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Porto San Giorgio, Vesprini: “Tamerici malate. La regione ha rigettato la richiesta del Comitato di monumentalità delle piante. Ora valutiamo se ripiantarle o sostituirle”

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di Luigi De Signoribus

fermo@vivere.it


Arriva puntuale la relazione della Regione che chiarisce ogni dubbio sullo stato di salute e di conservazione delle 59 tamerici poste nel mezzo delle due carreggiate zona lungomare sud, protagoniste ormai di una lunga diatriba tra il comune e i vari comitati ambientalistici.

Si legge dalla relazione, infatti che le piante in questione “data l'età, lo stato fitosanitario decisamente scadente, presentano vistosi e numerosi carpofori di specie fungine che causano cavità nei fusti, principale e secondari”. In altre parole, le tamerici presentano difetti strutturali, sia al fusto che alla chioma, che si evincono da numerosi problemi quali la necrosi, la degradazione, la carie del legno e la fragilità dei tessuti legnosi.

All'esito dell'istruttoria, dei pareri e del sopralluogo nella zona dove sono posizionate le tamerici da parte della forestale, della regione e della soprintendenza, avvenuto in data 13 febbraio, è stato riscontrato dalla stessa Giunta regionale per il dipartimento sviluppo economico direzione agricoltura e sviluppo rurale che “vi è una mancanza di tutte le caratteristiche di monumentalità previste dalla definizione contenuta nella legge forestale regionale 23 febbraio 2005 n.6; una incoerenza dato il notevole differenziale negativo circa la monumentalità ed il pregio forestale, ambientale, paesaggistico e storico-culturale del filare proposto, e uno stato fitosanitario molto precario degli esemplari”. A ciò si aggiunge anche il parere dello stesso Ministero della Cultura che sottolinea un impianto relativamente recente del filare delle tamerici il quale “non ripropone un viale alberato storico e che presenta, nel suo complesso, una valenza paesaggistica non elevata”.

Ad aver fatto richiesta di monumentalità presso la Soprintendenza è stato il Comitato per il Lungomare di Porto San Giorgio che a lungo si è opposto alla volontà dell'amministrazione comunale di voler rimuovere e ripiantare (quelle ripiantabili) le famose tamerici, in virtù del progetto avviato di riqualificazione dell'intero lungomare Gramsci, posto in essere dalla ricezione di 4 milioni di euro di fondi provenienti dal Pnrr. “L'accanimento terapeutico del Comitato – commenta il Sindaco Vesprini – ha dimostrato quella che è la realtà dei fatti, ovvero che le piante sono malate e, nello stato precario in cui versano, contribuiscono a peggiorare la loro stessa condizione. Queste piante si stanno avviando verso la fine del loro ciclo di vita”. “La risposta che ci è arrivata dalla regione – seguono le parole dell'assessore all’ambiente Fabio Senzacqua - ci ha portato in maggioranza a riflettere sul destino di queste piante. È conveniente adesso trapiantarle in un'altra zona visto il loro stato o è necessario sostituirle con piante nuove? E ancora, se si decide per la sostituzione, su quali piante può ricadere la scelta?”

Al vaglio dell'amministrazione che, comunque, ribadisce di aver fatto tutto il possibile per salvare le tamerici oggetto della relazione, vi è dunque la possibilità di decidere se continuare ad investire ancora su di esse cercando di curarle o rimpiazzarle del tutto. “Voglio far presente che – la chiosa di Vesprini – anche nelle precedenti amministrazioni sono stati rimossi alcuni esemplari e adesso si capisce il perché. Non si tratta più ora di decidere se lasciare le tamerici dove sono o spostarle poiché, se anche nel progetto di riqualificazione del lungomare fosse rimasto lo spartitraffico, le piante sarebbero state in ogni caso rimosse da quella zona, data la struttura radicale degli alberi, sproporzionata rispetto al terreno su cui si ergono, e lo stato conservativo degradato delle stesse. Credo che questa scelta sia diventata, oramai, più una questione politica che ambientale”.



Questo è un articolo pubblicato il 16-02-2024 alle 12:57 sul giornale del 17 febbraio 2024 - 150 letture






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