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comunicato stampa

Porto San Giorgio: cade a causa di una buca ma il Comune ribalta la sentenza, cittadino condannato a restituire il risarcimento

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Comune di Porto San Giorgio 


Non paga e si oppone nuovamente in tribunale ma perde ancora ed il debito sale.

Alla fine del 2021 avevamo dato la notizia che, con l'avvocato Giugni, il Comune era riuscito a ribaltare la sentenza del giudice di pace che, per un fatto risalente al 2013, aveva condannato l'ente a risarcire con 7mila euro un cittadino caduto a causa di una buca sul lungomare Gramsci.

Il cittadino aveva citato il Comune chiedendo un cospicuo risarcimento danni dopo essere caduto rovinosamente a terra camminando sul lungomare centro di prima mattina.

Complice, per l’appunto, una buca. L’Ufficio legale del Comune avviava l’istruttoria e, non trovando alcuna buca, ma soltanto la naturale morfologia delle betonelle di cui il marciapiede si compone, respingeva la pretesa, tenuto anche conto dell’”ampia visibilità dei luoghi” .

Nel 2017 il Comune era stato citato davanti al giudice di pace e condannato a pagare 7 mila euro tra risarcimento e spese legali ma poi, su appello del Comune, il Tribunale aveva riformato la sentenza e condannava il Cittadino a restituire il risarcimento ricevuto dal Comune in primo grado (comprese le spese del suo avvocato), e le spese di soccombenza di primo e secondo grado. In definitiva un credito per il Comune di circa 12.000 euro.

In estrema sintesi, l’ovvio principio, confermato dalla decisione del Tribunale di Fermo era il seguente: “..La visibilità della buca – per la coeva luminosità naturale dello stato dei luoghi – può far degradare la buca medesima a semplice occasione dell’evento, da imputarsi causalmente al distratto pedone”.

In tema di danni personali derivanti da cose in custodia e subiti in esito ad una caduta, il danneggiato non è tenuto ad essere risarcito dal custode qualora l'evento dipenda da una sua distrazione, da una sua imprudenza ovvero da una situazione di pericolo prevedibile, rispetto alla quale il pedone avrebbe dovuto tenere la massima attenzione.

La sentenza non veniva impugnata e quindi passava in giudicato.

In assenza di spontanea restituzione dei denari il Comune era stato inoltre costretto ad iniziare la procedura esecutiva e qui, ulteriore colpo di scena.

La controparte, su consiglio del proprio difensore, opponendosi all’esecuzione trascinava nuovamente in Tribunale il Comune.

Arriviamo così ai nostri giorni.

Il Tribunale di Fermo, con sentenza di questi giorni, ha dato nuovamente ragione al Comune di Porto San Giorgio ed oggi il privato, oltre a dover restituire 12.000 euro oltre interessi e spese di procedura esecutiva, dovrà inoltre pagare le spese di soccombenza dell’ulteriore giudizio pari a circa 5.000,00 euro per un complessivo di circa 18.000 euro.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2024 alle 12:51 sul giornale del 25 febbraio 2024 - 574 letture






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