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Hospice di Montegranaro, nuove poltrone e televisori donati dall’Ass. “L’Abbraccio”: esempio di cura e attenzione in una struttura d’eccellenza

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di Danilo Monterubbianesi
fermo@vivere.it


Assistere i bisogni di un territorio e farlo bene. Donate dall’Associazione di volontariato ONLUS “L’Abbraccio”, in collaborazione col Rotary Club e numerosi cittadini, dieci poltrone e dieci televisori per le sale dell’hospice di Montegranaro. «Tutto ciò è stato possibile grazie alle donazioni di tutti: imprenditori, commercianti, industriali, ma anche semplici cittadini; noi abbiamo fatto solo da intermediari», spiega Luciano Pini, presidente dell’associazione. «Donazione importante per l’accoglienza e il benessere dei pazienti» dice il direttore dell’AST Fermo dott. Roberto Grinta, «per una struttura importante che accoglie le esigenze di tutto il territorio».

Numerosi i ringraziamenti delle autorità, tra cui il Sindaco di Montegranaro avv. Endrio Ubaldi, alle associazioni di volontariato per la loro «opera di spessore umano e sociale», e per la sinergia instaurata con le istituzioni. «La sanità di Montegranaro è stata penalizzata nel corso dei decenni passati», sostiene il primo cittadino, «ma nell’ultimo periodo stiamo vivendo un riscatto, con strutture d’eccellenza come l’Hospice e il reparto di gastroenterologia, invidiato in tutto il Centro Italia». Nella sanità – come in tutti gli ambiti della “cosa pubblica” – importante è superare i campanilismi: «in un territorio non serve avere tutto dappertutto solo per competizione», sostiene Mauro Lucentini, «ma è necessario distribuire».

«L’Hospice è un dipartimento d’eccellenza, certificato dalla Società Europea di Oncologia» dalle parole del primario di Oncologia il dott. Renato Bisonni, il cui valore si misura anche nell’operato dei numerosi volontari e volontarie che ogni giorno affrontano col cuore in mano complesse situazioni di vita. «Quello che facciamo con “L’Abbraccio” non è volontariato dell’ultimo minuto: ci sono numerosi corsi di preparazioni e colloqui psicologici da superare e che certificano la nostra idoneità ad operare in reparto» come illustra Luciano Pini, «dopodiché il nostro compito è quello di rendere la permanenza dei pazienti il più gradevole possibile: due volte a settimana portiamo sessioni di musicoterapia, pet therapy e massaggi shiatsu. Inoltre, grazie anche alle poltrone che siamo riusciti ad acquistare e alle tv, l'ambiente della stanza diventa più simile a quello di una casa, e inoltre si agevola la permanenza dei familiari». Il presidente de “L’Abbraccio” presenta poi un ultimo importante appello: «Chiediamo l’aiuto di tutti per diffondere la cultura delle cure palliative: è una questione di dignità, e un modo che, se si conosce, può far risparmiare atroci sofferenze ai nostri cari».


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Questo è un articolo pubblicato il 31-01-2024 alle 20:30 sul giornale del 01 febbraio 2024 - 246 letture






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