x

SEI IN > VIVERE FERMO > POLITICA
comunicato stampa

PD Montegiorgio/Fermo, Minnoni e Piermartiri sul tema gravidanza: "Lasciamo alle donne il diritto di scegliere"

3' di lettura
448

PD Federazione FM 


Montegiorgio ha visto affissi “cartelloni propagandistici”, mentre il palco del teatro Alaleona ospitava Carlotta Vagnoli, ricordando l'evoluzione della donna e dei suoi diritti.

Elvinia Minnoni, Segretaria PD Montegiorgio: "La gravidanza è anche e soprattutto una scelta, possibile per alcune donne, impossibile per altre. La costante che ripeto in ogni cosa è la libertà di scegliere. Se nel 2024 si infligge alla donna il vincolo di non poter scegliere, andiamo indietro e non avanti, in molti diritti. Montegiorgio ha visto affissi questi “cartelloni propagandistici”, mentre il palco del nostro bellissimo teatro Alaleona ospitava Carlotta Vagnoli, ricordando l' evoluzione della donna e dei suoi diritti. Perché porre manifesti che vadano contro l'autodeterminazione? Io reputo, per me stessa, un dono la mia gravidanza. Una scelta che ho fatto, interrogandomi, preparandomi, accogliendola. Ma ricordiamoci che ci sono - e non molto distanti da noi - violenze, soccombenze, imposizioni. Lasciamo alle donne il diritto di scegliere".

Luca Piermartiri, Segretario PD Federazione FM: "Mentre in Francia inseriscono il diritto all'aborto in Costituzione, da noi si torna torna al Medioevo. A piane di Montegiorgio appare un cartellone del movimento Provita che sembra aver avviato una campagna di affissioni. Ancora una volta viene messo in discussione il diritto all'aborto con argomentazioni sterili e, soprattutto, con provocazioni inaccettabili, come accaduto, ad esempio, a Roma alla vigilia dell'8 marzo con l'ingiustiticabile accostamento ai femminicidi. Viene attaccata nuovamente la legge 194 che, ricordiamo, non viene applicata; neppure nel nostro territorio. La nostra Federazione si è sempre spesa sul tema, stando accanto alle manifestazioni partite dal basso come fu ad Ancona ed anche a Fermo, insieme a chi ha scelto di farsi sentire. Fin da subito, infatti, la Regione Marche ha dichiarato guerra alla 194, sostenendo i gruppi anti-scelta che con la partecipazione ad eventi formativi, da loro organizzati, offrivano crediti utili per l'aggiornamento professionale per le professioni mediche e sanitarie (notizia balzata anche sulle cronache nazionali). Inaccettabile per una regione in cui l’accesso all’aborto è diventato una vera e propria corsa ad ostacoli, con tassi di obiezione di coscienza tra i più alti d'Italia. Altro attacco è stato l'annullamento della convenzione con l'AIED; dietro quella revoca c’era il chiaro intento di non assicurare un servizio a favore delle donne e che fosse luogo sicuro per l’applicazione della legge 194. Chiare scelte politiche! Nel nostro paese non sempre è possibile abortire in maniera sicura. Ancora oggi, infatti, gli ospedali sono pieni di obiettori di coscienza (circa il 64.4% dei ginecologi lo è). E appunto, anche la nostra Regione, insieme alla Provincia di FM, registrano un numero elevatissimo di obiettori di coscienza (più del 70%). Per non parlare degli ormai consultori fantasma di Porto S. Giorgio e Fermo. È evidente come non si può essere al sicuro se non esistono servizi adeguati e/o per interrompere una gravidanza gli ospedali chiudono le porte o ti mandano da qualche altra parte. Le donne non sono protette se vengono giudicate da coloro che si dichiarano essere provita, impedendo la libera autodeterminazione. Esistono ancora troppi giudizi nei confronti delle donne che abortiscono e questo fa nascere profonde ferite psicologiche ed emotive nelle stesse. Noi vogliamo e dobbiamo dire basta a questo genere di campagne e dobbiamo dire no alla parte politica che incentiva tutto questo".



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-03-2024 alle 16:57 sul giornale del 15 marzo 2024 - 448 letture






qrcode