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comunicato stampa

Porto Sant'Elpidio: al teatro delle Api Donatella Finocchiaro protagonista di "La lupa" di Verga

2' di lettura
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da Amat Marche
www.amatmarche.net


Il talento di attrice e di regista di Donatella Finocchiaro è protagonista, martedì 12 marzo al Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio di “La Lupa” di Giovanni Verga.

Entrambi gli appuntamenti sono proposti nei cartelloni in abbonamento dei due teatri realizzati dai rispettivi Comune e AMAT con il contributo di MiC e Regione Marche e, a Jesi, in collaborazione con la Fondazione Pergolesi Spontini. Realizzato con il progetto drammaturgico e la collaborazione alla regia di Luana Rondinelli, i movimenti di scena di Sabino Civilleri e interpretato sul palco dalla Finocchiaro con Bruno Di Chiara e Chiara Stassi e con gli attori Ivan Giambirtone, Cosimo Coltraro, Alice Ferlito, Laura Giordani, Raniela Ragonese, Luana Rondinelli, Federica D’Amore, Roberta Amato, Giuseppe Innocente e Gianmarco Arcadipane, le scene e costumi di Vincenzo La Mendola, le musiche di Vincenzo Gangi, le luci di Gaetano La Mela, lo spettacolo è prodotto da Teatro Stabile di Catania, Teatro della Città. Oggi come ieri, quella che nella novella verghiana è indicata dalla sua comunità La Lupa, è la donna che non si vergogna della sua sensualità e viene per questo additata dal contesto sociale perché libera, strana, diversa. E quella che arriva qui in scena è una Gnà Pina che si batte contro il concetto di vergogna e per affermare la propria condizione di donna autodeterminata. «La mia Lupa – sottolinea l’attrice e regista catanese – è la donna che non si vergogna della sua sensualità e viene per questo additata dal contesto sociale perché libera, strana, diversa. Lei, che di quella tentazione amorosa e carnale per Nanni si considerava la vittima e che, in fondo, Nanni considera carnefice perché non riesce a liberarsi dalla sua tentazione. Il gioco tra vittima e carnefice è un gioco al massacro. Insieme vivono nel “peccato”, e nella follia. Forse solo la morte potrà salvarli». Il testo amplifica il punto di vista della donna e la possibilità di vivere la propria vita sentimentale e sessuale liberamente, a dispetto di un ambiente retrogrado sempre pronto a puntare il dito contro quello che succede nelle vite e nelle case degli altri. Una lettura al femminile, quindi che esalta alcuni aspetti dell’opera verghiana. «È una Lupa tridimensionale – spiega Luana Rondinelli – in cui abbiamo dato spessore ai personaggi e soprattutto a Gnà Pina con il suo carattere rivoluzionario e libero. Donatella ha voluto sottolineare questo aspetto anche con un’ambientazione diversa, spostata in avanti, ovvero nella campagna siciliana degli anni ’50, quando la rivoluzione femminile e la libertà sessuale erano ormai alle porte. L’idea è quella che passionalità e alchimia siano cose naturali per qualunque essere umano e quindi anche per le donne».



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2024 alle 20:02 sul giornale del 09 marzo 2024 - 90 letture






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