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“Neve” di Simone Riccioni: al film contro il bullismo il sostegno del territorio e della BCC Ripatransone e Fermano

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di Danilo Monterubbianesi

fermo@vivere.it


«Noi non siamo responsabili solo per quello che facciamo, ma anche per quello che non facciamo». Presentato oggi 16 febbraio nella sede fermana della BCC Ripatransone e Fermano, “Neve”, il nuovo film di Simone Riccioni, in uscita nelle sale dal 7 marzo e in anteprima il 5 marzo al Multiplex Super8 di Fermo. Una storia di bullismo, di ragazze e ragazzi; ma anche degli adulti che li circondano, e per gli adulti, perché il bullismo e le prevaricazioni – purtroppo – non conoscono età, ma un rimedio sì, e ognuno di noi può fare la sua parte.

«L’idea nasce da una brutta storia di vita», spiega Simone Riccioni, attore protagonista e regista della pellicola, «dopo essere arrivato qui in Italia dall’Africa, dove sono nato, da genitori missionari, per quattro anni sono stato bullizzato; e durante il Covid, stando a casa in camera mia, il sentimento che ho provato in quegli anni è tornato fuori, e ho iniziato a scrivere questa storia». Ed è la storia di una bambina di dieci anni, Neve, dalla vita difficile, che di fronte a ostacoli più grandi di lei sceglie di non parlare più. A rompere gli equilibri l’incontro con l’attore Leonardo – interpretato da Riccioni – e il suo laboratorio di teatro. «Purtroppo il bullismo capita, non te lo scegli, e capita anche tra gli adulti, quindi è importante che vadano al cinema non solo i ragazzi, ma anche i loro genitori; ed è importante far passare il messaggio che chi non fa nulla, chi non aiuta la persona in difficoltà, vittima di queste violenze, è bullo tanto quanto il bullo stesso». Ed è questo il senso della frase iniziale, secondo Riccioni, una delle più importanti del film.

«La richiesta di Simone Riccioni all’inizio ci aveva spiazzati» afferma il notaio Alessandro Mori, consigliere amministrativo della BCC di Ripatransone e del Fermano, «perché è strano per una piccola realtà prendere parte alla produzione di un film; ma il suo progetto ci ha convinto fin da subito e ne siamo entusiasti». «Inoltre – continua Mori – il tema del film si sposa con l’obiettivo della banca di essere vicini al territorio e alle famiglie»; ciò provato dallo stesso Art. 2 del suo statuto, come spiega il direttore della BCC Guido Verdecchia, nel quale si legge che «la banca deve collaborare al sostegno del bene comune».

Oltre alla sensibilizzazione per ragazze e ragazzi sul tema del bullismo e delle violenze, presa a cuore da quasi 150 scuole che in tutta Italia parteciperanno alla proiezione del film, il Questore Francesco Costantini ricorda che «il bullismo è un fenomeno onnicomprensivo, che comprende una serie di atti di prevaricazione eseguiti da una persona nei confronti di un’altra, basata sul consenso di chi sta intorno, perché senza consenso il bullo non è niente. Per questa sua natura non è un fatto solo di ragazzi: è sempre esistito, e tra gli adulti può prendere le forme di nonnismo o di mobbing,ma sempre di bullismo si tratta». Tutte ragioni che hanno portato l’opera ad avere il prezioso patrocinio della Questura di Fermo.

Ringraziamenti a Riccioni e al sostegno della BCC Ripatransone e Fermano arrivano anche dall’assessore alla cultura del Comune di Fermo Micol Lanzidei, «perché il cinema è veicolo di messaggi importanti, un attrattore di emozioni, un luogo di aggregazione – perché ci andiamo con gli amici, con i nostri cari, e ci fermiamo a parlare, a discutere – e un’occasione per promuovere il nostro territorio. Va sostenuto il cinema, vanno sostenute tutte le maestranze che vi sono dietro, e va sostenuto andando al cinema».


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Questo è un articolo pubblicato il 16-02-2024 alle 18:43 sul giornale del 17 febbraio 2024 - 256 letture

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