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Ispettorato del Lavoro: Provincia e Comune di Fermo chiedono una sede in città

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


Fermo è uno dei pochi capoluoghi di provincia in Italia senza una sede dell'Ispettorato del Lavoro, nonostante ci sia uno uno dei distretti industriali più importanti d'Italia e gli infortuni sul lavoro siano un'emergenza crescente. Esistono le condizioni per ottenerlo perché il Governo sta varando un potenziamento degli organici e una riorganizzazione sul territorio.

In questi giorni il Consiglio dei Ministri sta deliberando un importante potenziamento dell'organico nazionale degli Ispettorati del Lavoro; inoltre saranno varate nuove normative che renderanno più efficace il loro operato.
Il problema degli infortuni sul lavoro, lungi dall'essere risolto, negli ultimi anni non è stato neanche arginato, al contrario purtroppo si è aggravato. Anche nel Fermano recentemente si sono verificati eventi gravi e luttuosi dovuti alla presenza di numerose attività imprenditoriali di tutte le dimensioni, soprattutto medio piccole e quindi con meno controlli e rispetto di norme e prudenza.

Per questo motivo Provincia e Comune di Fermo si stanno muovendo per ottenere un potenziamento del servizio sul proprio territorio attraverso l'apertura anche nel capoluogo di un ufficio dell'Ispettorato Territoriale di Ascoli-Fermo che oggi ha una sede solo ad Ascoli.
"Come Provincia e Comune di Fermo faremo insieme una prima interlocuzione con il Ministero del Lavoro, poi sfrutteremo i canali diretti che abbiamo con il Governo per verificare la fattibilità della cosa" ha reso noto il Presidente della Provincia di Fermo, Michele Ortenzi. Sulla stessa falsariga anche il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro che è anche vice presidente della Provincia.

Fattibilità e condizioni ci sono tutte. In Italia gli Ispettorati Territoriali del Lavoro sono un sessantina, molti di essi sono competenti per due province: è il caso di Chieti-Pescara, di Livorno-Pisa, Prato-Pistoia, Parma-Reggio Emilia, Ravenna-Ferrara e tante altre; quindi sono unite anche città e province piuttosto grandi. In tutti questi casi però, pur essendo unica la direzione territoriale, è presente un ufficio operativo in entrambi i capoluoghi. Ci sono sedi anche ad Isernia, Oristano e Matera, province in cui la concentrazione di attività imprenditoriali è assai inferiore che nel Fermano dove è presente uno dei distretti industriali (cappello e calzatura) più importanti d'Italia.

A Fermo un piccolo ufficio è stato aperto ma per pochi anni, solo ad iniziativa di una dirigente dell'epoca, poi andata in pensione e l'ufficio fu chiuso. Oggi non c'è nulla, e gli ispettori vengono sempre da Ascoli, sede lontana più di 70 chilometri, con collegamenti stradali non agevoli, rispetto alle zone con più densità di attività produttive. Nonostante ciò operano sempre benissimo e con ottimi risultati, come dimostrano le cronache, ma in un ambito come questo non c'è mai limite al meglio e gli infortuni purtroppo aumentano. Anche i Carabinieri del Nucleo Tutela Lavoro provengono da Ascoli, sempre supportati da colleghi del Comando Provinciale di Fermo. Dovrà quindi essere istituito un Nucleo Lavoro per l'Arma anche a Fermo per rendere il tutto ancora più capillare ed efficace.

Negli ultimi anni la Direzione Nazionale dell'Ispettorato del Lavoro sta varando continue riorganizzazioni della propria struttura sul territorio; ora si prevede anche un incremento degli organici. Esistono quindi tutte le condizioni per ottenere anche nel Fermano un potenziamento della struttura vicino al territorio che deve essere controllato.
Dei pochi tasselli mancanti della Provincia l'Ispettorato del lavoro è sicuramente il servizio più importante e utile per il territorio.

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Questo è un articolo pubblicato il 27-02-2024 alle 12:05 sul giornale del 28 febbraio 2024 - 1124 letture


Paolo Bartolomei




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