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Vinta la battaglia sul diritto all'oblio oncologico! La giovane montegiorgese Laura Marziali che ne è stata protagonista piange di gioia

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di Marina Vita

fermo@vivere.it


Appena una settimana fa a Montecitorio Laura aveva ricevuto il premio “ Standout Woman Award” per aver contribuito a fondare "C’è Tempo ODV" di cui è Presidente e per il lavoro di attivismo in oncologia, disabilità e diritti. Nello specifico, per aver portato avanti l’istanza della necessità di una legge sul diritto all’oblio oncologico.

Montegiorgio-Un sogno che si avvera. Il Senato ha approvato la Legge sul Diritto all’oblio oncologico che permetterà a circa 1.000.000 di ex pazienti oncologici di superare lo stigma e la discriminazione, fare quindi richiesta di finanziamenti, assicurazioni e adozioni esattamente come tutte le altre persone che la diagnosi di cancro non l’hanno mai ricevuta.

Una grande vittoria, una lunga maratona per arrivarci, un grande impegno di tante Associazioni e ex ammalate, tra cui la giovanissima montegiorgese Laura Marziali, diventata il volto di questa battaglia come testimonial di AIOM ( Associazione italiana Oncologia Medica) che appena avuta la notizia ha pianto lacrime di gioia e soddisfazione.
Appena una settimana fa a Montecitorio Laura aveva ricevuto il premio “ Standout Woman Award” per aver contribuito a fondare "C’è Tempo ODV" di cui è Presidente e per il lavoro di attivismo in oncologia, disabilità e diritti. E, nello specifico, per aver portato avanti l’istanza della necessità di una legge sul diritto all’oblio oncologico. Premio che lei ha tenuto a condividere con Fondazione Aiom, Fondazione Incontra Donna Favo, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in oncologia e tutte le altre associazioni di settore che da anni stanno lavorando in sinergia, “perché questo riconoscimento non è mio, ma nostro” aveva sottolineato nel suo discorso.
“ Dobbiamo raccontare le nostre storie, anche per chi non può o non vuole, perché il nostro silenzio personale diventa collettivo e quindi Istituzionale”- ha sempre sostenuto la Marziali. E lei l’ha fatto, su ogni palcoscenico, studio televisivo, radiofonico, convegno, manifestazione a cui è stata invitata
"Ho avuto un tumore nel 2017 e ho terminato le cure nel 2018, Dopodichè sono entrata nel programma di follow up conclusosi ad ottobre di quest’anno- racconta Laura- Ho subito discriminazione qualche anno fa quando ho richiesto un finanziamento con copertura assicurativa per acquistare un auto e mi è stato negato, perché nel questionario ho dovuto dichiarare di aver avuto il tumore. Poi ho chiesto solo informazioni per un mutuo e ho saputo che per me i tassi sarebbero stati più alti a causa della mia malattia. Idem per l’adozione, per cui non avrei avuto speranze. In seguito a questo ho deciso che dovevo capirne di più e fare qualcosa. Su internet ho trovato la raccolta firme di AIOM e da lì sono stata al loro fianco nei congressi ed eventi in tutta Italia, partecipando ovunque per parlarne. Ho capito che una legge sull’oblio oncologico era strettamente connessa ad un cambiamento radicale della cultura della società e della narrazione del cancro anche da un punto di vista linguistico: Il paradigma di cancro si muore, va cambiato con di cancro si può guarire. Ho parlato dei diversi ambiti di applicazione della legge in tanti consessi per fare pressing alle Istituzioni. In diverse occasioni anche alla Camera e al Senato, ribadendo l’importanza di non discriminare le persone che hanno avuto il tumore trattandole come fossero di serie B, condannandole a pagare per tutta la vita la ”colpa” di essersi ammalate che non hanno.
Isomma questa piccola grande donna montegiorgese si è battuta contro questa ingiustizia come una leonessa in ogni contesto, trasformando la sua malattia in nuova consapevolezza di vita , contagiando le coscienze con tutta la forza dei suoi principi, fino al grande risultato ottenuto con l’approvazione della legge bipartisan.


Ci sono sogni che non posso sognare e tutele che non posso avere- scriveva la Marziali nei suoi social. Oggi anche grazie a lei e al suo giovane coraggio di lottare per ogni ammalato oncologico e di dare voce alla vulnerabilità e invisibilità di certe condizioni, gli ex ammalati di cancro possono tornare nella società come persone normali, con gli stessi identici diritti.

E ora un sogno da avverare Laura ce l'ha : accedere a un finanziamento per creare una start up che può dare servizi a persone in condizione di vulnerabilità.


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Questo è un articolo pubblicato il 07-12-2023 alle 19:52 sul giornale del 08 dicembre 2023 - 1252 letture






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