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Nuovo ponte sull'Ete, Vesprini: «No ho mai pensato di dare un nome al ponte»

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di Paolo Bartolomei
fermo@vivere.it


PORTO SAN GIORGIO - "Ho solo subito la vicenda" dice il sindaco di Porto San Giorgio. Peraltro le proposte avanzate, da comitati o da singoli, sono talmente numerose che è meglio scontentare tutti che qualcuno. E poi nessun ponte ha un nome, perché... scontentare gli altri ponti e privilegiare questo?


Anche il sindaco di Porto San Giorgio Valerio Vesprini la pensa come il primo cittadino di Fermo Paolo Calcinaro sul fatto che non è il caso di dare un nome al nuovo ponte ciclopedonale alla foce del fiume Ete tra Porto San Giorgio e Santa Maria a Mare.

«Io non avrei mai pensato di dare un nome a quel ponte - le parole del primo cittadino sangiorgese - come ho già riferito in consiglio comunale la vicenda l'ho subita, prima perché il mio predecessore Nicola Loira, insieme a Paolo Calcinaro, sembravano intenzionati a dare un nome, mentre adesso Calcinaro ci ha ripensato. A questo punto la cosa migliore da fare è non fare niente: viste le numerose proposte e le tante aspettative popolari su questa intitolazione, qualsiasi scelta faremmo andrebbe a scontentare qualcuno. Considerato che il sindaco di Fermo ha deciso di non dare alcun nome al ponte, non avrebbe senso per Porto San Giorgio una decisione diversa: che facciamo intitoliamo solo mezzo ponte?».
Pertanto anche il primo citadino sangiorgese chiude chiaramente a qualsiasi ipotesi di intitolazione dopo le affermazioni del sindaco di Fermo pochi giorni fa.

L'idea di dare un nome all'infrastruttura venne ai due sindaci tre anni fa (per Porto San Giorgio all'epoca era Nicola Loira) in occasione del funerale di Felice Chiesa, molto probabilmente sull'onda dell'emozione del momento, anche perché tanti erano convinti che l'imprenditore fosse stato ingiustamente sottoposto a indagini giudiziarie, sequestro del suo campeggio Riva Verde e processo, terminati poi con l'assoluzione due anni prima della sua morte. Questo ha creato un'aspettativa popolare a favore di colui che nel dopoguerra fu in zona il pioniere del camperismo.

Anche gli eredi dei conti Salvadori hanno suggerito di intitolare il ponte ai loro illustri antenati che tra la fine del Settecento e dell'Ottocento realizzarono le gigantesche opere di bonifica e colmate sul litorale che hanno reso possibile lo sviluppo di Porto San Giorgio e Marina Palmense (Luigi junior, il padre Melchiorre, lo zio Tommaso e il nonno Luigi senior).
L'idea del nome Salvadori è sostenuta anche da alcuni cittadini che nei giorni scorsi sembra abbiano protocollato una richiesta ad entrambi i comuni.

Il giornalista e storico Adolfo Leoni ha proposto il nome del Beato Antonio Grassi, santo sacerdote fermano legato al vicino santuario di Santa Maria a Mare.
Italia Nostra consigliò il nome di Enrico Mattei, per il quale invece - a nostro sommesso parere - sarebbe più adatta una zona industriale. Qualcuno è arrivato a proporre Pertini, Mandela e adddirittura Berlusconi.
Di tutte le idee, sempre a sommesso parere di chi scrive, forse quella dei Salvadori sembra la più calzante, perchè senza di loro oggi non staremmo qui a scrivere di tutto ciò e non sarebbero mai esistiti i numerosi camping in riva al mare.

Inoltre c'è da considerare che secondo la legge per una formale delibera comunale di intitolazione di un luogo devono passare almeno dieci anni dalla morte, la Prefettura può concedere deroghe solo in caso di personaggi di grande importanza e di fama nazionale e non è il caso di Felice Chiesa.

Per sostenere queste proposte si sono formati addirittura dei comitati popolari; pertanto, arrivati a questo punto, qualsiasi decisione scontenterebbe molti. Meglio alla fine scontentare tutti, senza discriminare nessuno.
Peraltro in zona nessun ponte ha un nome, perché darlo a questo, commettendo... disparità di trattamento per gli altri?
L'infrastruttura continuerà a chiamarsi semplicemente ponte ciclopedale alla foce del fiume Ete, poi ognuno in cuor suo se lo chiamerà come vuole e a proprio piacimento, meglio no? Importante è che sia stato fatto, con tanti decenni di ritardo rispetto a quello che sarebbe servito, ma adesso c'è.

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Questo è un articolo pubblicato il 09-02-2024 alle 11:48 sul giornale del 10 febbraio 2024 - 948 letture


Paolo Bartolomei




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