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Auditorium Della Valle: a Incipit Danilo Procaccianti di Report racconta la mafia e il suo lavoro

3' di lettura
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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


A trent'anni dalla morte di Don Puglisi, il libro che ne racconta la storia. Ospite alla rassegna Incipit, Danilo Procaccianti e il libro “Il prete contro la mafia” (DeAgostini) intrattiene il pubblico parlando di giornalismo d'inchiesta.

Sono Giovanna Taffetani e Marisa Colibazzi, ideatrici della rassegna Incipit, promossa dall'associazione Santa Croce, a presentare il quinto appuntamento, che vede ospite Danilo Procaccianti, il giornalista d'inchiesta noto per la sua collaborazione con Report.

Nonostante i premi ricevuti, tra cui il Premio Ilaria Alpi, parla con modestia e umiltà ad un pubblico numeroso e attento, raccontando i retroscena del suo lavoro e di un mondo che è solo apparentemente lontano dal quotidiano: quello della mafia.

Ogni giorno si compiono atti mafiosi – spiega Procaccianti – e in un certo senso ne siamo tutti responsabili, come ogni volta che parcheggiamo in doppia fila, ci voltiamo dall'altra parte di fronte a un'ingiustizia o quando sfruttiamo una conoscenza politica per un tornaconto personale”.

Il giornalista conobbe la mafia da adolescente, quando a 16 anni un centinaio di ulivi di proprietà di suo padre vennero abbattuti durante una notte senza alcun motivo e al loro posto trovò una croce. “Quel fatto mosse qualcosa in me e decisi di ribellarmi a questi gesti, usando le mie facoltà ovvero raccontandoli”. Per questo motivo realizzò il suo sogno di bambino, fare il giornalista. Non si definisce un eroe, “sto solo facendo il mio lavoro” dice con umiltà, eppure ogni giorno si batte affinché la verità venga a galla.

Entrando nella storia di Don Puglisi, il noto prete cercava di parlare in modo diretto sia ai ragazzi che ai mafiosi, creando delle alternative alla vita della strada, creando un'opportunità per i giovani e distruggendo la mafia dal basso. Dopo una seria ricerca e dopo aver parlato con le persone che lo hanno conosciuto, il giornalista si è “proiettato nella sua vita” e ne ha raccontato i fatti. Oggi ne parla con i ragazzi nelle scuole, occupandosi di una missione simile a quella del compianto Puglisi. “Quando parlo a duecento ragazzi vedo nei loro occhi la curiosità e la voglia di conoscere, e se almeno uno di quei tanti un giorno vorrà ribellarsi, non potrò chiedere altro”.

Procaccianti insegna ai ragazzi la ribellione, intesa come prendere il diritto di parola nei casi in cui qualcosa non vada per il verso giusto.

Maneggia le parole come un'arma, Danilo Procaccianti, sapendo di avere nelle sue mani una grande responsabilità. “Il giornalismo d'inchiesta ti permette di incidere”, dice con orgoglio, mentre dalla sua voce esce tutta la passione di quest'avventura quotidiana, fatta di successi, di mesi di verifiche su dati e persone, di preoccupazione, di appostamenti e di rischi.

“Pensare che Ilaria Alpi fu uccisa per la verità mi fa tremare i polsi”, confida al pubblico, “però quando un politico scappa di fronte ad una nostra domanda, so che stiamo facendo bene il nostro lavoro, e non c'è niente di meglio”.




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Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2024 alle 20:19 sul giornale del 03 marzo 2024 - 272 letture






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