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La nostra Terra. E la sua difesa. Il Manifesto degli Antichi sentieri - Nuovi cammini

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di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


I trattori hanno fatto marcia indietro: tornano nelle rimesse delle tante aziende agricole di gran parte del Vecchio Continente. Anche l'Europa ha messo la retromarcia: tolte le limitazioni sui fitofarmaci. Il Governo italiano ha gongolato. Gli agricoltori l'hanno spuntata. La terra sarà più produttiva, i prodotti agricoli saranno posti in grado di competere con quelli extra UE. Ma la terra va comunque difesa. E l'impegno prima che politico è civile, sociale, personale.

L'Associazione montegiorgese Antichi sentieri – Nuovi cammini ha rispolverato il Manifesto già emesso nel 2013. Si tratta di un decalogo che fu ben accetto e poi firmato dai piccoli produttori agricoli, da allevatori di bestiame, dagli operatori turistici, dai gestori di trattorie. Da tutta quella filiera che con la campagna ha a che fare.

Il manifesto è una chiamata alla responsabilità personale. Ognuno ne sente l'obbligo. Così recita il documento: Mi impegno a difendere la nostra campagna e ad incrementare le colture legate alla Dieta mediterranea; mi impegno a realizzare un menù turistico che presenti le specificità della Dieta; mi impegno a coinvolgere e valorizzare i vecchi che sono depositari di ricette tradizionali;

mi impegno a fare dell'accoglienza e dell'ospitalità non una tecnica ma un moto del cuore; mi impegno a ricercare i prodotti della nostra terra e valori le Denominazioni Comunali (De.Co.); mi impegno a creare filiere cortissime ed occasioni particolari dove gli agricoltori e i piccoli produttori agro-alimentari abbiano le possibilità di presentare e vendere i propri prodotti; mi impegno per la salvaguardia dei nostri borghi. Luoghi dove è ancora possibile condurre una Buona Vita; mi impegno a sostenere quelle associazioni che riscoprano gli antichi sentieri; mi impegno perché torni il senso vero della festa come componente necessaria del sentire comunitario; mi impegno perché la nostra e le future generazioni non abbiano più a violentare la nostra Terra di Marca.

Il Manifesto, con dieci anni sulle spalle, viene rilanciato come spunto e suggerimento in vista delle nuove leggi del consiglio regionale riguardanti i menù tipici e le denominazioni comunali, e come opportunità per la legge già in campo sul benessere.

Il documento sarà prossimamente presentato nel Fermano in occasione di un convegno in via di preparazione.



Questo è un articolo pubblicato il 09-02-2024 alle 11:48 sul giornale del 10 febbraio 2024 - 50 letture


adolfo leoni




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