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C'è bisogno di un festa per festeggiare le donne?

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di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


Sembra proprio di sì. Anche se a volte, queste giornate particolari, assumono più un sapore di consuetudine che di sostanza. Però è sempre un'occasione. E, allora, cogliamola. Cogliamola per ringraziare tutte quelle donne che ci stanno intorno, sono con noi, ci vogliono bene, fanno parte della nostra famiglia (moglie, figlie, nipoti, nuora), del mondo che conosciamo e di quello che ci sfugge. Così sembrerebbe però un ringraziamento interessato: loro ci vogliono bene, quindi dico loro: grazie.

Allora, occorre aggiungere altro. Occorre dire: grazie, per quello che sono al di là di ogni ritorno per noi. Solo per quello che sono... E non occorre che siano donne dirigenti d'azienda, primi ministri, rettori, scienziati, astronauti, medici o altro ancora.

Sono! Sono donne ! E questo basta.

Mia madre aveva studiato poco: terza elementare. Era rimasta orfana da piccola, accudita dagli zii che le hanno voluto bene, ma sempre zii, non padri o madri. Poi il matrimonio a 18 anni e un figlio alla volta: uno due tre quattro. Una donna di grande sentimento, aperta ad ogni situazione, pronta anche a rimboccarsi le maniche in vicende particolari.

Una donna intelligente, di quell'intelligenza del cuore che sovrasta tante intelligenze targate università e master.

Una donna capace di tirar su ed educare quattro figli, e più tardi i primi nipoti.

Donna onesta sino al midollo. Rispettosa. Dignitosa. Scrupolosa. Riservata.

Sottolineo "riservata", perché ricordo un fatto. Ero piccolo. Lei fu convocata dal pretore (allora esisteva questo tipo di giudici per reati minori) come semplice testimone. Ignara, avvertì quella convocazione come qualcosa che potesse macchiarla. Pianse. Non ne aveva alcun motivo, ma pianse, con tutto quello che le lacrime portavano in sé.

Ma voglio chiudere questa minima riflessione pensando alla donna come madre: "ventre sacro e benedetto" ripeteva Giovanni Testori, "origine dell'uomo, della società, della civiltà".

E per rompere quella paura di usare parole e immagini non di moda, aggiungo che stamattina mi recherò in Duomo a Fermo, dinanzi alla Sacra Icona, e pregherò la Vergine Maria.





Questo è un articolo pubblicato il 08-03-2024 alle 16:41 sul giornale del 09 marzo 2024 - 100 letture


adolfo leoni




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