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Fermo. Il Presepe. I Presepi. La Ruota degli Esposti

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di Adolfo Leoni

fermo@vivere.it


Magari non finiscono sui depliant promozionali, e pure di presepi a Fermo ce ne sono e anche tanti. Ce n'è alle Piccole cisterne, come da tradizione, spediti da molte parti d'Italia; ce n'è all'Oratorio di San Domenico, per dare continuità a quelli delle Piccole cisterne; ce ne sono due nella Cappella dell'Immacolata, nella Chiesa cattedrale, inaugurati nella solennità dell'Immacolata; ce ne saranno per le vie del centro storico, promossi dal rettore del Duomo don Michele Rogante; c'è quello grande nella spazio che fu ospitale medievale e Monte di Pietà dei Francescani, adiacente alla chiesa del Carmine.

E ce ne sarà uno enorme, e vivente, il 6 e 7 gennaio nelle Cisterne Romane e nelle due sale del nuovo ingresso, organizzato dalla Cavalcata dell'Assunta e sostenuto dal Comune, con la presenza oltre che delle dieci Contrade, di tutte le compagnie teatrali di Fermo, di numerose corali e strumentisti provenienti dal territorio.

Però ce n'è uno particolarissimo e bellissimo. Magari non sotto il profilo estetico, neppure come estensione. È minuscolo, essenziale, ma ha un messaggio forte sotteso. È quello realizzato all'interno della Ruota degli Esposti, sulla facciata esterna del Collegio e del Centro professionale Artigianelli.

Una Sacra famiglia: Maria, Giuseppe, Gesù, è presentata nel luogo dove secoli fa venivano lasciati i neonati che donne violate dalla prepotenza di uomini cattivi, o donne sole, oppure nella massima indigenza, non potevano allevare. Lasciati lì all'accoglienza, nella ruota girevole, e alla bontà di suore e di religiosi. Accolti, dicevamo, e poi accuditi, e fatti crescere, infine avviati al lavoro.

Una storia di molti secoli arrivata sino a noi. Perché il Collegio esiste ancora. Lo tengono le suore di Madre Speranza, realtà che ha ereditato il testimone dal don Bosco fermano: don Ernesto Ricci, oggi troppo dimenticato. Se le suore aiutano, educano, sono vicine ai giovanissimi e alle loro famiglie, a sua volta il Centro professionale Artigianelli retto dal ramo maschile sempre di Madre Speranza, dà loro e ad altri ragazzi la possibilità di imparare un mestiere anzi, i mestieri artigianali. Quelli che sono più richiesti e purtroppo spariti a causa di una industrializzazione omologante impoverente.

Il presepe della Ruota degli Esposti racconta di una nascita divina e di una compagnia fatta alle persone, specie le più fragili. Non un fatto del passato, dunque, ma una realtà ancora ben viva.



Questo è un articolo pubblicato il 09-12-2023 alle 11:05 sul giornale del 10 dicembre 2023 - 166 letture


adolfo leoni




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