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Fermo: contratti di lavoro fittizi per ottenere permessi di soggiorno. 33 denunciati

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di Redazione Vivere Fermo

fermo@vivere.it


Nell’ambito dell’operazione denominata “Virtual work” i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Fermo hanno deferito all’Autorità Giudiziaria 3 soggetti di nazionalità cinese, riconducibili a due ditte individuali operanti nell’ambito del distretto calzaturiero, per aver stipulato contratti di lavoro totalmente fittizi nei confronti di cittadini cinesi, ai fini dell’ottenimento illegale del rinnovo del permesso di soggiorno.

Gli accertamenti condotti dalle fiamme gialle fermane, anche sulla scorta di una pregressa attività svolta dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ascoli Piceno, unitamente all’I.N.P.S. di Fermo, hanno permesso di disvelare un sistema fraudolento, messo a punto dalle due ditte in parola, per poter ottenere illecitamente il rinnovo dei permessi di soggiorno a favore di alcuni soggetti, non residenti da tempo nella provincia fermana e/o che non lo sono mai stati e, comunque, in gran parte attualmente irreperibili. In sede di accesso aziendale, era stata constatata la contemporanea operatività delle due ditte individuali all’interno di un unico stabile, nonché la presenza di 10 lavoratori, a fronte di un numero di gran lunga maggiore di dipendenti formalmente assunti e dichiarati da entrambe le aziende. Tale numero, già in sede di accertamenti preliminari, era apparso spropositato rispetto alle realtà aziendali ed al volume d’affari dichiarato dalle stesse. Le indagini svolte dalla Guardia di Finanza hanno appurato che i titolari delle imprese, attraverso fittizie assunzioni, hanno permesso a 28 connazionali di ottenere illecitamente, dalle Questure di Fermo e di Macerata, il rilascio del rinnovo del permesso di soggiorno per permanere nel territorio italiano, mediante presentazione di falsa documentazione attestante il proprio rapporto di lavoro subordinato, ma senza aver mai realmente prestato servizio presso le due aziende. Inoltre, due dei dieci lavoratori riscontrati, sono risultati del tutto privi di documenti identificativi, mai censiti dall’ufficio immigrazione e pertanto sprovvisti di valido titolo per il soggiorno e la permanenza sul territorio dello Stato. I finanzieri, dopo aver sentito in atti i lavoratori rinvenuti in sede di accesso, aver esaminato la documentazione



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2024 alle 10:27 sul giornale del 23 febbraio 2024 - 98 letture


Redazione VivereFermo




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