x

SEI IN > VIVERE FERMO > CULTURA
articolo

Il “Sole” di Jean Malaurie si è “addormentato” al Nord. E’ morto ieri il grande esploratore francese che aveva ricevuto la cittadinanza onoraria di Fermo

2' di lettura
112

di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


«È un enorme dispiacere apprendere della morte di un uomo di grande valore, uno studioso attento, un grande esploratore e geografo che si era legato a mio padre Silvio Zavatti e conseguentemente al Museo Polare Zavatti e all'Istituto Geografico Polare. Una grande perdita». Sono le prime parole espresse da Renato Zavatti, presidente dell'Istituto Geografico Polare Zavatti, subito dopo l'annuncio della scomparsa (il 5 febbraio) dell'uomo che per primo, insieme all'inut Kutsikitsoq, il 29 maggio 1951 aveva raggiunto il Polo Nord Magnetico su una slitta.

Profondo dolore è stato espresso anche dal direttore del Museo Polare e dell'Istituto, Gianluca Frinchilluci che così ricorda il «luminare e amico prezioso del nostro Museo Polare, scomparso a 101 anni. La sua vita è stata una straordinaria avventura nel cuore dell’Artico, e la sua eredità risplende in ogni angolo del nostro amato museo. Ricordiamo la sua partecipazione nel 1970 al Congresso Internazionale Polare a Civitanova Marche, organizzato da Silvio Zavatti».

«Jean Malaurie – scrive ancora Frinchillucci - è stato più di un esploratore; è stato un ponte tra culture, un custode appassionato delle terre polari e un instancabile difensore dell’ambiente artico. La sua collaborazione con il Museo Polare di Fermo, grazie a Renato Zavatti, è stata un capitolo prezioso che ha arricchito le nostre raccolte e ha portato le storie del Nord lontano al cuore dell’Italia. Attraverso le sue opere, ha regalato al pubblico una finestra aperta sul mondo magico e misterioso dell’Artico. Il nostro cuore è con la famiglia di Jean Malaurie e con tutti coloro che, come noi, sono stati toccati dalla sua straordinaria vita».
La città di Fermo, con a capo il sindaco prof. Ettore Fedeli, il primo ottobre del 1998, conferì a Malaurie la cittadinanza onoraria per l'opera svolta in campo polare e per la munifica donazione fatta al Museo.

La cerimonia, presente l'esploratore, si tenne nella sala del Consiglio comunale alla presenza di tutti i componenti la Giunta e il consiglio. Subito dopo, l'Istituto Geografico dedicò al direttore del Centro di studi artici di Parigi un numero speciale della rivista Il Polo.

La notizia della morte è stata subito ripresa dai maggiori quotidiani francesi. Liberation ha così titolato: Mort de Jean Malaurie, le soleil se couche au Nord (il Sole tramonta a Nord). Forse, sarebbe meglio dire: il Sole si addormenta al Nord.

Nel 1957 Malaurie divenne direttore del Centro di studi artici di Parigi; negli anni successivi organizzò spedizioni in Lapponia, Iacuzia, Groenlandia, ecc.

Nel 1963 pubblicò la sua opera geografica più celebre, le Esplorazioni cartografiche nella Groenlandia occidentale.






Questo è un articolo pubblicato il 06-02-2024 alle 19:12 sul giornale del 07 febbraio 2024 - 112 letture


adolfo leoni




qrcode