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Porto San Giorgio, Lauro Salvatelli: “Mai preso cagnotte e tangenti. La giustizia mi ha dato ragione"

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di Luigi De Signoribus

fermo@vivere.it


Assistito dall'avv. Andrea Agostini, l'ex vice sindaco Lauro Salvatelli si è visto confermare l'emissione della condanna nei confronti di coloro che lo hanno falsamente accusato di aver intascato tangenti in merito ad alcuni lavori pubblici posti in essere lo scorso anno, durante il suo incarico di delegato alla viabilità sotto l'amministrazione Vesprini.

I fatti risalgono precisamente ad Agosto 2023, quando, in un video pubblicato sui social, Salvatelli viene attaccato sul suo operato da assessore ai lavori pubblici, essendo discreditata non solo la figura amministrativa che in quel momento ricopre, ma anche la sua persona e venendo additato come un poco di buono. I lavori posti all'attenzione del pubblico social, che daranno il via alla polemica e poi all'accusa, si riferiscono al posizionamento dei catarifrangenti della pista ciclabile, i famosi occhi di gatto per i quali Salvatelli, secondo il suo accusatore, avrebbe speso ventimila euro, all'installazione di tredici ventilatori in una scuola superiore di primo grado, ottantamila euro, e al posizionamento di un semaforo pedonale aggiuntivo zona sud, trentamila euro. “L'accusa fa sottintendere che io - afferma Salvatelli - abbia intascato somme illecite dalla messa in opera di tali lavori pubblici spendendo più di quanto fosse necessario”.

Niente di più falso, come dimostra il decreto penale di condanna nei confronti del protagonista del video e di un secondo uomo, reo di aver commentato la clip con frasi inopportune, emesso in data 02 febbraio 2024, ai quali è stato imposto un risarcimento per danni alla persona. Al primo, condannato per diffamazione aggravata, non sono state concesse attenuanti generiche poiché recidivo; diversa è, invece, la decisione del giudice Teresina Pepe del Forum di Fermo per il secondo uomo cui, invece, sono state riconosciute con un ridotto importo pecuniario.

“Soddisfatto della decisione del giudice. - il commento di Salvatelli – Ho ricevuto accuse ingiuste che hanno screditato me come persona e la mia famiglia. A mio parere, il danno è stato anche provocato alla stessa città di Porto San Giorgio che, con queste false accuse, ci ha rimesso in termini di credibilità. Posso solo dire ora che, durante tutto il periodo del mio incarico, ho sempre agito secondo buon senso e, soprattutto, secondo la legge”. “Incolpare un soggetto pubblico di aver percepito cagnotte e tangenti – continua poi Agostini - è un'accusa molto precisa che, nel caso attuale, si è rivelata del tutto infondata. Inevitabile è stato quindi l'iter penale che ha portato alla condanna dei diffamatori”.

Al vaglio di Agostini e del suo assistito Salvatelli c'è ora la decisione che si possa continuare anche in sede civile. Agli accusatori, invece, la possibilità di fare ricorso entro quindici giorni dall'emissione del decreto di condanna disposto nei loro confronti.




Questo è un articolo pubblicato il 08-02-2024 alle 15:05 sul giornale del 09 febbraio 2024 - 230 letture






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