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Dante a Fermo sì o no? Ecco cosa dicono gli studi, parola agli esperti

4' di lettura
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da Silvia Cotechini


La notizia che Dante ha vissuto a Fermo non è proprio una fake news, è una teoria non ancora dimostrata che però ha tutte le carte in regola per essere confermata. Parlano i due autori Rita Monaldi e Francesco Sorti, risponde la Società Dante Alighieri, Comitato di Fermo.

Ricapitolando, i due saggisti Monaldi&Sorti hanno scoperto che Jacopo Alighieri, figlio di Dante, ha vissuto a Fermo. D’altronde le preziose pergamene, che sono ormai sulla bocca di tutti, sembrano testimoniare uno stretto legame di Dante con la città di Fermo: “La cosa interessante – dicono i saggisti – è che i nomi presenti sulle pergamene, accanto a quello di Jacopo, riconducono all’entourage degli Ordelaffi, che a Forlì ospitarono lungamente Dante in esilio proprio in quegli stessi anni”.

Più precisamente: Il documento del 1306, che riguarda una multa di duemila fiorini d’oro per danni nella guerra con San Ginesio, Camerino e Potenza Picena, venne firmato a casa di un certo Gentile di Amoroso, strettamente legato alla potente famiglia dei Da Mogliano. E nel feudo dei Da Mogliano svolgeva l’ufficio di giudice Gentile di Gualterone da Fermo, che Dante incontrò a Firenze mentre sedeva nel Consiglio dei Cento. I Da Mogliano infine furono alleati, anche tramite matrimoni, degli Ordelaffi di Forlì.

Queste scoperte sono il risultato di un lavoro di digitalizzazione di archivi e biblioteche che ha permesso alla coppia di saggisti di studiare gli spostamenti di Dante che hanno poi riportato nel libro “Dante di Shakespeare III. Come è duro calle”, pubblicato da Solferino Editore e uscito il 16 febbraio 2024. L’invito dei due autori è proprio quello di approfondire la vicenda leggendo il libro, che offre molti più dettagli: “La parte finale del romanzo ha ben 160 pagine di appendici storiche che spiegano quali fonti abbiamo utilizzato, gli studi che ci hanno preceduto e così via. Teniamo molto ad essere trasparenti con i lettori, e dare loro la possibilità di farsi un'idea personale dei fatti”.

Ma, insomma, c’è o non c’è la possibilità che Dante sia davvero stato a Fermo?

“Certo che la possibilità c’è! Ed è anche molto alta – rispondono gli autori – Nelle due pergamene troviamo il nome di Jacopo, ma i personaggi storici citati nelle pergamene erano connessi a Dante, non a Jacopo”. Insomma, Monaldi&Sorti sono certi che Jacopo abbia vissuto nella città di Fermo e ritengono estremamente probabile che anche Dante frequentasse la città, visto che già aveva conosciuto a Firenze la cerchia di marchigiani frequentata da Jacopo.

Gli esperti fermani, però, vogliono andarci piano, per prima la direttrice dell’Archivio di Stato di Fermo, che in una recente intervista ha invitato alla cautela e a uno studio più approfondito. Il professor Massimo Temperini, Presidente della Società Dante Alighieri di Fermo è venuto a conoscenza della questione: “Ovviamente non è ancora stato possibile per noi approfondire, perché bisognerebbe aprire un bel dibattito con gli autori, insieme a storici e archivisti”. La società Dante Alighieri di Fermo è aperta al dialogo e al confronto, ma ammette di nutrire dei dubbi sulle recenti scoperte. In breve, la perplessità nasce dall’età di Jacopo, che all’epoca del documento avrebbe dovuto avere 17 anni e quindi sarebbe stato un procuratore… un po’ troppo precoce. Tra l’altro, come spiega il professore, è anche difficile dare una definitiva indicazione del cognome degli Alighieri e questo è certamente un altro ostacolo per lo studio degli spostamenti del sommo poeta (nel tempo il cognome è cambiato, sembra che in quel secolo la famiglia si chiamasse Aldighiero o Alighiero, n.d.r.). D’altra parte, però, il binomio Dante- Fermo non è nuovo. Per fare un esempio, la Regione Marche aveva inserito in un recente progetto la città di Fermo come uno dei “luoghi di Dante nelle Marche”. Il professor Temperini concederà questa sera, 7 marzo, un’intervista a Vera TV (ore 19, canale 11).

Si apre così un dibattito anche sull'età di Jacopo e la risposta degli autori Monaldi&Sorti non si fa attendere: “Non esiste alcun documento che permetta di fissare con certezza la data di nascita dei figli di Dante. I dantisti sono divisi. Secondo la nostra ricostruzione, nel 1306 Jacopo aveva almeno 20 anni, non 17. Le nozze tra Dante e Gemma avvennero probabilmente quando i due sposi avevano circa 18-20 anni e sarebbero pertanto da datare attorno al 1283-1285 (si erano fidanzati con atto notarile del 1277). Lo spieghiamo già nelle appendici del secondo volume della trilogia con dovizia di particolari".

È evidente che la precedente notizia è stata data troppo velocemente e non ha rispettato le procedure lente e meticolose degli studiosi. Questa irruzione, però, sembra però aver riacceso un dibattito che da tempo proseguiva “nei sotterranei”.

Gli ammiratori fermani di Dante non devono perdere le speranze, ma attendere gli approfondimenti dal mondo accademico. Intanto il libro è già acquistabile anche online (https://www.amazon.it/Come-duro-calle-Dante-Shakespeare/dp/8828213515).


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Questo è un articolo pubblicato il 07-03-2024 alle 19:01 sul giornale del 08 marzo 2024 - 806 letture






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