sono ovunque, al telefono o alla porta di casa – dice l’assessore Giampieri, con delega ai servizi sociali – I giorni della consegna delle pensioni sono i più pericolosi, per questo è stata garantita agli anziani la presenza di persone in divisa. In più, abbiamo pensato a una locandina per aiutare gli anziani a ricordare i consigli”.

La campagna di comunicazione punta soprattutto su uno spot simpatico che verrà diffuso su tutte le testate e le TV locali. Il protagonista è Piero Massimo Macchini: “Non è stato facile realizzare un video di un solo minuto ma d’impatto. In questo video l’anziano non appare solo come vittima, ma è anche capace di riconoscere le truffe”. Oltre a Macchini, tre attori hanno simulato un dialogo durante una partita a carte, in cui gli anziani si prendono in giro l’un l’altro sulle truffe subite. La morale è semplice: non bisogna abbattersi, perché tutti possono imparare a riconoscere una truffa.

Lo spot, ma in generale le azioni del progetto, sono mirate a “non far sentire fragili le persone vulnerabili, che spesso vengono considerate dalla società come troppo ingenue, diventando doppiamente vittime” dice il questore Luigi Di Clemente. L’arma vincente è sempre quella della prevenzione, soprattutto quando a livello legale e giudiziario si può fare poco.

Bisogna considerare poi che i truffatori sono dei veri e propri professionisti. “Ci sono circa 80 gruppi di campani che lavorano nelle Marche e fanno della truffa un vero e proprio mestiere” aggiunge il questore. Questi soggetti sanno come entrare in empatia con la loro vittima, spesso usando il mezzo più facile, lo smartphone, e il classico messaggio di richiesta di soldi da parte di un figlio/nipote. Ma i truffatori agiscono anche vestendosi da poliziotti, si fingono direttori delle Poste… le modalità sono infinite.

Il colonnello Gino Domenico Troiani, comandante provinciale dei Carabinieri di Fermo, guarda le cose da un’altra prospettiva: “La verità è che non è l’anziano il problema, ma la solitudine. L’anziano solo è più vulnerabile e cerca socialità”. A volte avvicinandosi alle persone sbagliate. È evidente la necessità di agire ma anche di prevenire, ecco perché le campagne di sensibilizzazione sono fondentali.


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Questo è un articolo pubblicato il 15-03-2024 alle 20:46 sul giornale del 16 marzo 2024 - 132 letture






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