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Porto Sant'Elpidio: la “Sconfort Zone” di Paolo Camilli è la risposta al bisogno di Empatia

3' di lettura
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di Marina Mannucci
fermo@vivere.it

 


Un infaticabile Paolo Camilli domina la scena senza lasciare allo spettatore un attimo di distrazione. Salta, balla: ogni movimento trasuda energia. Le due date del 4 e 5 febbraio al Teatro delle Api di Porto Sant'Elpidio, esaurite in poco più di 24 ore, hanno confermato l'affetto della città al comico di origini elpidiensi.

“Continuo il mio percorso sul linguaggio, ovvero portare uno spettacolo comico satirico approfondendo delle tematiche – spiega Camilli – in questo spettacolo affronto la tematica delle relazioni a 360 gradi intese come coppia ma non solo, e indago quella che noi crediamo essere una zona di confort che poi in realtà è scomoda”. Lo spettacolo, scritto insieme a Manuela Mazzocchi e con il team creativo composto da Moira Angelastri e Andrea Cappadona, è formato da una serie di sketch comici che indagano l'incomunicabilità relazionale.

Uno spettacolo sulle relazioni e su come scappare da relazioni tossiche, non solo nei confronti degli altri ma anche di se stessi. La prima relazione da accudire è sempre quella con il nostro Io, e Paolo Camilli lo sa bene. Dopo un percorso terapeutico focalizzato sul ricordo e sull'esperienza traumatica, emerge in Camilli una consapevolezza più profonda del proprio vissuto che decide di portare in scena togliendo qualsiasi filtro.

L'attore passa infatti da personaggio a persona in brevi e precisi rimbalzi, da soggetto onirico-immaginario a Paolo, e parla al suo pubblico senza maschere. “A differenza dell'altro (L'amico di tutti, n.d.r.) mi metto a nudo perché racconto di me, sentivo di avere qualcosa da dire”.

In scena con lui Samantha con l'acca, l'onnisciente intelligenza artificiale alla quale rivolgere qualsiasi domanda. Il suo compito è trovare una soluzione alle relazioni dalle quali nessuno vuole fuggire perché troppo confortevoli e all'interno delle quali nessuno è davvero felice a causa di un partner poco presente, un collega di lavoro scorretto, un amante che sparisce dopo qualche appuntamento senza lasciare traccia.

Al materializzarsi di vari espedienti pseudo risolutivi, però, tarda ad arrivare la risposta definitiva: Samantha non avrà la soluzione alla richiesta e finirà per andare in un tilt tecnologico dal quale l'uomo non saprà come riprendersi. La relazione difficile da non sottovalutare è anche quella con l'assistente Google, fedele compagno di ricerche quotidiane e al contempo amico traditore nei casi di maggiore necessità.

Improbabili esperti di relazioni strapperanno sguaiate risate al pubblico, a partire da Scupido, il fratello poco romantico del dio dell'amore, per arrivare ai personaggi cari a Paolo Camilli che l'hanno accompagnato nel suo percorso artistico come Dora e Benedetto, per dirne un paio.

Se si ride, però, allo stesso tempo si colgono dettagli non trascurabili che indagano lo spirito del nostro tempo nonché sottili satire politiche e sociali, necessarie alla contemporaneità. Non manca una riflessione sul ruolo della donna, da sempre costola di Adamo, relegata al ruolo di moglie e madre, non rispettata dalla società nei suoi diritti e voleri.

Dov'è l'empatia in questa società? Alla domanda neppure troppo velata che il personaggio di Lilith rivolge al suo mondo, la risposta potrebbe essere celata proprio nell'istante presente: il vero rapporto empatico che si cerca nelle relazioni, spesso senza trovarlo, Paolo Camilli lo ha cercato e scovato nel teatro, nel rapporto col suo pubblico, e viceversa. Ogni rapporto sincero crea empatia, e niente può essere più sincero della “messa a nudo” di un attore che dedica al suo pubblico il suo cento per cento, venendo ricambiato con la stessa carica emotiva.

“Sconfort Zone” sarà a Milano, Monza, Bologna e Roma, per poi tornare nelle Marche nel mese di Aprile.

[ph Marilena Imbrescia]


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Questo è un articolo pubblicato il 06-02-2024 alle 11:17 sul giornale del 07 febbraio 2024 - 178 letture






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