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San Marco: Dal progetto Viva Vittoria, il centro sociale con il fare a maglia cerca una rinnovata comunità

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di Alessia Palloni

fermo@vivere.it


Fermo – Sabato 10 marzo si svolgerà la prima edizione marchigiana del progetto Viva Vittoria, che arriva a Fermo grazie alla mediazione del centro sociale San Marco. Il centro si pone ora come obiettivo quello di creare e favorire legami all’interno della comunità grazie a serate di aggregazione, partendo proprio dal fare a maglia, e dall’arte del ricamo, oggetto della prima serata di incontri che ha avuto luogo lo scorso venerdì sera.

Viva Vittoria Fermo ha coinvolto 43 associazioni locali, oltre a un numero non precisato di volontari, che hanno realizzato dei quadroni in maglia. I quadroni verranno cuciti insieme per realizzare le coperte che saranno esposte domenica 10 Marzo in Piazza del Popolo. 1786 sono le coperte fino ad ora realizzate grazie a circa 7400 quadroni raccolti.

Nella serata di venerdì, in una sala piena, la psicologa Dott.ssa Marrozzini Maria Cristina e Maria Rita Faleri, ricercatrice e maestra di ricamo (nonchè socie dell’associazione Il filo che conta) hanno approfondito la tematica del benessere psico fisico in relazione al saper fare. In particolare ai benefici del ricamo, richiamando l’attività alla base del progetto Viva Vittoria.

“Far svolgere attività manuali a determinate tipologie di pazienti aiuta a migliorare la capacità di attenzione, di memoria e anche problem solving. Anche a livello chimico si possono notare degli effetti benefici, come l’aumento di dopamina e serotonina, e diminuisce il cortisolo, ormone che fa aumentare lo stress” spiega la Dott.ssa Marrozzini.

Il ricamo è dunque un’attività mentale che aiuta a stare meglio. La Dott.ssa ha ripercorso le tappe storiche della nascita della terapia occupazionale: ovvero le attività di cucito che venivano assegnate, negli anni delle guerre, ai soldati gravemente feriti e mutilati ricoverati. Cucire, ricamare, probabilmente aiutava a relazionarsi con i punti di sutura. E permetteva ai soldati di partecipare alle attività di produzione e mantenimento della famiglia.

Grazie all’associazione “Il filo che conta”, i presenti hanno anche avuto modo di scoprire la storia e le particolarità delle industrie femminili di prodotti tessili marchigiani. Un percorso storico per scoprire e ricreare antichi e vecchi ricami, mantenendo viva nel tempo la storia e la tradizione dei lavori al femminile, come un filo conduttore che lega passato e presente, e unisce tanti appassionati del ricamo in generale.

Le donne marchigiane, specialmente coloro che vivevano nelle campagne, all’epoca dello Stato Pontificio, erano impegnate a rammendare le tuniche per i prelati, e creare ornamenti per le parrocchie. Alcuni lavori e tecniche sono ancora molto famosi, come il merletto di Offida, o il gigliuccio (nato proprio a Fermo) , un punto di ricamo di antica scuola marchigiana, molto usato per bordare ed ornare soprattutto per lo più di biancheria da letto, la tovaglieria, ma anche oggetti d'arredamento.

Il Centro Sociale San Marco, si concentra su un dopo Viva Vittoria:

“ Stiamo cercando un elemento che unisca le persone per creare nuovi legami e rafforzare la comunità, e pare che il ricamo abbia unito decine di persone”, così Claudio Monterubbiano, direttore del centro sociale San Marco.

L’appuntamento di Viva Vittoria Fermo è per domenica 10 marzo, l’evento inizierà alle ore 9.00, alle 11.00 i saluti istituzionali, e dalle ore 12.00 si terranno, fino alle ore 18.00, esibizioni musicali:

  • Ore 12.00 Marica Baldoncini, Francesca Petitto al clarinetto, Prof.ssa Teresa Spagnuolo cl basso.
  • Ore 15.30 Andrea Mancuso – Sax Soprano, Vincenzo Tisi – Sax contralto, Simone Tenerelli – Sax tenore, Lorenzo Lupo -Sax baritono.
  • Ore 18.00 PJE – Pergolesi Jazz Ensamble

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Questo è un articolo pubblicato il 03-03-2024 alle 12:10 sul giornale del 04 marzo 2024 - 490 letture


Alessia Palloni




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