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Porto San Giorgio: il CVM presenta le sue attività in Etiopia e la campagna di Pasqua dedicata ai ragazzi di strada

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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


Sono 45 anni che la Comunità dei volontari per il mondo opera in Etiopia, da quando nel 1980 lo Stato africano viveva un periodo di guerra, fino a oggi, che vive un periodo di grave instabilità politica.

Alla conferenza per fare un riassunto di tutto il lavoro del CVM sono presenti, oltre a una rappresentanza dell'amministrazione comunale, anche gli amici sostenitori e l'Atletica Sangiorgese.

A fare un breve excursus è Paolo Padovani, presidente CVM. “La comunità dei volontari per il mondo nasce nel '77 sotto il motto lavoriamo per un mondo migliore, che seppur nella sua ingenuità ha rappresentato una grande forza propulsiva. In Italia sono nate tante comunità di valore sociale ma anche fuori dall'Italia ci sono state tante iniziative, e anche adesso questa forza persevera”.

Interviene l'Assessora Carlotta Lanciotti: “è un piacere essere qui per me e ringrazio il CVM per l'invito, ricordare il lavoro scolto attraverso le parole e le immagini è sempre un bene per creare un pensiero positivo”.

Attilio Ascani, coordinatore dei progetti estero CVM, entra nel vivo di una delle attività svolte sul territorio raccontando la storia di una bambina etiope che è stata riaccompagnata nel centro per minori dopo essere stata salvata da un rapimento. “Purtroppo è una storia ordinaria nel contesto in cui operiamo, perché spesso le donne che decidono di andare nei paesi del Medio Oriente per lavorare finiscono in prigione o vengono rimpatriate”. La missione di CVM è quella di “andare fuori strada”, ovvero aiutare quei luoghi che sono scollegati dalle arterie principali in cui non arrivano aiuti.

In Etiopia negli anni '80 migliaia di persone sono morte a causa della fame. È stata chiamata la “fame verde”. Il CVM è intervenuto in vari modi per risanare il territorio: la costruzione di pozzi è stata la primaria attività. “Siamo riusciti a dare acqua pulita a più di centomila persone”. L'acqua rimane un bisogno primario che per molti è ancora una prospettiva.

Altre attività sono servite a migliorare la sanità e le condizioni di lavoro delle donne, che ancora oggi, quando non sono collaboratrici domestiche (senza adeguate tutele), migrano nei paesi arabi per ottenere uno stipendio. “Stiamo cercando di proporre accordi tra i Paesi per tutelare i diritti dei lavoratori, ed è un grande lavoro”. Nel frattempo, nel centro di Addis Abeba, CVM accoglie persone in difficoltà, ragazze minorenni e ragazzi di strada.

“Ci occupiamo anche di formazione professionale grazie al prezioso aiuto del centro educativo Don Ricci di Fermo che invia docenti per formare i giovani del settore della calzatura”.

Per capire l'Africa bisogna andarci” esordisce così Vincenzo Varagona, giornalista e presidente UCSI. “Quando si va in Africa scatta automaticamente la molla che fa capire che ci sono milioni di persone che non hanno la fortuna di essere nati da queste parti”. L'Etiopia subisce uno dei sessanta conflitti oggi in atto nel mondo e solo la pace può portare allo sviluppo.

Le risorse scarseggiano sempre, da quelle basilari come cibo e acqua a quelle incentrate sul futuro, come la formazione. Nonostante ciò, come spiega Ascani, “i ragazzi di strada si proiettano sempre verso il futuro e verso i propri sogni”. CVM aiuta i ragazzi a costruire il proprio futuro accompagnandoli in un contesto comunitario. “Stiamo cercando di dare una risposta ai ragazzi di strada” commenta Ascani “creando comitati cittadini con cui si interagisce e si crea un contatto con la comunità, che risponde positivamente”.

Se il lavoro svolto da CVM sembra essere una goccia nel mare, in realtà ci sono moltissime realtà che si sono aggiunte e tanti progetti da fare.

Uno di questi è la partenza della campagna delle uova di Pasqua per aiutare i bambini di strada etiopi a tornare a scuola. Con un'offerta minima di 10 euro è possibile ordinare il proprio uovo da ricevere direttamente a casa (per ordini donazioni@cvm.an.it).

È Luca Vagnoni a spiegare meglio la campagna delle uova: “la campagna di Pasqua è partita con varie collaborazioni, principalmente con le parrocchie e con le scuole, in cui gli studenti sono sensibili all'aiutare i propri coetanei ad andare a scuola dall'altra parte del mondo, in più ci sono collaborazioni con le associazioni sportive e teatrali che hanno il desiderio di sostenere la causa”. Domenica prossima si potranno già acquistare le uova di Pasqua a Porto Sant'Elpidio nelle parrocchie della Corva e San Pio X, a Macerata e Ancona.

“Ad oggi ci sono due volontari fissi in Etiopia, ma abbiamo spazio per il servizio civile all'estero”. Finora sono stati circa 70 i giovani che hanno usufruito di quest'opportunità per un progetto di lavoro, come lavorare per la croce rossa, per le nazioni unite o rimanere all'interno della comunità e diventare coordinatori dei progetti.

Per chi volesse avvicinarsi a questo mondo il CVM è sempre aperto.



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Questo è un articolo pubblicato il 05-03-2024 alle 15:13 sul giornale del 06 marzo 2024 - 174 letture






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