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Fermo: l’opera della pittrice fermana Lucia Ricci torna a Palazzo dei Priori grazie a Coop Alleanza 3.0 e Fondaco. «Restituiamo dignità all’arte femminile»

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da Silvia Cotechini


Esce dall’ombra e torna a splendere l’opera di Lucia Ricci, orgoglio per i Musei di Fermo. Il merito è di Coop Alleanza 3.0, Fondaco e della restauratrice Francesca Ascenzi.

Una donna che restaura l’opera di un’altra donna. Francesca che riporta in vita Lucia.

Il ritorno della pala d’altare “Madonna in gloria fra San Romualdo e Santa Scolastica” al Palazzo dei Priori è simbolo di un importante riscatto. La sorte che è toccata alla pittrice fermana Lucia Ricci è la stessa di molte altre artiste, soprattutto nel 1700. «All’epoca il patrimonio artistico femminile subì un oblio forzato – ha spiegato Micol Lanzidei, assessora alla cultura – Riportando in vita quest’opera vogliamo restituire dignità a questi talenti forzatamente cancellati». Le donne hanno sempre fatto arte. È un concetto che da un po' viene ripetuto a Fermo: anche nella conferenza stampa di ieri, a cura del conservatorio Pergolesi, si è parlato del recupero della ricchezza artistica femminile nella musica attraverso un evento che si terrà proprio l'8 marzo: un concerto pensato per onorare le compositrici locali spesso dimenticate dalla storia.

Tornando alla pala, il restauro è rientrato nell’iniziativa “Opera tua” di Coop Alleanza 3.0 dedicata al recupero e alla valorizzazione dei capolavori locali nei territori di competenza della Cooperativa. Meri Marziali, consigliera di amministrazione di Coop Alleanza 3.0, ringrazia Fondaco che ha creduto nell’importanza di questo progetto condividendone l’aspetto etico e sociale. «In questo caso ci siamo impegnati per il recupero del patrimonio storico e artistico del territorio puntando sull’inclusione con una declinazione di genere». Si è unito alle parole di Marziali Enrico Quarello, direttore di Coop Alleanza 3.0, che ha portato un breve saluto rivolgendo un ringraziamento ai soci.

La funzionaria dei Musei di Fermo, Francesca Giagni, ha specificato che questa non è la prima collaborazione con Coop e Fondaco e spera non sia l’ultima. Giagni crede che il pubblico e il privato debbano collaborare per garantire una crescita del patrimonio artistico e culturale del territorio.

Dopo il ringraziamento alle realtà che hanno preso parte all'iniziativa, il Sindaco Paolo Calcinaro ha introdotto la vera novità: il processo di restauro è stato aperto al pubblico. Approfondisce la restauratrice Francesca Ascenzi: «Di solito il restauro avviene in un laboratorio, in privato, per questo il lavoro del restauratore rimane avvolto da un velo di mistero. Da qui nasce l’idea di permettere al pubblico di assistere alle varie fasi del restauro. Si tratta perlopiù di una pulizia di un’opera che non è stata “spolverata” da secoli». La restauratrice ha pulito totalmente il capolavoro, ha stuccato delle lacune (parti con una mancanza di colore) e successivamente ha proseguito con un ritocco pittorico. La parte forse più difficile del processo è stata aggiustare la cornice, quasi completamente staccata, ma il risultato è impressionante.

Terminato il grande lavoro di Ascenzi, la pala è stata posta nella Sala del Seicento e aperta alla visita del pubblico. Si tratta però di una collocazione provvisoria: una volta terminata la mostra Ligabue-Pende che occupa il primo piano, l’opera di Lucia Ricci tornerà nel suo sito d’origine, nella Sala Gialla (Sala Stemmi).

Approfondimento su opera e autrice:

Madonna in gloria fra San Romualdo e Santa Scolastica” è la pala d'altare proveniente dalla chiesa del monastero femminile di San Giuliano di Fermo. Tra quelle conservate nella raccolta della città è l'unica opera sicuramente attribuibile a una pittrice ed è esposta al primo piano di Palazzo dei Priori. L'iconografia è quella vicina al contesto originario del monastero legato alla spiritualità avellanita, a cui è riconducibile il san Romualdo, mentre santa Scolastica si configura come ideale protettrice della comunità femminile. L’autrice del capolavoro è Lucia Ricci (1696 – 1789) pittrice del Settecento, che svolse la sua attività interamente tra le mura della bottega di famiglia, circondata da uomini (il padre, il fratello, il cugino). La sua vita trascorse tra bottega e casa dove il suo compito era quello di accudire la madre. La libertà dagli obblighi del matrimonio permise a Lucia di perseguire la via della pittura. Un dipingere omogeneo, lineare, come se la donna avesse lavorato proprio per cercare una perfezione.


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Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2024 alle 16:11 sul giornale del 03 marzo 2024 - 598 letture






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