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Fermo: il Sottosegretario Sgarbi fa il bis al Teatro dell’Aquila. A distanza di un anno inaugurata una nuova mostra su Ligabue e Pende

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da Silvia Cotechini


Insieme al Sottosegretario Vittorio Sgarbi, Fermo inaugura la nuova stagione espositiva con una mostra “divisa” tra due grandi artisti: Antonio Ligabue e Giuseppe Pende.

“Non è facile far diventare Fermo sempre più attraente per il turismo, ma questa è la strada giusta – esordisce il Sindaco Paolo Calcinaro – Facciamo sapere all’Italia che qui ogni anno sarà possibile visitare una mostra in grado di stupire. Il teatro pieno in un martedì pomeriggio uggioso è indizio dell’entusiasmo dei cittadini che credono in questo percorso”. “È motivo di orgoglio per la nostra comunità ospitare la mostra e ancora di più ospitarne il curatore, il sottosegretario Sgarbi – dice il Prefetto Michele Rocchegiani – La nostra provincia è uno scrigno di tesori d’arte, sono iniziative come queste a favorire interazioni tra diverse espressioni artistiche e a far emergere nuovi spunti di riflessione e confronto. Grazie per aver scelto Fermo”.

Micol Lanzidei, assessore con delega alla cultura, spiega il titolo della mostra: “Il tempo delle mostre” ricorda molto lo slogan del circuito museale, “Fermo, hai tutto il tempo”. Ma qual è il tempo di Fermo? “È il tempo della storia – risponde Lanzidei – Sulla storia Fermo ha investito molto, come ha fatto per esempio con Fontevecchia, la struttura che diventerà il complesso museale più grande di tutte le Marche”. Il ringraziamento di Lanzidei va all’organizzatore Maggioli Cultura e Turismo e ovviamente alla Regione e alla Cassa di Risparmio di Fermo. Aggiunge poi: “Fermo punta anche su quel periodo dell’anno in cui si fatica di più ad attrarre gente, provando così a mettere in pratica quella destagionalizzazione di cui tanto si parla”. E per farlo si sceglie l’arte.

La mostra “Fermo. Il tempo delle mostre” ospita contemporaneamente le opere di due artisti del Novecento: Antonio Ligabue e Giuseppe Pende. Ottanta opere, quaranta per pittore. Pende non gode sicuramente della stessa fama di Ligabue, ma è tanto caro ai fermani perché è sepolto proprio in città. Pugliese d’origine, Pende arriva a Fermo a causa delle vicende della guerra nel ’42 e ci rimane per circa un decennio. A parlare del “pittore riservato” e della mostra a lui dedicata, “Giuseppe Pende. Realtà, sogno e visione”, ci pensa Alessandro Malaspina, allievo di Pende e successivamente suo collega. “Mi ritengo fortunato per averlo visto più volte all’opera” dice prima di immergersi in un racconto intimo del pittore sottolineando la sua grande dedizione all’insegnamento.

Di diverso carattere è invece Antonio Ligabue. Già dal titolo della mostra, “Spiriti selvaggi: Antonio Ligabue e l’eterna caccia”, si intuisce che ci troviamo davanti a tutt’altra sensibilità. “Parlare di Ligabue oggi è come parlare di un mito – dice Marzio Dall’Acqua – su internet ci sono solo storie false, Ligabue era una persona qualunque, un pensionato dell’INPS”. Il tentativo di Dall’Acqua è proprio quello di “umanizzare” un personaggio tanto discusso come Ligabue. Nella sua arte però si intravede la precaria condizione psicologica dell’artista, riflessa negli animali che rappresenta, spesso belve feroci che lottano per la sopravvivenza. Anche nelle altre due sezioni della mostra, autoritratti e paesaggi, il pittore rappresenta il suo mondo interiore.

Per ultimo interviene l’ospite più atteso, il Sottosegretario di Stato alla Cultura Vittorio Sgarbi. Nelle parole di Sgarbi è rivelato il motivo dell’accostamento di due artisti così diversi. “Voglio mostrare a Fermo una contro-arte contemporanea – spiega – I due artisti sono accomunati dalla natura, anche se rappresentata in maniera distinta”. Sgarbi mette in risalto la spiritualità di Pende, che osserva il paesaggio dalla prospettiva di Dio, che l’artista ritiene parte della natura (Deus sive natura, Dio è nella natura). Pende non comunica attraverso l’esibizione ma con un’arte concentrata e riservata. Per Ligabue, al contrario, la natura non è sinonimo di pace, ma è una proiezione del suo turbamento interiore, come si intuisce ammirando i dipinti di leoni e ghepardi.

I due artisti non saranno in dialogo tra loro, ma si rivolgeranno all’osservatore: l’uno avrà dei benefici sulla concezione dell’altro. È con questo pensiero che Sgarbi confida nel potere del celebre Ligabue di attirare i visitatori, che, una volta a Palazzo dei Priori, si troveranno davanti anche alle opere di Giuseppe Pende, artista molto più sconosciuto ma di altrettanto talento. D’altra parte, la delicatezza di Pende sarà in grado di “aiutarci a comprendere l’intensità di Ligabue, che molto spesso non è riconosciuta”, come spiega Sgarbi. Due pittori distanti tra loro che si incontrano, a Fermo, per farsi rivalutare e riscoprire. Altro elemento in comune è il non voler rompere gli schemi per forza, perché molto spesso “la grandezza sta nella semplicità”.

La mostra sarà visitabile dal 6 dicembre fino al 5 maggio 2024 a Palazzo dei Priori.


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Questo è un articolo pubblicato il 05-12-2023 alle 23:15 sul giornale del 06 dicembre 2023 - 386 letture






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