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intervista

Una borsa di studio intitolata alla Dott.ssa Rosy Medri. A questo tende l'Associazione Grande Anima, sempre più punto di riferimento nel territorio fermano.

4' di lettura
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di Marina Vita

fermo@vivere.it


Al termine di un anno molto impegnativo e ricco di eventi organizzati con grande qualità, il Presidente Valerio Palmieri traccia un bilancio e guarda al futuro.


Montegiorgio. La celebrazione di una donna straordinaria come la dottoressa Rosy Medri, mancata prematuramente 5 anni fa, è stata la chiave con la quale aprire la porta alla cultura della resilienza come strumento per trasformare il dolore in esperienza, la sofferenza in crescita e l’assenza in ascolto. Cioè la possibilità di elaborare i lutti della vita con il calore degli affetti, la forza della creatività, la lucidità della consapevolezza e l’accoglienza delle proprie fragilità.
Questo è ciò che i fondatori dell’Associazione Grande Anima, Valerio e Annalisa Palmieri, marito e figlia della Dottoressa Medri come promotori, portano avanti da ormai 5 anni in maniera sempre più strutturata , diventando realtà di riferimento per tutto il territorio.
L’evento più recente è il convegno socio sanitario sulla quasi sconosciuta malattia Fronto temporale, inscrivible tra quelle di deterioramento cognitivo, organizzato il mese scorso presso Villa Lattanzi a Torre di Palme insieme all’associazione italiana Malattia Frontotemporale, alla quale hanno partecipato anche molti medici e operatori sanitari, allo scopo di creare una rete di supporto al malato e alle famiglie, spesso sole, che se ne devono occupare.
D- Ma qual è il filo che collega Grande Anima con il mondo Medico? Lo abbiamo chiesto al Presidente Palmieri.
R-“ La nostra preziosa segretaria Laura Stopponi ha perso di recente il marito proprio a causa di questa malattia che porta il caregiver a vivere un lutto prolungato che inizia ben prima della morte fisica di chi ne è colpito. La nostra associazione ha come mission proprio quella di aiutare le persone a essere resilienti sviluppando la capacità di reagire all’urto del dolore e sopravvivere”
D- Per la vostra associazione cosa comporta spostarsi da corsi e incontri filosofici ad una organizzazione pratica?
R- “ Noi per dimensioni, iscritti e disponibilità finanziarie non abbiamo la possibilità di aiutare fisicamente le persone, ma con i nostri incontri possiamo dare un aiuto emotivo e psicologico, ciò che permette a chi attraversa esperienze di grande lutto di vivere la quotidianità un pochino meglio.
D- Negli ultimi due anni la vostra scuola di resilienza sta prendendo sempre più piede aiutando molte persone , anche per la qualità dei professionisti che portano avanti i vostri appuntamenti. Come pensate di proseguirete nel 2024?
R- Di certo continueremo nelle nostre attività di formazione e informazione, mettendoci dentro bellezza, mostre d’arte, cineforum, confronti , testimonianze, riflessioni filosofiche, laboratori, emozioni condivise. Azioni che sembrano a latere in un discorso di resilienza e che invece ne sono parti integranti, che aiutano a smaltire pian piano la grande tristezza e a rialzare lo sguardo verso l’alto e verso un futuro possibile. Mia moglie Rosy diceva sempre che "Ogni volta che soffriamo stiamo facendo nascere una nuova creatura dentro di noi, perchè in fondo il dolore è la gioia vista di spalle”.E questo è il nostro motto.
D- La vostra è un’attività completamente basata sul volontariato . Di cosa avreste bisogno per fare ancora di più considerando il largo seguito che avete ?
R- Qualche finanziamento da Enti pubblici, contributi da sponsor o mecenati, anche dell’ordine di poche migliaia di euro, o con piccole quote mensili, ci consentirebbe di progredire e quanto meno di dare un rimborso spese ai professionisti che vengono a tenere lezioni e fare laboratori. Sin qui ci siamo auto sostenuti , unica eccezione un corso del Centro Servizi Volontariato , per il quale abbiamo avuto 2000 euro . I pochi flussi in ingresso vengono dal 5xmille e dalle quote di scrizione, pari a 25 euro annue.
D- Qual è il sogno più grande da perseguire?
R- Istituire la Borsa di studio “ Rosy Medri” , per laureandi in medicina olistica e narrativa, quella che mia moglie praticava, che cura prima la persona e poi la malattia guardando l’essere umano nella sua interezza. Abbiamo già il Patrocinio dell’Enpam nazionale per coinvolgere con newsletters tutti i medici italiani. Ma il processo è lungo e strutturato. Allo scopo ho preso contatti anche con Banche locali e mi auguro che capiscano che i soldi, oltre ad essere destinati a sport, feste, e Proloco, possono sostenere anche iniziative culturali e di supporto portate avanti da associazioni come la nostra”.


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Questa è un'intervista pubblicata il 06-12-2023 alle 09:56 sul giornale del 07 dicembre 2023 - 860 letture






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